Il sangue delle cimici – Racconti dal confine italosvizzero

Autoproduzioni ribelli dal basso a sinistra

Il sangue delle cimici – copertina e retro

Il sangue delle cimici testo

Comincio a comprendere che il luogo del vero incontro non possa che darsi all’incrocio dei nostri interessi comuni – la paura della guerra civile e del caos – là dove si possano annullare le razze e dove sia prevista la nostra uguale dignità. Quando mi capita di cedere al sentimentalismo, mi domando se questo non sia lo spazio dell’amore. L’amore rivoluzionario. Le anime romantiche diranno che l’amore è sempre disinteressato. Ma appunto. Come considerare l’amore tra noi, se i privilegi degli uni riposano sull’oppressione degli altri?

Houria Bouteldja – I bianchi, gli ebrei e noi. Verso una politica dell’amore rivoluzionario

23.11.2018: Tutt* fuori dal bunker, sotto terra non si vive!

Riceviamo e diffondiamo:

Venerdì 23 novembre, Piazzale della Foca, dalle ore 17.30:

Aperitivo solidale: tutt* fuori dal bunker, sotto terra non si vive!

a seguire aperitivo, musica, interventi e proiezioni sulla lotta contro il regime migratorio.

La solidarietà è un’arma, quando diventa azione, quando non si limita alle frasi di circostanza, oltrepassa i recinti morali dell’obbedienza e diventa complicità nelle lotte.

Testo distributo durante il presidio:

MEGLIO IN STRADA CHE SOTTOTERRA

Meglio antifasciste e antirazzisti oggi che cittadini sentinelle domani!

Quella in cui vi trovate non è più la piazza governo di Bellinzona, ma uno spazio reso temporaneamente autonomo grazie un accampamento meticcio autogestito, antiomofobo e antirazzista. Un presidio momentaneamente permanente (uno, due, tre giorni, chissà…), che intende darsi spazio, tempo e visibilità, al fine di ottenere la chiusura definitiva del bunker di Camorino. Continue reading 23.11.2018: Tutt* fuori dal bunker, sotto terra non si vive!

Presentazione sulle lotte contro il regime migratorio a Basilea

Riceviamo e diffondiamo:

Giovedì 15 novembre allo Spazio Edo al CSOA Il Molino, viale Cassarate 8, Lugano (Svizzera).

Un contributo su diverse metodologie di lotta contro il regime migratorio negli ultimi tre anni a Basilea, città svizzera al confine con Francia e Germania. Tutte queste metodologie di lotta condividono una critica radicale del regime migratorio, si fondano sull’auto-organizzazione e dopo poco tempo hanno dovuto far fronte alla repressione.

Nel 2016 un gruppo di persone che erano minacciate di deportazione a causa del Sistema Dublino ha occupato una chiesa assieme ad un gruppo di persone solidali. Da questa esperienza sono nati diversi gruppi e progetti quali l’organizzazione di colloqui in carcere, un giornale e una struttura di supporto economico auto-organizzata.

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Bellinzona: scritte e vetri rotti alla Croce Rossa

Dai media ticinesi apprendiamo che nel primo weekend di novembre la sede della Croce Rossa in via Franscini a Bellinzona ha subito dei danneggiamenti. Tutti i vetri del negozio della Croce Rossa sono stati rotti ed è stata lasciata la scritta “Stop bunker!”.

Ricordiamo che la Croce Rossa gestisce diversi “centri di accoglienza” per persone migranti e richiedenti l’asilo in Ticino, tra cui il bunker di Camorino.

Claviere: sullo sgombero di Chez Jesus e i suoi responsabili

Fonte: passamontagna.info

Hanno sgomberato Chez Jesus.
14 camionette, verie macchine di polizia e carabinieri, il solito gregge numeroso di digossini impettiti. Sono arrivati per le 7.40 di mercoledì mattina (10.10.2018). Hanno sfondato la porta con un ariete e un martello, e sono entrati.

Il prete che ci ha denunciato, Don Angelo Bettoni, non si è fatto vedere. Il sindaco si, invece. Era con la polizia a ispezionare i locali mentre buttavano fuori vestiti, tavoli, coperte, i materassi restanti. Mentre arrivava la ruspa per prendersi le cose e mettevano le griglie alle finestre.

Ma si conosceva la posizione del sindaco, che da sempre voleva lo sgombero, in quanto Chez Jesus “minacciava le attività economiche del paese e faceva aumentare il flusso di migranti (rendendolo più visibile) dato che si dava cibo e posto per dormire.”

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Sabato 27 ottobre: corteo contro le frontiere a Bellinzona

Riceviamo e diffondiamo:

Il collettivo R-Esistiamo vi invita a partecipare numerose e numerosi alla manifestazione in solidarietà con tutte le persone migranti che si terrà a Bellinzona SABATO 27 OTTOBRE dalle ore 14.00.

Care amiche e cari amici,

R-esistiamo è un collettivo composto da persone diverse fra loro attive contro ogni forma di razzismo, ogni frontiera e in solidarietà con le persone migranti, come ben sa chi ha avuto modo di partecipare finora alle attività organizzate.

Il Collettivo è aperto a tutti e tutte e si contraddistingue per orizzontalità e anti-autoritarismo: non è un comitato, non ci sono capi, né responsabili e nonostante ci possano essere dei o delle portavoce, non significa ci siano leader.

Muove critiche contro il sistema migratorio svizzero portando una lotta concreta sul territorio ticinese: intende smascherare il falso volto dell’accoglienza, mostrandone la reale identità caratterizzata da repressione, sfruttamento e segregazione, con l’obiettivo di fermare questa enorme macchina da soldi. Vuole perciò evidenziarne i principali protagonisti istituzionali e tutti gli ingranaggi che lo fanno funzionare: la SEM (Segretariato della Migrazione), l’apparato repressivo (polizia, guardie di confine e aziende di sicurezza privata), i partiti politici che di fatto lo appoggiano e tutte le aziende e organizzazioni attive nella cosiddetta accoglienza, come la Croce Rossa, la Caritas, l’ORS e fermarli.

Crea alleanze con altre realtà attive nel resto della Svizzera e in Italia perché la solidarietà diventa più forte quando supera ogni frontiera.

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Antifarally 2018

Fonte: barrikade.info

Dall’appello del primo Antifarally 2017 sono successe molte cose.

Nonostante la resistenza impressionante da parte del movimento di liberazione curdo, la città di Afrin è caduta. Allo stesso tempo il presidente Erdoğan cerca di consolidare il potere in Turchia usando metodi fascisti.

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Basilea: processo per la manifestazione del 26 giugno 2016

Fonte: barrikade.info

25/09/2018

A Basilea, il 24 giugno 2016 si era svolta una piccola manifestazione spontanea e combattiva contro il razzismo, la repressione e la gentrificazione. Lungo il percorso erano stati attaccati vari edifici ed erano scoppiati degli scontri con gli sbirri.

L’accusa sostiene che quel giorno sarebbero stati feriti due sbirri. La stessa sera del corteo, erano state arrestate 14 persone e nei giorni seguenti erano state perquisite delle abitazioni. 7 persone erano state rilasciate due giorni dopo l’arresto, mentre 6 erano rimaste in carcere per periodi di 1 mese e mezzo fino a 2 mesi. L’ultima persona, che non ha la cittadinanza svizzera, aveva scontato in carcere quasi 6 mesi.

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Nuovo numero di Rizoma, bollettino anarchico contro l’ingegneria genetica

Fonte: rhizome.noblogs.org
“Mi piazzo dalla parte giusta per identificare il nemico” Kabal, Hostile
La questione “contro chi lottiamo” può sembrare semplice, ma quando si tratta di definire i nostri obiettivi, ci si rende conto che le risposte sono più complesse di quanto immaginassimo in partenza. Padroni, multinazionali, governi e forze dell’ordine sono chiaramente nostri avversari, ma che ne è di tutti gli attori ambigui e di tutti coloro che approfittano delle strutture del dominio?
Quando ci si pone la questione «con chi lottiamo», questa problematica diventa in effetti cruciale. Non si tratta di distinguersi ad ogni costo o di stilare dei certificati di radicalità, ma piuttosto di rendersi conto che, finché delle componenti coinvolte nelle lotte parziali difendono gli interessi della loro classe sociale o altri privilegi a discapito di altre persone implicate, come si è potuto vedere a più riprese, queste lotte perdono il loro senso. Aldilà delle esclusioni che possono generare, questi interessi e privilegi danno spazio a tutti i fenomeni che disarmano la contestazione e in cambio la integrano nel sistema.

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Roma: migrazione e detenzione delle donne nel CPR di Ponte Galeria

Fonte: hurriya.noblogs.org

Quanto scritto è frutto di una stesura collettiva, il tentativo di rendere fruibili su carta alcuni dei ragionamenti che hanno costruito il percorso di lotta contro le frontiere che portiamo avanti in città, e che hanno contribuito a decostruire alcuni dei pregiudizi e costrutti sessisti e suprematisti che ognuna di noi ha dentro. Ci auguriamo che apra a ragionamenti più approfonditi e condivisi sulle oppressioni multiple di genere, razza e classe.

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Udine: di accoglienza si muore

Fonte: roundrobin.info

Da qualche giorno è circolata la terribile notizia di alcuni fatti accaduti a Udine negli ultimi otto mesi: da febbraio a oggi, con un picco nel mese di agosto, sarebbero morte in circostanze poco chiare tra le cinque e le sedici persone richiedenti asilo, tutte residenti in alcuni Cas situati a Udine, tra cui l’ex caserma Cavarzerani, una struttura gestita dalla Croce Rossa e quotidianamente controllata da ingenti presidi di forze di polizia che, secondo gli ultimi numeri di cui si ha notizia, avrebbe ospitato nei mesi estivi circa 700 persone, a fronte di una capienza di 300. Le morti sarebbero avvenute tra i Cas stessi, il carcere e l’ospedale di Udine.

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Berna: colpita ditta complice del campo federale di Giffers

Fonte: barrikade.info

22.08.2018 – Il nuovo lager per le espulsioni a Giffers (Canton Friborgo) è in funzione da martedì 3 aprile 2018. Nella prima fase nel lager sono detenute 130 persone. Nel 2019 saranno fino a 300 persone che dovranno vivere con forti limitazioni in uno spazio ristretto. Oltre a 50 posti di riserva.  Una delle tante ditte che fanno i loro soldi con questi centri, vale a dire con la politica repressiva d’asilo, è la ditta Honegger SA, che è addetta alle pulizie del centro e così partecipa all’intero apparato d’asilo.
Significa che questa ditta fa profitti su una politica razzista che rinchiude e controlla le persone in base alla loro origine. “La miseria dex unx fa il profitto dex altrx”. Una frase che riassume perfettamente questa situazione ma che potrebbe in linea di massima valere anche per il capitalismo. Continue reading Berna: colpita ditta complice del campo federale di Giffers

14 settembre: visita alla sede della Croce Rossa di Molino Nuovo a Lugano.

Riceviamo e diffondiamo:

Questa mattina poco prima di pranzo, abbiamo reso visita agli uffici della Croce Rossa di Lugano per smascherare le politiche di segregazione e razzismo attuate nei centri per richiedenti d’asilo da loro gestiti (in Ticino: Camorino, Cadro, Paradiso e Castione). Centri che i gestori – in particolar modo la loro responsabile del settore asilo Josiane Ricci – definiscono “d’accoglienza e d’integrazione”, ma che come dimostrano le testimonianze delle persone rinchiuse nel bunker di Camorino, sono dei luoghi dove gli agenti di sicurezza, i dipendenti della Croce Rossa e la polizia dettano legge a suon di ricatti, punizioni e violenze sia fisiche che psicologiche.

Con megafono, striscione e volantini (vedi allegato), siamo entrate/i negli uffici, mettendo bene in chiaro le responsabilità della Croce Rossa e portando solidarietà e vicinanza a chi è costretto a subire la vita di segregazione in tali campi.

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Iniziativa SPAZIO EDO – giovedì 13 settembre – Presentazione del campeggio PASSAMONTAGNA

CSOA IL MOLINO – SPAZIO EDO

Presentazione del campeggio PASSAMONTAGNA

Dal 19 al 23 settembre 2018

5 giorni di lotta contro le frontiere al Colle del Monginevro

Il dispositivo frontiera è molto più di una linea immaginaria. È un sistema di controllo che seleziona e divide, che si apre e si chiude secondo le necessità economiche e politiche.
Un sistema che permette alle merci e ai capitali di transitare dove vogliono, e che blocca e respinge coloro che non sono considerati “utili”.
La frontiera è chiusa per gli indesiderati. Ma aperta per chi porta denaro così come per le merci. Tra queste montagne chi non ha le carte “giuste” si ritrova rincorso dai gendarmi sui sentieri, buttato giù da treni e bus, impossibilitato a decidere liberamente dove e come vivere. La violenza e la repressione dello Stato praticata alla frontiera è solo uno dei mezzi di intimidazione verso una sottomissione individuale e collettiva al sistema creato dal medesimo. Continue reading Iniziativa SPAZIO EDO – giovedì 13 settembre – Presentazione del campeggio PASSAMONTAGNA

PRESIDIO CONTRO BENETTON SABATO 15 SETTEMBRE Viale stazione Bellinzona – ore 11.00

PRESIDIO CONTRO BENETTON
SABATO 15 SETTEMBRE
Viale stazione Bellinzona h 11.00 di fronte a Benetton
Un’azione di solidarietà con la lotta del popolo Mapuche, in sostegno alla richiesta dell’immediata liberazione di Facundo Jones Huala.
Un’azione per ribadire il dissenso verso le violenze, le uccisioni, lo sfollamento di migliaia di persone, la sottrazione e la devastazione di territori per fini economici. Atrocità che cinicamente Benetton sta mettendo in atto da oltre 25 anni per i suoi affari, con la complicità dello Stato argentino e quello cileno.
Per approfondimenti sulla lotta del popolo Mapuche:
mapucheit.wordpress.com

Idioti governano ciechi

Fonte: LaRegione

di Andrea Ghiringhelli – Storico

Idioti governano ciechi
La cecità nostra e la mediocrità della politica stanno corrodendo la democrazia liberale di A. Ghiringhelli, storico

Con questo contributo Andrea Ghiringhelli ci invita a riflettere, partendo da alcuni fatti recenti – la promozione di un agente di polizia condannato per discriminazione razziale e il lacerante dibattito sulla nave Diciotti –, su alcuni segni premonitori di una deriva verso quello che Umberto Eco definì ‘fascismo eterno’ che ‘è intorno a noi, talvolta in abiti civili’. E che va riconosciuto per tempo.

I nostri padri, quelli che hanno ancora nella memoria la follia assassina delle dittature fasciste, ci comandavano di restare ben saldi a difendere lo Stato democratico e liberale: rappresenta – precisavano – “il migliore dei mondi possibili” perché ci assicura governi eletti dai cittadini, ma con un limite non negoziabile: alla volontà popolare non è concesso, in alcun modo, di calpestare i diritti umani e le libertà fondamentali, i pilastri inamovibili Continue reading Idioti governano ciechi

Un resoconto della protesta del 25 agosto a Camorino

Riceviamo e diffondiamo:

Finalmente siamo fuori, mi mancava l’aria”  (Un agente di polizia ad un collega dopo un’ora passata nell’atrio del bunker…)

Sabato 25 agosto in mattinata una cinquantina di persone si sono date appuntamento al campo di calcio di Camorino, nell’ambito degli incontri lanciati dal Collettivo R-esistiamo che da ormai qualche mese si svolgono per esprimere solidarietà e rompere l’isolamento delle persone richiedenti l’asilo rinchiuse nel bunker sotterraneo della Protezione Civile, gestito dalla Croce Rossa.

Questo sabato però, dopo il pranzo, si è deciso di partire in direzione del bunker con un corteo spontaneo e rumoroso, con slogan e tamburi, striscioni, volantini e megafono. Arrivatx all’entrata che si trova nell’area del complesso di edifici della polizia cantonale a Camorino, dopo alcuni interventi al megafono e aver appeso gli striscioni, si è entratx nel centro per constatare con i propri occhi le condizioni dello stabile di cui si è parlato molto nelle scorse settimane in seguito ad un comunicato stampa di un gruppo di persone solidali e ad immagini video girate di nascosto che sono finite sui media ticinesi.

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Tattoo Circus ZH: input e programma

Fonte: tattoocircuszurich.noblogs.org

Di seguito un input per la discussione sulle leggi antiterrorismo e la repressione contro i movimenti anarchici ed anti-autoritari in vista della discussione che si svolgerà alla Tattoo Circus di Zurigo, che si terrà dal 31 agosto al 2 settembre. 

Per il programma in italiano delle presentazioni e discussioni che si svolgeranno durante la Tattoo Circus, clicca qui.

Nel contesto degli inasprimenti generali e del balzo verso destra, negli ultimi anni ci furono vari attacchi repressivi contro il movimento anarchico. Alcuni esempi sono l’operazione Pandora (2014) o l’operazione Piñata (2015) nello Stato spagnolo, Scripta Manent (2016) in Italia o recentemente le ricerche e le razzie per il passato G20 ad Amburgo. In Francia, negli USA ed in Turchia fu dichiarato lo stato d’emergenza e in Germania stabilite delle zone di pericolo. Anche in Svizzera i sono inasprite le leggi, ora ancora riferite al terrorismo con motivazioni jihadiste, ma naturalmente saranno (presto) anche applicate a tutto quello che lo Stato classifica come organizzazione terrorista oppure criminale. Continue reading Tattoo Circus ZH: input e programma

Berna: appello per la manifestazione contro la “Marcia per la Vita”

Fonte: renverse.co

Testo di appello per la contro-manifestazione del 15 settembre 2018, ore 14,45, piazza della stazione – Berna

Il 15 settembre, un insieme di diverse organizzazioni fondamentaliste svolgerà per la seconda volta una “Marcia per la Vita” sulla piazza federale con lo scopo di portare la loro propaganda antiabortista nelle vie di Berna. Le organizzazioni che hanno indetto questa marcia fanno parte di una rete europea e in altri paesi hanno dei legami con dei gruppi di estrema destra come l’AfD (Alternative für Deutschland) o il movimento identitario, che si ritrovano nell’antifemminismo. La Marcia per la Vita si fonda su un’immagine antiquata della donna* e delle questioni di genere, lontana da ogni tipo di autodeterminazione. Secondo questa visione le donne* sarebbero delle macchine da gravidanza sottomesse, mentre le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans* vengono considerate malate da sottoporre a delle terapie.

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La Segreteria dello di Stato della Migrazione uccide ancora

Alcune riflessioni per non dimenticare

Lo scorso 5 agosto 2018 – secondo i media – muore a Maroggia un “ex richiedente l’asilo” annegato nelle acque del Ceresio. Un “tragico incidente”, “una fatalità”, “scivolato su una passerella in riva al lago” – dicono – (…)ex richiedente, che la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) lo scorso anno aveva deciso per l’espulsione(…) D. era un “NEM”, l’autorità federale gli aveva chiuso la porta in faccia col sigillo della “Non Entrata in Materia” . Eppure qui qualcosa non quadra, non convince, per l’ennesima volta. Con un trascorso tragico come molti/e migranti, dopo aver conosciuto inferni come la Libia e la traversata del Mar Mediterraneo nel quale ha perso l’unica persona legata a lui ovvero sua madre, (deceduta e gettata in mare come immondizia) e padre mai conosciuto, era da diversi anni in Svizzera, il paese della tanto rinomata ”accoglienza”. Qui ha svolto diversi tirocini e conseguito un diploma da asfaltatore, per diventare solo uno dei tanti sfruttati.

Se da una parte dopo la sua scomparsa è stato elogiato dai giornali per quanto riguarda la farsa dell’integrazione, dall’altra quest’ultima suona sempre come una dichiarazione di guerra, una sorta di minaccia verso le persone che giungono in un altro paese, un’impresa eroica praticamente irraggiungibile. È ora ben chiaro che nemmeno superarla basta più. Continue reading La Segreteria dello di Stato della Migrazione uccide ancora