Comunicato piattaforma PIRATA

Riceviamo e pubblichiamo – 1 aprile 2021

Comunicato in solidarietà con il CSOA il Molino

Quando una tempesta colpisce un mulino alcunx vedono solo delle pale difendersi dal vento che si abbatte sulla struttura.
Nel frattempo al suo interno un meccanismo virtuoso utilizza quella forza per costruire qualcosa di realmente importante, un mondo diverso, possibile e necessario. Continue reading Comunicato piattaforma PIRATA

Il CSOA, l’asino Juha e i Venti giorni

Riceviamo e pubblichiamo

Autore: Ismail Hamza

Questa decisione mi ha ricordato la storia di “Juha” e l’asino..

C’era una volta un uomo di nome Juha. Un giorno con suo figlio decisero di viaggiare in un paese lontano. Il mezzo di trasporto a quel tempo era l’asino. Lui e suo figlio lo cavalcarono e dopo una breve passeggiata entrarono in un villaggio e la loro gente disse: che spietati sono, cavalcano insieme su un asino senza compassione per le condizioni di questo povero asino! Quando Juha sentì queste parole, decise di cavalcare l’asino con suo figlio, in maniera alternata. Juha fu il primo. Cavalcò e suo figlio scese, guidando l’asino. Entrarono in un altro villaggio e quando videro Juha che cavalcava l’asino e suo figlio che camminava a piedi, dissero: che padre ingiusto, cavalca e lascia il figlio esausto! Così Juha scese e lasciò cavalcare suo figlio. Dopo una piccola passeggiata, entrarono in un terzo villaggio. Quando la gente del villaggio vide il figlio che cavalcava un asino e il padre che camminava, dissero: che figlio sterile, poteva camminare e lasciare che suo padre cavalcasse! Allora figlio e padre scesero dall’asino, lo guidarono e camminarono assieme. Entrarono in un nuovo villaggio e la gente disse: che sciocchi! E perché hanno comprato l’asino se volevano camminare e lasciare che l’asino camminasse senza che nessuno lo cavalcasse?

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Mercato autogestito al CSOA il Molino

Sabato 10.04.2021 > Mercatino autogestito al CSOA il Molino //

A 102 anni dalla morte del compañero Emiliano Zapata, al grido di terra e libertà!

Dalle 13:00 una giornata all’insegna delle autoproduzioni, della condivisione e del libero scambio.

Musica, cibo e socialità

Durante la giornata aggiornamenti su:
– situazione del Csoa Molino attualmente sotto sgombero
– il viaggio per la vita in Europa delle zapatiste.

Porta la tua bancarella scrivi entro l’8 aprile a molino@inventati.org

CONTRO SGOMBERO E REPRESSIONE❗️

Licenza di uccidere per la polizia vodese

Fonte: renverse.co

Losanna, 31 marzo 2021: il poliziotto che ha ucciso Hervé perché era nero è stato assolto e riceve 35.000 franchi di risarcimento… Secondo la corte si è trattato di legittima difesa.

Riportiamo un testo ed una poesia del Collettivo Outrage, collettivo antirazzista politico e decoloniale, Dal sito del collettivo: Outrage collectif è un gruppo di azione e riflessione rivoluzionario svizzero – situato attualmente nella svizzera romanda – che lavora su tematiche legate alla razza. Nato nell’estate del 2017, ci siamo raggruppat* in maniera non-mista tra persone razzializzate negativamente dalla società etero-cis-bianca-patriarcale alfine di organizzarci in modo autonomo e di impegnarci nella nostra propria emancipazione. Maggiori info su: https://outragecollectif.noblogs.org

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CICP – Comunicato stampa in solidarietà con il Csoa il Molino

Riceviamo e diffondiamo:

Parigi, Francia – 31 marzo 2021

/Comunicato CICP (vai al sito)

Il Centro Sociale Occupato e Autogestito Il Molino di Lugano [1] è un luogo occupato da persone che rivendicano il proprio diritto all’autogestione e all’autodeterminazione inventare pratiche e di mettere in luce le  contraddizioni, le disuguaglianze e le discriminazioni proprie del sistema neoliberale. È un luogo di incontri, organizzazione, dibattiti, azioni, cultura, che si trova ancora una volta minacciato di essere sgomberato in seguito a una manifestazione contro il patriarcato, il razzismo e l’islamofobia organizzata per l’8 marzo, giornata internazionale dei diritti della donna [2] e [3]. Un incontro non autorizzato e tuttavia necessario. Come se manifestare, esprimersi non fosse visto come un’urgenza in questo periodo ma come qualcosa da reprimere!

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Losanna – Manifestazione a sostegno della ZAD de la Colline

Fonte: renverse.co – Losanna, 17 marzo 2021

Contro lo sgombero, tutt* a Losanna il 26 marzo per sostenere la ZAD e mostrare ai politici che non permetteremo alle multinazionali di cementificare l’intero pianeta senza resistere!

Dall’ottobre 2020, gli/le attivist* occupano la collina di Mormont a Eclépens 8 (che la multinazionale Holcim vuole distruggere per estrarre più cemento) e hanno costruito un piccolo villaggio di capanne, chiamato Zone à Défendre (ZAD) de la Colline.

Il calcestruzzo è estremamente inquinante, e il governo non ha alcun piano per ridurne l’uso: al contrario, sta espandendo le cave! Alla fine di marzo, la polizia evacuerà la ZAD per permettere l’espansione della miniera, che è il luogo più inquinante del Canton Vaud!

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Sab 20 marzo: Assemblea pubblica a difesa dell’autogestione

Riceviamo e diffondiamo:

Assemblea pubblica 20 marzo

ASSEMBLEA PUBBLICA in difesa dell’autogestione

Al fine di arginare l’espansione del contagio, ormai da un anno, in Ticino e in molti altri luoghi, stiamo assistendo a un susseguirsi di disposizioni e di misure di emergenza che fomentano ulteriore diseguaglianza tra chi opprime e chi subisce l’oppressione, forzando ancora di più il meccanismo di controllo e di gestione delle persone, dei corpi, degli spazi e dei territori. Ci pare evidente che la ragione di stato, unita a quella del profitto, abbiano prodotto e producano enormi problemi di salute, di violenza e di sfruttamento su intere popolazioni. Siamo convint* che per uscire da questa situazione sia urgente una ripresa dal basso dei principi di autogestione e di autodeterminazione e che le matrici di oppressione di questo sistema etero-patriarcale, razzista, ecocida e capitalista debbano tornare a essere rivelate dalle lotte e dai corpi che le agitano nello spazio della reciprocità. Pensiamo di poterci dare, anche in questa situazione di crisi sanitaria, le forme e le pratiche per poter tornare a riconoscerci sui sentieri del conflitto. Rifiutiamo con forza che questa situazione possa essere utilizzata per securizzare ulteriormente gli spazi cittadini e non, per estendere nuove forme di controllo e di isolamento, per deregolamentare ulteriormente la giornata lavorativa, per accrescere e nascondere la violenza razzista e patriarcale, per sgomberare gli spazi di autogestione e implementare le vecchie forme estrattiviste ed ecocide del sistema tecnoindustriale.

Non è nostra intenzione lasciarci portare nella divisione dei/delle buone responsabil* e dei/delle cattiv* distruttrici. Dell’autogestione buona e di quella cattiva. L’autogestione e l’autodeterminazione sono pratiche sperimentali in divenire – non esenti da errori e incompletezze certamente – che continueranno a inventarsi e a marcare le contraddizioni del sistema. Con la costante consapevolezza di ritenere la venerata “normalità” pre e post covid, un luogo inabitabile, putrido, ingiusto e discriminatorio.

– Oltre i riconoscimenti di facciata e le morali di partito: cosa pensiamo sia l’autogestione?

– Oltre le misure e le disposizioni: quali forme di visibilizzazione, sperimentazione, affermazione, lotta e conflitto scegliere autonomamente per abitare lo spazio pubblico?

– Oltre le forme di isolamento e negazione: come esprimere solidarietà e complicità con le persone che continuano a subire i sistemi di oppressione?

Foce del Cassarate
Sabato 20 marzo 2021, a partire dalle 14.00.

Ognun* sarà liber* di esprimersi e di autodeterminarsi negli spazi e nelle modalità di parola, nel rispetto delle sensibilità di ciascun*.

In caso di pioggia l’assemblea sarà spostata al centro sociale Il Molino.

CSOA Il Molino

 

 

8 marzo – Comunicato Movimento delle donne curde d’Europa

E’ tempo di difendere le donne libere e la società libera contro il femminicidio!

Dall’Asia all’Africa, dall’Europa alle Americhe, in tutto il mondo, le donne stanno resistendo agli attacchi fisici, culturali, sociali, politici ed economici della civiltà capitalista e patriarcale. Il militarismo, il nazionalismo, il fondamentalismo religioso, il sessismo e le dottrine scientifiche positiviste condannano le donne e le persone di tutto il mondo a una vita di violenza, espropriazione e mancanza di libertà. Questi assalti ai corpi, alle vite e ai pensieri delle donne sono parte di uno sforzo globale per minare e distruggere le storiche conquiste collettive delle donne negli ultimi decenni. La lotta di liberazione delle donne, che simboleggia una delle posizioni più radicali dei movimenti globali per la democrazia, l’uguaglianza, la giustizia e la libertà, è sotto attacco da parte delle stesse forze che stanno distruggendo il pianeta, incitando alla guerra e diffondendo quotidianamente sfruttamento e violenza.

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Per un’azione antifascista. Corteo per Dax il 16.03 a Milano

Diffondiamo:

PER UN’AZIONE ANTIFASCISTA Il 16 marzo 2003 Dax è stato assassinato dai fascisti in via Brioschi. Ricordiamo questa data perché non vogliamo dimenticare che i fascisti esistono ancora e ancora si organizzano. L’emergenza Covid19 ha incrinato la fiducia nel futuro e ha reso molte persone più povere. Il fascismo si nutre delle paure e cresce nelle incertezze. In questo periodo i gruppi organizzati di estrema destra, si sono inseriti nel malcontento generalizzato e hanno trovato terreno fertile per la loro propaganda. Già a giugno, li abbiamo visti tra i gilet arancioni parlare della volontà del popolo sovrano contro Conte e i DPCM e fare proprie istanze antiprogressiste come quella contro i vaccini o la rete 5g. Li abbiamo visti anche tra ristoratori e negozianti, a soffiare sul loro malcontento. A settembre, per la prima volta a Milano, un gruppo di giovani fascisti di Blocco Studentesco, occupano uno stabile in centro a China Town. Chiamano lo spazio 1984, sfruttano l’immaginario di un ribellismo giovanile e antistatale e culturalmente saccheggiano, fino a fare proprio lo slogan dedicato a George Floyd sull’impossibilità di respirare.

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I rovesci materiali del mondo digitale

Testo apparso, con il titolo Les ordis ne naissent pas dans les choux, all’interno del dossier A.C.A.B. (All Computers Are Bastards), a cui è stato dedicato il numero 151 del giornale francese CQFD (“Ce qu’il faut dire”), febbraio 2017.

Le macchine sofisticate che ci circondano sono fabbricate a partire da materiali che bisogna andare a estrarre dalle viscere della Terra con processi industriali i quali necessitano di molti metalli pesanti e di prodotti chimici, tutti molti tossici, così come di quantità considerevoli di petrolio e d’acqua. È necessario allo stesso tempo un macchinario tecnologico molto elaborato. Per esempio, la fabbricazione di un tablet o di uno smartphone abbisogna di 62 metalli diversi e di molta plastica.

Chi dice informatica, dice estrattivismo

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Zapatist* in Europa – Viaggio per la vita, anche in Svizzera

Campagna di finanziamento collettivo

«Che è di nuovo tempo che i cuori danzino e che la loro musica e i loro passi non siano quelli del rimpianto e della rassegnazione.

Che diverse delegazioni zapatiste, uomini, donne e otroas del colore della nostra terra, viaggeremo nel mondo, cammineremo o navigheremo verso suoli, mari e cieli remoti, cercando non la differenza, non la superiorità, non lo scontro, tanto meno il perdono e la pietà.

Andremo a incontrare ciò che ci rende uguali.»

(Sesta parte: Una montagna in alto mare. Sub. Insurgente Moisés. Ottobre 2020)

Appello a livello nazionale per la partecipazione e il sostegno all’organizzazione dell’invasione zapatista

Il «viaggio per la vita» affonda le sue radici nel non essere conformi con il sistema attuale. Per questo le compagne zapatiste hanno deciso di lasciare le montagne messicane del sud-est per intraprendere un viaggio di scambio, insegnamento e apprendimento nei cinque continenti, arrivando nell’«Altra Europa dal basso» durante la prossima estate, nei mesi di luglio, agosto e settembre dell’anno 2021.

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No. 51 di Voce Libertaria

Leggi qui

Voce Libertaria –  Periodico Anarchico – gennaio/marzo 2021

Editoriale In un breve racconto dello scrittore Hugo Loetscher si legge che “dentro, la libertà è cava”. A dire il ve‐ro, lui si riferisce alla statua della libertà che acco‐glie gli immigrati all’entrata del porto sul fiume Hudson, ma quanto l’affermazione è vera anche se riferita all’ideale! Quante carogne commettono le loro carognate in suo nome…Nella copertina di questo numero, un altro Hugo, Victor proclama “io amo solo la libertà”. Detto così, anche questa libertà è “cava”, ma qui sono le sue battaglie a dare consistenza a un termine che in tempi di pandemia è diventato, poverino, anche bandiera d’insofferenza.Se vogliamo togliere la parola libertà dal limbo dei grandi concetti buoni a tutto e a niente occorre darle concretezza, riempire quella cavità, passare dall’intenzione alla relazione, dall’idealismo al materialismo.Detto per inciso, qualche utile suggerimento in pro‐posito possiamo coglierlo anche nell’Unico di Stirner.Un esempio in tal senso è l’articolo su “La barba del profeta” che pubblichiamo in questo numero di Vocee che restituisce al dibattito sulla libertà d’espressio‐ne una sua concreta materialità.Che poi si ritrova, ahimè, nell’attuale maltratta‐mento giudiziario della stessa in Svizzera, laddove la semplice partecipazione a una manifestazione arriva a costarti mesi di galera senza condizionale.Dopo, dipende anche da noi.Naturalmente, come sempre, trovate altri spunti e informazioni.Ma vi invitiamo anche a collaborare con articoli su tematiche o segnalazioni. Partecipare/collaborare può rendere il nostro/vostro periodico più completo e attuale.Se già non vi siete abbonati per il 2021 trovate una polizza allegata. Fatene buon uso.Alla prossima, alla faccia del coronavirus.

CORTEO Lunedì 8 marzo 2021 – 18:00 – Piazzale stazione, Lugano

Autore: CSOA il Molino

Manifesto e comunicato: qui

Autodeterminazione e ribellione

Contro patriarcato, razzismo e islamofobia: mascheriamoci tutt*!

“Bisogna guardare dove non abbiamo mai guardato per rendere visibile ciò che è invisibile alla mentalità occidentale” di GLEFAS, alcune riflessioni sulle metodologie femministe.

Vieni mascherat* come più ti piace, usa la fantasia e l’immaginazione, crea la tua maschera e il tuo vestiario e diventa chi o cosa vuoi!

Ognun* ha la propria responsabilità individuale, prendi le precauzioni che ritieni necessarie per la tua salute e quella delle altre persone.

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Solidarietà da Zurigo per D. Koufondinas

Fonte: barrikade.info

Solidarietà da Zurigo per D. Koufondinas!

Questa sera 25 febbraio ci siamo riuniti al consolato greco di Zurigo-Seefeld per esprimere la nostra solidarietà con le lotte del prigioniero Dimitris Koufondinas. Con più di 45 giorni di sciopero della fame, e con il suo terzo giorno di sciopero della sete oggi, ha lottato contro il deterioramento delle sue condizioni di detenzione. L’attacco contro di lui nasce dalla vendetta della borghesia greca, perché Dimitris è un militante del 17 novembre, organizzazione di lotta che ha messo paura ai governanti in Grecia. Siamo al fianco di Dimitris e di tutti coloro che hanno sostenuto e affermato le sue richieste negli ultimi giorni e settimane, non importa dove, non importa come. Forza e successo per Dimitris Koufondinas! Per il soddisfacimento immediato delle sue richieste!

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La tecnopolizia alle frontiere

La tecnopolizia alle frontiere

Come il business della sicurezza e della sorveglianza in seno all’Unione Europea, oltre a farsi beffe dei diritti fondamentali, sta usando i/le migranti come laboratori di ricerca, utilizzando fondi pubblici europei.

25 febbraio – Fonte: renverse.co – Articolo originariamente pubblicato su Technopolice

Si è parlato molto in questi mesi della sorveglianza delle manifestazioni o della sorveglianza dello spazio pubblico nelle nostre città, ma il tecnopolio è soprattutto dispiegato alle frontiere – e in particolare a casa, alle frontiere della “Fortezza Europa”. Questi dispositivi di tecno-polizia sono finanziati, sostenuti e testati dall’Unione europea per i confini dell’UE prima, e poi venduti. Questa sorveglianza delle frontiere rappresenta un mercato enorme e beneficia notevolmente della scala dell’UE e dei suoi programmi di ricerca e sviluppo (R&S) come Horizon 2020.

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Ambizioni nel deserto. Il Sahel come paradigma

Tratto da https://radiocane.info/ambizioni-nel-deserto/

Quando 36 eserciti inviano uomini e mezzi nello stesso luogo, di certo non si prepara nulla di buono. Nel caso del Sahel però a colpire non è tanto, o solo, il numero di missioni militari attive, quanto la varietà degli interessi contrapposti rappresentati in armi nel medesimo contesto. Ma cosa vanno cercando gli eserciti di mezzo mondo sul “bordo del deserto”? E chi sono i principali contendenti in campo? Per capire un conflitto occorre andare “oltre le etichette” e “aprire il barattolo”; a farlo per noi è Daniele Ratti, che ci guida in una delle aree più “povere” del pianeta, crocevia di braccia umane e metalli rari, dove, sotto la bandiera del peacekeeping e con la copertura internazionale del “contrasto al terrorismo islamico”, va in scena uno dei capitoli decisivi di quella spietata competizione permanente che chiamiamo economia globale.

Ginevra – Basta voli speciali!

Nonostante una forte mobilitazione, Tahir Tilmo è stato deportato con la forza in Etiopia con un volo speciale il 27 gennaio 2021, mentre era in un letto d’ospedale. Per denunciare la complicità del Consiglio di Stato, la collaborazione dell’HUG con la polizia e le deportazioni forzate in Etiopia; manifestazione il 24 febbraio alle 12:00 alla Promenade de la Treille.

Stop ai voli speciali! Stop ai centri di deportazione!

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Neuchatel – Nuovo caso di violenza nel centro federale di Boudry

Un richiedente asilo ospitato nel Centro federale di Perreux a Boudry è stato ricoverato al pronto soccorso di Neuchâtel con ipotermia. La sua temperatura all’ammissione in ospedale era di 33°.

Neuchâtel | 16 febbraio

Il motivo? In una notte gelida, la persona è stata messa da Protectas in una “cellule de degrisement”(cella di disintossicazione), un contenitore fuori dal centro, senza riscaldamento. Questo trattamento inammissibile è un nuovo caso tra molti altri. Casi di violenza si sono verificati nei centri di Embrach, di nuovo a Giffers, anche a Bales. A Berna nel luglio 2020 un uomo si è dato fuoco per protestare contro il trattamento nei centri federali. Questi non sono casi isolati o disfunzioni, ma la conseguenza immediata dell’inasprimento della politica d’asilo svizzera.

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Bellinzona – Presidio per la liberazione di Ocalan

Sabato 13 febbraio, alle ore 14 in Piazza del sole a Bellinzona, in contemporanea a molte città del mondo intero, si terrà un presidio per la liberazione di Ocalan, da 21 anni incarcerato in isolamento in Turchia.

Dal 15 febbraio 1999, Abdullah Öcalan, leader del popolo curdo e ideatore del Confederalismo democratico, vive in carcere nell’isola turca di Imrali in completo isolamento.

Durante questi anni in carcere ha teorizzato il progetto politico del confederalismo democratico, un pensiero che parla di democrazia radicale e diretta, liberazione delle donne ed ecologia sociale e che può essere una soluzione di pace per molti popoli in Medio Oriente.

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Radio Iperico – Puntata speciale su Frontiere e violenze

Su Radio Iperico, questo sabato 13 febbraio, puntata speciale su “Frontiere e Violenze – Dalla Bosnia a Calais, tra criminalizzazione della solidarietà e soggettività in movimento”.

Ne parleremo assieme a:
-Michele Lapini, fotogiornalista (ore 10.30 circa)
-Andrea, attivista in Bosnia (10.55)
-un compagno attivista (11.20)

Il 24 dicembre 2020 a Lipa (Bosnia) un incendio ha distrutto il campo temporaneo per persone in transito, allestito ad aprile a causa dell’emergenza Covid-19. I primi di gennaio chi è rimasto a vivere nel campo ha portato avanti una protesta quotidiana entrando in sciopero della

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Attacchi coordinati a Berna e Zurigo – Solidarietà con Basel Nazifrei

Fonte: barrika.info – 9 febbraio 2021

In solidarietà con tutt* gli/le imputate nei processi a Basel Nazifrei e con la vicinanza a tutte le lotte antifasciste nel mondo, i seguenti obiettivi sono stati attaccati in un’azione coordinata durante la notte del 21-22 gennaio:

-Procura di Berna / Tribunale distrettuale di Zurigo Wengihof / Procura minorile di Zurigo

Questa serie di attacchi è una risposta alla repressione statale. I processi contro Basel Nazifrei sono in corso da otto mesi. Gli/le antifascist* accusat* sono condannat* a diversi mesi di detenzione condizionale e senza, le condanne condizionali sono sospese per diversi anni. Sia con l’incarcerazione che con la minaccia di essa attraverso la sospensione della pena, l’obiettivo rimane lo stesso: impedire agli/alle antifascisti/e di combattere nelle strade.

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Opuscolo: Il mondo a distanza

Fonte: bergteufelbz.noblogs.org – gennaio 2021

Su pandemia, 5G, materialità rimossa del digitale e l’orizzonte di un controllo totalitario

Di seguito il testo dell’opuscolo, qui il file pdf stampabile (A5). Come si dice nella premessa, ci si propone semplicemente, attraverso alcune letture, esempi e considerazioni, di suggerire l’urgenza di prendere in mano il tema dell’impatto della tecnologia e in particolare delle tecnologie informatiche – rete 5G in testa – in termini di controllo, e di quel che si cela dietro la loro presunta immaterialità. Per richieste di copie cartacee, osservazioni o altro si può fare riferimento all’indirizzo email bergteufelbz@autistici.org. Il disegno in copertina è di acquadicarciofo.

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