Il Molino, pratiche di lotta e autodifesa: qualche parola sul corteo del 5 giugno

Riceviamo e diffondiamo:

Lo sgombero del CSOA Molino e la demolizione di parte degli stabili dell’ex macello, hanno scatenato un’ondata di solidarietà in Ticino, in Svizzera e altre parti del mondo. Solidarietà che ci ha scaldato il cuore dimostrandoci che il fazzoletto di terra che abitiamo è ancora capace di grandi cose.

In questi giorni, nelle strade si sono (re)incontrate migliaia di persone diverse che in questi decenni hanno frequentato lo spazio, che sia stato per una serata o un pezzo più o meno lungo della propria vita. Il Molino è stato un luogo in cui si sono intrecciati e hanno coabitato, anche con momenti di difficoltà, divergenze e confronto, progetti artistici e culturali, politici, di sport popolare, di autoproduzione e di vita in collettività.

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Con rabbia e con amore: gioie e dolori dell’eterogeneità in piazza

Riceviamo e diffondiamo:

“Dal Corriere del Ticinolandia dell’8 giugno 2021

Con RABBIA e con AMORE

Gioie e dolori dell’eterogeneità in piazza

È partito dalla ribattezzata piazza Rivolta il corteo di sabato 5 giugno per l’autogestione. Momento di piazza organizzato e autodifeso. Pensato collettivamente per essere rispettoso delle diverse pratiche di manifestazione e lotta. Una massa eterogenea di persone accorse dopo lo sgombero dello scorso 29 marzo del CSOA Molino. Diversi i messaggi solidali lanciati da vari spezzoni con cori, musica e parole urlate e scritte.

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Conosci i tuoi diritti

Riceviamo e diffondiamo in vista del corteo di sabato 5 giugno contro lo sgombero del CSOA Molino:

CONOSCI I TUOI DIRITTI

1. Posso mascherarmi il volto per esprimere un’opinione – la polizia non può fermarmi solo perché porto una maschera di un politico o una maschera antigas.

2. La polizia può chiedere di identificarmi se mi trovo su suolo pubblico – sono tenut* a comunicare agli agenti solo: nome, cognome e indirizzo. Non sono tenut* a riferire in merito al mio lavoro, al motivo della mia presenza in città, ai miei programmi durante giornata, alla mia famiglia.

3. Posso esigere da un agente in borghese che si identifichi mostrando il distintivo, l’uniforme è invece sufficiente per identificarlo – solo agenti di polizia possono chiedermi il documento, devo quindi potermi assicurare che si tratti di un agente.

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Consigli utili per il corteo/Useful tips for the demo (italiano-english)

Riceviamo e diffondiamo in vista del corteo di sabato 5 giugno contro lo sgombero del CSOA Molino:

Some tips for the demo, english version below:

Versione da stampare

CONSIGLI UTILI PER IL CORTEO

Condividiamo alcuni spunti per mettere in pratica l’autogestione durante i momenti di piazza e nelle manifestazioni. Sii consapevole e responsabile di te stess* e di chi ti sta attorno.

– Portati acqua e cibo a sufficienza per tutta la durata della manifestazione e qualcosa con cui coprirti in caso di sole o pioggia.

– Non portare bandiere di partiti. Usa la fantasia per creare striscioni, cartelli ecc. a difesa dell’autogestione.

– Se prendi parola pubblicamente con i media non farlo a nome del CSOA Molino ma in quanto individu*. Non farlo all’interno del corteo.

– I/le giornalist* non sono benvenut*all’interno del corteo.

– Il Molino e chi solidarizza con l’autogestione sono realtà eterogenee, rispetta le pratiche di ognun* durante la manifestazione.

– Rispetta il consenso e lo spazio delle persone che ti trovi accanto nella manifestazione: non dare per scontato che una persona voglia essere abbracciata, toccata, filmata o fotografata senza chiedere prima. Ricordiamoci che i filmati e le fotografie di solito vengono utilizzati contro di te/noi dalla polizia.

– Se sai che il consumo di alcol o altre sostanze puo alterare il tuo comportamento, mettendo a repentanglio la tua sicurezza e quella di chi ti sta intorno, evita di farlo in corteo.

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5 giugno tutt* in strada: il Molino non si tocca!

Riceviamo e diffondiamo chiamata in varie lingue per il corteo di sabato 5 giugno a Lugano. Di seguito versione in italiano, francese, tedesco, castigliano, inglese. 

LE NOSTRE IDEE NON SI SGOMBERANO

Sabato 29 maggio con lo sgombero del CSOA Molino le autorità cantonali e comunali hanno mostrato il loro vero volto: militarizzazione della città con polizia antisommossa, droni, spray al pepe, manganellate (e
gruppetti di neo-fascisti evidentemente tollerate dall’alto). E poi ruspe e demolizione di una parte degli spazi del centro sociale con immagini che ricordano scenari di guerra.

La volontà è quella di mettere a tacere e spaventare ogni forma di auto-organizzazione dal basso impedendo ogni forma di espressione artistica, culturale e politica che non rientri nei rigidi schemi di chi vuole una città in cui regni una sola legge: quella del profitto capitalistico sopra ogni cosa.

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LMPT – Legge di sorveglianza globale

Fonte: renverse.co

Il 29 maggio 2021, incontriamoci alla manifestazione di Losanna per formare un fronte comune contro la LMPT e il suo mondo!
Losanna | 13 maggio

Il 13 giugno 2021 si voterà il nuovo progetto di legge sulle misure di polizia per combattere il terrorismo (LMT) portato dalla SVP, dalla destra e dal centro. Oltre a limitare le nostre libertà fondamentali, questa legge è deliberatamente razzista e islamofoba. Formiamo un fronte comune contro la LMPT!

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LMPT: Tutt* sorvegliat*

Fonte: renverse.co

Testo d’approfondimento sulla legge per le nuove misure di polizia contro in terrorismo in Svizzera

Il 13 giugno 2021, l’elettorato svizzero (almeno una parte di esso) voterà se adottare o meno la legge per le nuove “misure di polizia contro il terrorismo”, la LMPT. Questa legge, inizialmente adottata dal Consiglio federale nel maggio 2019, è stata da allora oggetto di un intenso dibattito sia a livello parlamentare che nella società civile, e il referendum contro di essa ha avuto un grande successo (in parte perché sostenuto da alcune componenti della destra). Tuttavia, nulla è certo, e mentre la sinistra sembra più o meno unanime sulla questione, il Consiglio federale, il Parlamento e tutta la destra e il centro chiedono di votare a favore delle nuove misure.

Per quanto ne sappiamo, la sinistra radicale extraparlamentare non ha ancora commentato molto il testo della legge. Questo perché la politica istituzionale non è il campo in cui preferiamo intervenire, ma anche, e forse soprattutto, perché non è facile immaginare come mobilitarsi oggi sul tema della sorveglianza e dei diritti politici, per quanto fondamentali essi siano. Ci è sembrato, tuttavia, che guardare da lontano l’adozione di questa legge fosse piuttosto irresponsabile e che alcune cose cruciali non fossero ancora state dette sull’argomento. Il testo che segue propone una lettura di questo progetto di legge come una continuazione delle misure islamofobiche, razziste e xenofobe prese in Svizzera e in Europa durante gli ultimi 20 anni e come un’estensione delle pratiche di sicurezza che minacciano sempre più il diritto di esprimersi politicamente al di fuori delle urne.

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Opuscolo: Brucia il telefono!

Fonte: bruciailtelefono.noblogs.org

L’idea di studiare le tematiche di questo opuscolo è nata in un momento femminista tra donne, lesbiche, froci e trans+ di scambio e condivisione sulla lotta contro le frontiere ed i dispositivi repressivi costruiti attorno ed a partire da esse. Nel cercare approfondimenti su cellulari e telefonia ci siamo imbattutx in questo lavoro che per i suoi anni era fatto molto bene.   Qualche tempo dopo abbiamo deciso di tradurlo ed aggiornarlo, già che ci stavamo lavorando sopra abbiamo tolto le parti che non ci convincevano del testo. Quindi quanto leggerete non è la traduzione del testo, ma quello che ci sembrava interessante estrapolare con varie parti ampliate o eliminate. Ci piace pensare che questo testo è un po’ di tuttx, quindi pure un po’ di nessunx. Dunque, se sai chi l’ha scritto, tienilo per te.

Qui potete scaricare l’opuscolo stampabile.

 

La violenza nei centri federali d’asilo – un problema strutturale

Fonte: barrikade.info – 17 maggio 2021

Per la prima volta, la Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) ammette che nei campi d’asilo della Confederazione si verificano violenze da parte del personale di sicurezza. Per un anno, il SEM non si è stancato di assicurare al pubblico che non c’erano indicazioni note di “coercizione sproporzionata”. Ora l’onere delle prove pesa troppo.

Il mantra che non c’è violenza, e se c’è, solo in casi individuali, non può più essere mantenuto. La SEM sostiene ora che sta già lavorando agli abusi che ieri ha costantemente negato. Questa inversione di tendenza è dovuta alla ricerca persistente e all’ampio lavoro di pubbliche relazioni di molti gruppi e individui che si battono per porre fine alla violenza contro i richiedenti asilo. Ultimo ma non meno importante, è un successo di tutte quelle persone coraggiose che hanno osato rendere pubbliche le loro esperienze violente.  

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Ginevra – Solidarietà con la resistenza del popolo palestinese

Fonte: renverse.co – Ginevra, 19 maggio

Corteo 22 maggio 2021 – Gli eventi delle ultime settimane sono direttamente legati al regime coloniale di Israele e alle pratiche di apartheid, denunciate ancora di recente da Human Rights Watch. I vari stati che sono complici o silenziosi di fronte ai crimini israeliani, guidati dagli Stati Uniti, sono anche responsabili della situazione del popolo palestinese e dei crimini di guerra che sono stati commessi dal 10 maggio con i bombardamenti israeliani sulla popolazione civile palestinese a Gaza. È anche responsabilità dell’ONU imporre la protezione della popolazione civile.

In Cisgiordania, la popolazione palestinese è anche vittima della brutalità dell’occupante che non esita a uccidere i bambini con una pallottola nella schiena. A Gerusalemme Est, gli abitanti del quartiere palestinese di Sheikh Jarrah resistono ancora all’esproprio delle loro case da parte dei coloni.

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Ambizioni sul fondo del mare. Internet e l’Africa

Tratto da https://radiocane.info/ambizioni-sul-fondo-del-mare-internet-e-lafrica/

Ambizioni sul fondo del mare. Internet e l’Africa

Se siamo abituati a sentir parlare degli oleodotti e dei gasdotti che trasportano i combustibili fossili – e per questo dettano l’agenda geopolitica internazionale – meno noti sono i cavi attraverso i quali transitano i dati che permettono l’esistenza di Internet: una rete fisica che si snoda per mari e terre connettendo macchine ed esseri umani nel Grande gioco dell’informazione (che presuppone la produzione di altrettanto grandi flussi intercontinentali di energia elettrica). Continua a leggere Ambizioni sul fondo del mare. Internet e l’Africa

Alta Val di Susa – Sulla camminata resistente in frontiera

Fonte: Passamontagna

Oggi pomeriggio, dal campeggio “Sconfiniamo la frontiera”, è partita una passeggiata resistente. Il corteo ha preso i sentieri dirigendosi verso Monginevro. La Gendarmerie in antisommossa si è quasi subito schierata a protezione dei campi da golf, impedendo il passaggio. I campi da golf (di proprietà di Lavazza e del comune di Monginevro) sono ogni notte teatro di una caccia all’uomo da parte della polizia di frontiera e di giorno sfruttati dall’economia devastatrice del turismo golfistico e sciistico.

Il corteo quindi è salito sulla statale, bloccandola, sottolineando ancora una volta come questa strada sia inaccessibile ad alcune persone selezionate dagli stati ma sia attraversata tutti i giorni da centinaia di camion merci.

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La legge che crea i terroristi

Fonte: Area7.ch – di Avvocato Costantino Castelli

La nuova legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (Mpt) in votazione il 13 giugno si fonda sull’illusione di scongiurare azioni terroristiche imponendo a delle persone di doversi presentare regolarmente in polizia per dei colloqui, vietandogli di accedere a determinate aree, di recarsi all’estero o astringendole a una residenza coatta al domicilio per un certo periodo. Sono propositi velleitari.

Ammesso che le nostre autorità di polizia riescano, sulla base di criteri che restano perlopiù imperscrutabili, a individuare una persona effettivamente propensa a mettere in atto azioni terroristiche, è molto difficile credere che misure del genere possano efficacemente vanificarne gli intenti. Chi ha in mente di far saltare in aria un supermercato o di accoltellare i passanti per strada, non credo si faccia un cruccio a violare un obbligo di firma o a infrangere il divieto di uscire di casa.

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Le morti invisibili delle persone immigrate in Italia

29 aprile 2021 – Fonte: hurriya.noblogs.org

Le morti e le violenze sistematiche subite dalle persone immigrate in Italia spesso rimangono ignote. Un esempio emblematico è quanto successo negli ultimi giorni.

Il 25 aprile 2021 i media senegalesi  diffondono la notizia della morte di Mame Dikone Samb, avvenuta in Italia. Secondo quanto riportato da questi articoli, pubblicati a caratteri cubitali sulle prime pagine dei quotidiani locali, Mame Dikone Samb, 56 anni, nata a Ngor in Senegal e residente da diversi anni in Italia con i suoi figli a Castelli Calepio in provincia di Bergamo, sarebbe morta in seguito all’intervento dei Carabinieri, dopo un diverbio avvenuto negli uffici di una banca di Grumello del Monte (BG).

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Il razzismo destrogira la Svizzera come il nazismo ha distrutto l’Europa…

Riceviamo e pubblichiamo

I partiti razzisti in particolare stanno vivendo un periodo di totalitarismo simile a quello attualmente in corso nei paesi del terzo mondo…
Lo stato di negazione domina ancora l’atmosfera di pacifica convivenza in Ticino, e dietro a ciò stanno i partiti razzisti, che frammentano la realtà sociale e politica che hanno prodotto e la spingono alla ribalta. Un’anomalia che dovrebbe restare estranea alla moderna società democratica, che presto la supererà tornando una terra di diversità etnica e culturale, non un luogo di odio e discorsi razzisti come vuole la cricca borradoriana. La democrazia e i diritti umani sono saldamente radicati in Ticino e non sarà facile scavalcare tutto questo patrimonio di cui l’umanità è orgogliosa, che è la realizzazione di valori come la convivenza e l’accettazione dell’altro.

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Basilea – Attacco all’auto dei fascisti turchi

Fonte: barrikade.info

Nella notte del 22.04 abbiamo danneggiato l’auto di Orhan Kücüktasci, un fascista turco, a Basilea. È un sostenitore di Erdogan e mostra sulla sua auto il simbolo dei servizi segreti dell’impero ottomano. Questo simbolo rappresenta le idee fasciste. Nessun passo verso il fascismo! Berxwedane Jîyan ê!  Di seguito il video

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Contro il sistema dei lager – Fight securitas!

Riceviamo e diffondiamo

CONTRO IL SISTEMA DEI LAGER

I casi di violenza* avvenuti nel centro d’asilo federale di Basilea e resi pubblici nel maggio 2020,  hanno creato un’ondata d’indignazione di breve durata. I fatti sono ben presto stati dimenticati, mentre la violenza è proseguita e le istituzioni responsabili non hanno adottato nessuna misura energica per porvi freno. Al contrario: agenti Securitas colpevoli degli abusi hano ripreso il loro posto, i rapporti sugli incidenti sono stati archiviati e le vittime rischiano a loro volta di essere incriminati se solo tentano di farsi valere a livello giuridico.

 La nuova documentazione del gruppo 3 Rosen gegen Grenzen* (tre rose contro i confini) riporta tra altre notizie un’intervista su un nuovo caso di violenza occorso nel suddetto lager basilese: nel novembre 2020 agenti Securitas hanno picchiato una persona fino a farle perdere conoscenza, tanto che dovette essere rianimata dal medico. Un  testimone riferisce* che, oltre ai pestaggi a sfondo razzista, gli agenti Securitas compiono pure abusi di carattere sessuale. Non si tratta affatto di casi isolati, come risulta dai resoconti di innumerevoli atti di violenza avvenuti negli ultimi anni, ed il fatto che ciò è prassi consueta anche in altri lager svizzeri.

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Comunicato CSOA il Molino – 1 parte

Riceviamo e pubblichiamo – 13 aprile 2021

UN GIORNO VERRÀ

cronistoria a puntate di un tempo incerto, a mo’ di chiarezza

parte I

Lugano, 10 aprile 2021

A 102 anni dalla vigliacca imboscata che assassinò, il 10 aprile 1919, presso la fattoria di Chinameca, il guerrigliero-generale Emiliano Zapata. Gridando “Tierra y libertad!”.

Con la determinazione dei tramonti, che, ogni sera, non importa ciò che farai,

torneranno e faranno notte (Giulia Caminito, Un giorno verrà)

La storia dell’autogestione a Lugano è anche storia di incontri e di rapporti (trattative) con le istituzioni, fin dalle origini. Già dagli anni 70 avvennero degli incontri con l’obiettivo di trovare uno spazio da autogestire in completa autonomia. Chi già allora c’era ci racconta di come le cose non fossero fondamentalmente troppo diverse da adesso. Tante parole, tante promesse, un certo tentativo di riconoscere una sorta di autogestione, ma fatti zero. Si dovette ricorrere all’occupazione per arrivarne a una. Prima con l’irruzione da parte di Realtà Antagonista e del Collettivo Zapatista in una seduta del Consiglio comunale cittadino. Poi, poco dopo, durante i mondiali di ciclismo di Lugano – in seguito allo sgombero della festa di primavera del Tassino e la conseguente manifestazione di oltre 2’000 persone contro la repressione e per uno spazio autogestito, il 12 ottobre del 1996 – il tempo si fermò improvvisamente per un istante e lo stabile degli ex molini Bernasconi a Viganello fu occupato. Un subbuglio inatteso in città e un fermento mai visto fino ad allora andavano a contaminare un intero cantone. Un fiore che lento e paziente cresceva.

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Comunicato piattaforma PIRATA

Riceviamo e pubblichiamo – 1 aprile 2021

Comunicato in solidarietà con il CSOA il Molino

Quando una tempesta colpisce un mulino alcunx vedono solo delle pale difendersi dal vento che si abbatte sulla struttura.
Nel frattempo al suo interno un meccanismo virtuoso utilizza quella forza per costruire qualcosa di realmente importante, un mondo diverso, possibile e necessario. Continua a leggere Comunicato piattaforma PIRATA

Il CSOA, l’asino Juha e i Venti giorni

Riceviamo e pubblichiamo

Autore: Ismail Hamza

Questa decisione mi ha ricordato la storia di “Juha” e l’asino..

C’era una volta un uomo di nome Juha. Un giorno con suo figlio decisero di viaggiare in un paese lontano. Il mezzo di trasporto a quel tempo era l’asino. Lui e suo figlio lo cavalcarono e dopo una breve passeggiata entrarono in un villaggio e la loro gente disse: che spietati sono, cavalcano insieme su un asino senza compassione per le condizioni di questo povero asino! Quando Juha sentì queste parole, decise di cavalcare l’asino con suo figlio, in maniera alternata. Juha fu il primo. Cavalcò e suo figlio scese, guidando l’asino. Entrarono in un altro villaggio e quando videro Juha che cavalcava l’asino e suo figlio che camminava a piedi, dissero: che padre ingiusto, cavalca e lascia il figlio esausto! Così Juha scese e lasciò cavalcare suo figlio. Dopo una piccola passeggiata, entrarono in un terzo villaggio. Quando la gente del villaggio vide il figlio che cavalcava un asino e il padre che camminava, dissero: che figlio sterile, poteva camminare e lasciare che suo padre cavalcasse! Allora figlio e padre scesero dall’asino, lo guidarono e camminarono assieme. Entrarono in un nuovo villaggio e la gente disse: che sciocchi! E perché hanno comprato l’asino se volevano camminare e lasciare che l’asino camminasse senza che nessuno lo cavalcasse?

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LafargeHolcim sabota il pianeta, noi sabotiamo LafargeHolcim!

Il commando di Chico Mendes ha visitato la cava di ghiaia LafargeHolcim a Bière. Sul posto sono stati sabotati diversi veicoli da costruzione (escavatori, pick-up, camion e altri).

6 aprile – Comunicato

L’evacuazione dello Zad de la colline non è la fine di una lotta ma l’inizio. Di fronte alla solita collusione tra le forze politiche tradizionali e il grande capitale, devono essere impiegati altri mezzi di resistenza. LafargeHolcim sta distruggendo la collina di Mormont e partecipa alla distruzione della natura su scala internazionale. Questo gruppo, che genera un fatturato di più di 27 miliardi di franchi svizzeri, non si fermerà davanti a nulla per accumulare profitti. Collaborano persino con lo Stato Islamico in Siria per continuare le loro attività.

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Mercato autogestito al CSOA il Molino

Sabato 10.04.2021 > Mercatino autogestito al CSOA il Molino //

A 102 anni dalla morte del compañero Emiliano Zapata, al grido di terra e libertà!

Dalle 13:00 una giornata all’insegna delle autoproduzioni, della condivisione e del libero scambio.

Musica, cibo e socialità

Durante la giornata aggiornamenti su:
– situazione del Csoa Molino attualmente sotto sgombero
– il viaggio per la vita in Europa delle zapatiste.

Porta la tua bancarella scrivi entro l’8 aprile a molino@inventati.org

CONTRO SGOMBERO E REPRESSIONE❗️