Claviere: sullo sgombero di Chez Jesus e i suoi responsabili

Fonte: passamontagna.info

Hanno sgomberato Chez Jesus.
14 camionette, verie macchine di polizia e carabinieri, il solito gregge numeroso di digossini impettiti. Sono arrivati per le 7.40 di mercoledì mattina (10.10.2018). Hanno sfondato la porta con un ariete e un martello, e sono entrati.

Il prete che ci ha denunciato, Don Angelo Bettoni, non si è fatto vedere. Il sindaco si, invece. Era con la polizia a ispezionare i locali mentre buttavano fuori vestiti, tavoli, coperte, i materassi restanti. Mentre arrivava la ruspa per prendersi le cose e mettevano le griglie alle finestre.

Ma si conosceva la posizione del sindaco, che da sempre voleva lo sgombero, in quanto Chez Jesus “minacciava le attività economiche del paese e faceva aumentare il flusso di migranti (rendendolo più visibile) dato che si dava cibo e posto per dormire.”

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Sabato 27 ottobre: corteo contro le frontiere a Bellinzona

Riceviamo e diffondiamo:

Il collettivo R-Esistiamo vi invita a partecipare numerose e numerosi alla manifestazione in solidarietà con tutte le persone migranti che si terrà a Bellinzona SABATO 27 OTTOBRE dalle ore 14.00.

Care amiche e cari amici,

R-esistiamo è un collettivo composto da persone diverse fra loro attive contro ogni forma di razzismo, ogni frontiera e in solidarietà con le persone migranti, come ben sa chi ha avuto modo di partecipare finora alle attività organizzate.

Il Collettivo è aperto a tutti e tutte e si contraddistingue per orizzontalità e anti-autoritarismo: non è un comitato, non ci sono capi, né responsabili e nonostante ci possano essere dei o delle portavoce, non significa ci siano leader.

Muove critiche contro il sistema migratorio svizzero portando una lotta concreta sul territorio ticinese: intende smascherare il falso volto dell’accoglienza, mostrandone la reale identità caratterizzata da repressione, sfruttamento e segregazione, con l’obiettivo di fermare questa enorme macchina da soldi. Vuole perciò evidenziarne i principali protagonisti istituzionali e tutti gli ingranaggi che lo fanno funzionare: la SEM (Segretariato della Migrazione), l’apparato repressivo (polizia, guardie di confine e aziende di sicurezza privata), i partiti politici che di fatto lo appoggiano e tutte le aziende e organizzazioni attive nella cosiddetta accoglienza, come la Croce Rossa, la Caritas, l’ORS e fermarli.

Crea alleanze con altre realtà attive nel resto della Svizzera e in Italia perché la solidarietà diventa più forte quando supera ogni frontiera.

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Antifarally 2018

Fonte: barrikade.info

Dall’appello del primo Antifarally 2017 sono successe molte cose.

Nonostante la resistenza impressionante da parte del movimento di liberazione curdo, la città di Afrin è caduta. Allo stesso tempo il presidente Erdoğan cerca di consolidare il potere in Turchia usando metodi fascisti.

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Basilea: processo per la manifestazione del 26 giugno 2016

Fonte: barrikade.info

25/09/2018

A Basilea, il 24 giugno 2016 si era svolta una piccola manifestazione spontanea e combattiva contro il razzismo, la repressione e la gentrificazione. Lungo il percorso erano stati attaccati vari edifici ed erano scoppiati degli scontri con gli sbirri.

L’accusa sostiene che quel giorno sarebbero stati feriti due sbirri. La stessa sera del corteo, erano state arrestate 14 persone e nei giorni seguenti erano state perquisite delle abitazioni. 7 persone erano state rilasciate due giorni dopo l’arresto, mentre 6 erano rimaste in carcere per periodi di 1 mese e mezzo fino a 2 mesi. L’ultima persona, che non ha la cittadinanza svizzera, aveva scontato in carcere quasi 6 mesi.

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Nuovo numero di Rizoma, bollettino anarchico contro l’ingegneria genetica

Fonte: rhizome.noblogs.org
“Mi piazzo dalla parte giusta per identificare il nemico” Kabal, Hostile
La questione “contro chi lottiamo” può sembrare semplice, ma quando si tratta di definire i nostri obiettivi, ci si rende conto che le risposte sono più complesse di quanto immaginassimo in partenza. Padroni, multinazionali, governi e forze dell’ordine sono chiaramente nostri avversari, ma che ne è di tutti gli attori ambigui e di tutti coloro che approfittano delle strutture del dominio?
Quando ci si pone la questione «con chi lottiamo», questa problematica diventa in effetti cruciale. Non si tratta di distinguersi ad ogni costo o di stilare dei certificati di radicalità, ma piuttosto di rendersi conto che, finché delle componenti coinvolte nelle lotte parziali difendono gli interessi della loro classe sociale o altri privilegi a discapito di altre persone implicate, come si è potuto vedere a più riprese, queste lotte perdono il loro senso. Aldilà delle esclusioni che possono generare, questi interessi e privilegi danno spazio a tutti i fenomeni che disarmano la contestazione e in cambio la integrano nel sistema.

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Roma: migrazione e detenzione delle donne nel CPR di Ponte Galeria

Fonte: hurriya.noblogs.org

Quanto scritto è frutto di una stesura collettiva, il tentativo di rendere fruibili su carta alcuni dei ragionamenti che hanno costruito il percorso di lotta contro le frontiere che portiamo avanti in città, e che hanno contribuito a decostruire alcuni dei pregiudizi e costrutti sessisti e suprematisti che ognuna di noi ha dentro. Ci auguriamo che apra a ragionamenti più approfonditi e condivisi sulle oppressioni multiple di genere, razza e classe.

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Udine: di accoglienza si muore

Fonte: roundrobin.info

Da qualche giorno è circolata la terribile notizia di alcuni fatti accaduti a Udine negli ultimi otto mesi: da febbraio a oggi, con un picco nel mese di agosto, sarebbero morte in circostanze poco chiare tra le cinque e le sedici persone richiedenti asilo, tutte residenti in alcuni Cas situati a Udine, tra cui l’ex caserma Cavarzerani, una struttura gestita dalla Croce Rossa e quotidianamente controllata da ingenti presidi di forze di polizia che, secondo gli ultimi numeri di cui si ha notizia, avrebbe ospitato nei mesi estivi circa 700 persone, a fronte di una capienza di 300. Le morti sarebbero avvenute tra i Cas stessi, il carcere e l’ospedale di Udine.

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Berna: colpita ditta complice del campo federale di Giffers

Fonte: barrikade.info

22.08.2018 – Il nuovo lager per le espulsioni a Giffers (Canton Friborgo) è in funzione da martedì 3 aprile 2018. Nella prima fase nel lager sono detenute 130 persone. Nel 2019 saranno fino a 300 persone che dovranno vivere con forti limitazioni in uno spazio ristretto. Oltre a 50 posti di riserva.  Una delle tante ditte che fanno i loro soldi con questi centri, vale a dire con la politica repressiva d’asilo, è la ditta Honegger SA, che è addetta alle pulizie del centro e così partecipa all’intero apparato d’asilo.
Significa che questa ditta fa profitti su una politica razzista che rinchiude e controlla le persone in base alla loro origine. “La miseria dex unx fa il profitto dex altrx”. Una frase che riassume perfettamente questa situazione ma che potrebbe in linea di massima valere anche per il capitalismo. Continue reading Berna: colpita ditta complice del campo federale di Giffers

14 settembre: visita alla sede della Croce Rossa di Molino Nuovo a Lugano.

Riceviamo e diffondiamo:

Questa mattina poco prima di pranzo, abbiamo reso visita agli uffici della Croce Rossa di Lugano per smascherare le politiche di segregazione e razzismo attuate nei centri per richiedenti d’asilo da loro gestiti (in Ticino: Camorino, Cadro, Paradiso e Castione). Centri che i gestori – in particolar modo la loro responsabile del settore asilo Josiane Ricci – definiscono “d’accoglienza e d’integrazione”, ma che come dimostrano le testimonianze delle persone rinchiuse nel bunker di Camorino, sono dei luoghi dove gli agenti di sicurezza, i dipendenti della Croce Rossa e la polizia dettano legge a suon di ricatti, punizioni e violenze sia fisiche che psicologiche.

Con megafono, striscione e volantini (vedi allegato), siamo entrate/i negli uffici, mettendo bene in chiaro le responsabilità della Croce Rossa e portando solidarietà e vicinanza a chi è costretto a subire la vita di segregazione in tali campi.

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Iniziativa SPAZIO EDO – giovedì 13 settembre – Presentazione del campeggio PASSAMONTAGNA

CSOA IL MOLINO – SPAZIO EDO

Presentazione del campeggio PASSAMONTAGNA

Dal 19 al 23 settembre 2018

5 giorni di lotta contro le frontiere al Colle del Monginevro

Il dispositivo frontiera è molto più di una linea immaginaria. È un sistema di controllo che seleziona e divide, che si apre e si chiude secondo le necessità economiche e politiche.
Un sistema che permette alle merci e ai capitali di transitare dove vogliono, e che blocca e respinge coloro che non sono considerati “utili”.
La frontiera è chiusa per gli indesiderati. Ma aperta per chi porta denaro così come per le merci. Tra queste montagne chi non ha le carte “giuste” si ritrova rincorso dai gendarmi sui sentieri, buttato giù da treni e bus, impossibilitato a decidere liberamente dove e come vivere. La violenza e la repressione dello Stato praticata alla frontiera è solo uno dei mezzi di intimidazione verso una sottomissione individuale e collettiva al sistema creato dal medesimo. Continue reading Iniziativa SPAZIO EDO – giovedì 13 settembre – Presentazione del campeggio PASSAMONTAGNA