A proposito del pass sanitario e della sua probabile estensione

Fonte: renverse.co

Comunicato diffuso l’8 settembre 2021 da diversi spazi culturali ginevrini per esprimere la loro opposizione alla generalizzazione del pass sanitario e quello che comporta.

La ragion d’essere delle nostre strutture è di accogliere un pubblico senza discriminazione, senza distinzione di sesso, di razza, di classe; che siano “buoni cittadini” o no; che vengano dall’Europa o da altrove; che abbiano documenti d’identità o no; assicurazione sanitaria o no.

Ginevra | 8 settembre

Siamo luoghi di apertura. Non è il nostro ruolo escludere le persone perché la loro situazione non permette loro di accedere alla tessera sanitaria, o per qualsiasi altro motivo amministrativo. Non aspiriamo a diventare organismi di controllo e di smistamento, non vogliamo essere gli attori/trici di uno spostamento verso una società in cui la sorveglianza è sempre più generalizzata.

Temiamo che queste misure eccezionali durino nel tempo e che ci abituiamo a una forma di sorveglianza latente. Temiamo che gli strumenti stabiliti oggi in nome della salute pubblica possano essere più facilmente rimessi in funzione domani a fini di sicurezza, che la dichiarazione della propria identità e la registrazione dei propri movimenti vengano standardizzate, che le maglie del controllo sociale si stringano pericolosamente durante la gestione di questa pandemia.

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Dalle ruspe alle schedature. Lo stato di polizia in Ticino non è una deriva, ma la tendenza.

Fonte: inventati.org/molino

Domanda: ma se la politica non sapeva niente della demolizione,
significa che viviamo in uno Stato di polizia?
Risposta: no, spero proprio di no, assolutamente no.
(Marco Borradori intervistato dalla RSI mercoledì 9 giugno 2021)

Da leghista, il molino l’avrei sbaraccato anni fa
(Norman Gobbi, liberatv, 5.5.2021)

Prima che le inchieste della procura sulle responsabilità politiche e operative dello sgombero del Molino lasciassero il posto ai silenzi di tomba del municipio e alla funzionale e ipocrita costernazione espressa da più parti per la scomparsa del «sindaco di tutti», c’era ancora un minimo dibattito sull’effettivo potere assunto dalla polizia di Gobbi in questo Cantone.

Dal nostro punto di vista, responsabilità e vertici della catena di comando sono sempre apparsi evidenti. Un’operazione di sgombero di quel tipo – una chiara punizione e vendetta di Stato per ripristinare “decoro, ordine, disciplina e legalità” – con forze congiunte di altri cantoni, poteva solo provenire da chi le ruspe le aveva evocate a più riprese nei propri discorsi e nei propri referenti ideologici. Così come è apparso sintomatico del clima politico in cui viviamo il silenzio assordante sull’innominabile e innominato capo del dipartimento delle istituzioni, rispetto al volume di inchiostro versato sui fatti del 29 maggio. Dal sindaco ai municipali, passando per gli alti vertici di polizia cantonale e comunale, fino alle ditte edili coinvolte nella demolizione, lo scarica barile, come i ripetuti silenzi, sono stati grotteschi quanto efficaci, nell’insabbiare e nel depistare la responsabilità del consigliere di stato leghista.

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Morges: ennesimo omicidio razzista della polizia vodese.

Fonte: renverse.co / Introduzione e traduzione a cura di frecciaspezzata.

Lunedì 30 agosto, un uomo nero, cittadino svizzero di 37 anni, è stato ucciso dalla polizia alla stazione di Morges, nel canton Vaud. Un’altra persona nera uccisa dalla polizia vodese, un’altro essere umano ucciso dal razzismo di Stato rossocrociato. Dopo le morti per mano di agenti di polizia di Hervé (2016), Lamine (2017), Mike (2018), per l’ennesima volta una persona nera viene uccisa dalle armi delle forze dell’ordine di un paese che nel resto del mondo ama spacciarsi come esempio di democrazia e di rispetto dei diritti umani, ma nel quale nella realtà dei fatti il razzismo è sistemico.

Verso le 18.00 del 30 agosto 2021, la polizia sembra sia intervenuta alla stazione di Morges a seguito di una segnalazione di un uomo in stato di agitazione. Un agente ha poi sparato a più riprese uccidendolo.

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Vallese: il membro dei giovani UDC Léo Rouviez ha un tatuaggio nazi

Léo Rouviez sfoggia apertamente il suo neonazismo sui social

Fonte: renverse.co

Riportiamo un articolo su un caso specifico di legame tra partiti di destra come l’UDC (o la Lega nel contesto ticinese) e individui neonazisti o neofascisti, sintomatico di come il fascismo di strada e quello in doppiopetto istituzionale siano le due facce della stessa medaglia…

Léo Rouvinez, membro dei Giovani UDC vallesani romandi e “redattore permanente” del giornale dei Giovani UDC Vallese “L’Idée”, ha un “1488” tatuato sul petto. È una combinazione di due numeri usati come simboli dai neonazisti: 14 si riferisce alle “14 parole”, uno slogan della supremazia bianca (“Dobbiamo assicurare l’esistenza del nostro popolo e un futuro ai bambini bianchi”), mentre 88 sta per “Heil Hitler” (essendo la H l’ottava lettera dell’alfabeto) [1].

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Quando la lotta per la libertà è viva, la repressione attacca.

Riceviamo e diffondiamo:

Da qualche mese autogestione, solidarietà, iniziative politiche/culturali/musicali e proteste hanno preso forma nelle vie e nelle piazze della città vetrina, Lugano. Ecco che piovono denunce, citazioni in polizia per interrogatori e multe a 30 o più persone.

Lo Stato di polizia attacca chi esprime il proprio pensiero antiautoritario e contro le ingiustizie. Le modalità repressive assunte dalla polizia non sono solamente convocare le persone attraverso raccomandate via posta, ma anche chiamare su telefoni privati o cercare la gente a casa o a casa dei gentori per la consegna della lettera.

Questo è un chiaro tentativo di spaventare e mettere sotto pressione le/gli indagat*. Le citazioni per gli interrogatori devono arrivare via raccomandata e basta, tutto il resto sono pressioni psicologiche.

Il collettivo ANTIREP Ticino è disponibile a domande e o supporto.

Invitiamo chi abbia ricevuto qualsiasi citazione da parte della polizia a scrivere una mail al seguente indirizzo: antirepticino@riseup.net

così da poterci confrontare e organizzare!

CHI LOTTA NON È MAI SOL*!
Collettivo ANTIREP Ticino


Leggi informazioni utili per far fronte ad interrogatori, fermi ecc…:

Piccolo manuale di autodifesa legale

 

Brucia il telefono: opuscolo su cellulari e sicurezza

Condividiamo questo opuscolo scaricabile e l’indirizzo di un blog ricco di informazioni utili su come tutelarsi di fronte alla repressione per quanto riguarda l’uso dei telefonini. Anche se scritto alcuni anni fa, è ancora pieno di informazioni essenziali per chiunque sia attiv* nelle lotte.

Dall’introduzione:

“L’idea di studiare le tematiche di questo opuscolo è nata in un momento femminista tra donne, lesbiche, froci e trans+ di scambio e condivisione sulla lotta contro le frontiere ed i dispositivi repressivi costruiti attorno ed a partire da esse. Nel cercare approfondimenti su cellulari e telefonia ci siamo imbattutx in questo lavoro che per i suoi anni era fatto molto bene.

Qualche tempo dopo abbiamo deciso di tradurlo ed aggiornarlo, già che ci stavamo lavorando sopra abbiamo tolto le parti che non ci convincevano del testo. Quindi quanto leggerete non è la traduzione del testo, ma quello che ci sembrava interessante estrapolare con varie parti ampliate o eliminate.”

Clicca qui per scaricare l’opuscolo

Clicca qui per visitare il blog

 

 

Anarcoqueer: distribuzione di testi a tematica queer, trans, femminista e antisessista

Fonte: anarcoqueer.noblogs.org

Questo sito vuole essere un luogo dove scaricare liberamente opuscoli/zines/approfondimenti sulle tematiche di genere, queer, LGBTQI, antisessismo e femminismo da un punto di vista anarchico, radicale, libertario, antigerarchico e non riformista. Molti di questi saranno traduzioni, dal momento che in Italia è arrivato ben poco della gran quantità di zines presenti soprattutto in lingua spagnola, inglese e francese che all’estero girano da anni. Altri saranno contributi originali.

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Comunicato contro il 1º Agosto del SOA il Molino

Fonte: inventati.org/molino

Se tutto ciò che tocchiamo viene demolito,
la prossima volta prenderemo il municipio!

Oggi, 1 agosto, qualcuno festeggia la Svizzera. O meglio, si festeggiano i confini e le leggi. Si festeggia una nazione che del saccheggio e la devastazione di altri territori e popoli ha fatto la sua base di ricchezza e potere. Potere politico, economico e sociale.

La Svizzera, lo stato che sostiene e collabora con le nazioni che hanno messo a ferro fuoco la Siria e il Medio Oriente negli ultimi 9 anni. Che direttamente o indirettamente ha saccheggiato e colonizzato. Che, tramite le sue industrie, ad esempio la RUAG Holding SA, fornisce armamenti e sofisticati software a paesi in cui la coercizione e la repressione sono la base. Come la fornitura di armamenti per l’aviazione militare allo stato fascista turco di Erdogan, la cui convivenza con l’ISIS è provata, che ha portato avanti la persecuzione e il tentato genocidio del popolo curdo.

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Considerazioni sul campeggio Passamontagna contro le frontiere

Fonte: passamontagna.info

Dopo due giorni di incontri e discussioni a Claviere (It), sabato c’è stata una lunga marcia che ha visto più di 400 persone camminare su quegli stessi sentieri frontalieri che ogni giorno e ogni notte vengono percorsi da molte persone ritenute illegali dagli stati europei per attraversare il confine.

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Ginevra: azione di solidarietà dopo la morte di un detenuto

Fonte: renverse.co

Sabato 17 luglio, un uomo di 36 anni è stato trovato morto dalle guardie della prigione di Brenaz (Ginevra).

Un prigioniero a La Brenaz (Ginevra) è stato trovato morto nella sua cella sabato mattina, 17 luglio. Aveva 36 anni secondo i media. Per il momento non abbiamo altre informazioni, ma non aspetteremo la versione ufficiale “censurata” per denunciare quello che succede nelle prigioni di Ginevra.

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Dal bunker di Camorino: Ci è rimasto solo il respiro, non abbiamo nient’altro.

Dal bunker di Camorino: Ci è rimasto solo il respiro, non abbiamo nient’altro.
Una delle persone recluse nel bunker di Camorino.
Riceviamo e diffondiamo:
Nelle ultime settimane, in seguito allo sgombero e demolizione di parte del centro sociale il Molino, da più parti si sono alzate voci di sdegno e denuncia della svolta sempre più autoritaria delle forze di polizia e delle autorità cantonali a cui fanno capo.
Sull’onda sovranista e razzista che sta travolgendo diversi paesi d’Europa e non solo, anche in Ticino sembra che il potere si sia tolto la maschera democratica e agisca con la mano di ferro quando lo ritiene necessario.
In realtà, lo sdegno suscitato dall’agire dello Stato la notte di sabato 29 maggio a Lugano, non deve farci dimenticare che in questo paese c’è chi la violenza della polizia e delle istituzioni rossocrociate la vive sulla propria pelle ogni giorno, da quando ha varcato il confine entrando nel limbo dei cosiddetti centri di asilo federali e cantonali.

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Raccolta di testimonianze: interrogatori e sistema penale

Raccolta di testimonianze di interrogatori ed esperienze con il sistema penale per la pubblicazione di un libro.

Fonte: renverse.co

Svizzera | 29 giugno

Attualmente stiamo lavorando alla pubblicazione di un libro sulle strategie e le tecniche di interrogatorio usate dalla polizia e su come proteggersi da esse. Il libro si situa in una prospettiva di emancipazione radicale e porta una critica globale delle istituzioni di polizia così come del sistema penale e della giustizia istituzionale. Le persone che ci lavorano condividono posizioni anarchiche e femministe, ma la nostra ambizione è di creare uno strumento accessibile a tutt*.

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Il Molino, pratiche di lotta e autodifesa: qualche parola sul corteo del 5 giugno

Riceviamo e diffondiamo:

Lo sgombero del CSOA Molino e la demolizione di parte degli stabili dell’ex macello, hanno scatenato un’ondata di solidarietà in Ticino, in Svizzera e altre parti del mondo. Solidarietà che ci ha scaldato il cuore dimostrandoci che il fazzoletto di terra che abitiamo è ancora capace di grandi cose.

In questi giorni, nelle strade si sono (re)incontrate migliaia di persone diverse che in questi decenni hanno frequentato lo spazio, che sia stato per una serata o un pezzo più o meno lungo della propria vita. Il Molino è stato un luogo in cui si sono intrecciati e hanno coabitato, anche con momenti di difficoltà, divergenze e confronto, progetti artistici e culturali, politici, di sport popolare, di autoproduzione e di vita in collettività.

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Con rabbia e con amore: gioie e dolori dell’eterogeneità in piazza

Riceviamo e diffondiamo:

“Dal Corriere del Ticinolandia dell’8 giugno 2021

Con RABBIA e con AMORE

Gioie e dolori dell’eterogeneità in piazza

È partito dalla ribattezzata piazza Rivolta il corteo di sabato 5 giugno per l’autogestione. Momento di piazza organizzato e autodifeso. Pensato collettivamente per essere rispettoso delle diverse pratiche di manifestazione e lotta. Una massa eterogenea di persone accorse dopo lo sgombero dello scorso 29 marzo del CSOA Molino. Diversi i messaggi solidali lanciati da vari spezzoni con cori, musica e parole urlate e scritte.

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Conosci i tuoi diritti

Riceviamo e diffondiamo in vista del corteo di sabato 5 giugno contro lo sgombero del CSOA Molino:

CONOSCI I TUOI DIRITTI

1. Posso mascherarmi il volto per esprimere un’opinione – la polizia non può fermarmi solo perché porto una maschera di un politico o una maschera antigas.

2. La polizia può chiedere di identificarmi se mi trovo su suolo pubblico – sono tenut* a comunicare agli agenti solo: nome, cognome e indirizzo. Non sono tenut* a riferire in merito al mio lavoro, al motivo della mia presenza in città, ai miei programmi durante giornata, alla mia famiglia.

3. Posso esigere da un agente in borghese che si identifichi mostrando il distintivo, l’uniforme è invece sufficiente per identificarlo – solo agenti di polizia possono chiedermi il documento, devo quindi potermi assicurare che si tratti di un agente.

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Consigli utili per il corteo/Useful tips for the demo (italiano-english)

Riceviamo e diffondiamo in vista del corteo di sabato 5 giugno contro lo sgombero del CSOA Molino:

Some tips for the demo, english version below:

Versione da stampare

CONSIGLI UTILI PER IL CORTEO

Condividiamo alcuni spunti per mettere in pratica l’autogestione durante i momenti di piazza e nelle manifestazioni. Sii consapevole e responsabile di te stess* e di chi ti sta attorno.

– Portati acqua e cibo a sufficienza per tutta la durata della manifestazione e qualcosa con cui coprirti in caso di sole o pioggia.

– Non portare bandiere di partiti. Usa la fantasia per creare striscioni, cartelli ecc. a difesa dell’autogestione.

– Se prendi parola pubblicamente con i media non farlo a nome del CSOA Molino ma in quanto individu*. Non farlo all’interno del corteo.

– I/le giornalist* non sono benvenut*all’interno del corteo.

– Il Molino e chi solidarizza con l’autogestione sono realtà eterogenee, rispetta le pratiche di ognun* durante la manifestazione.

– Rispetta il consenso e lo spazio delle persone che ti trovi accanto nella manifestazione: non dare per scontato che una persona voglia essere abbracciata, toccata, filmata o fotografata senza chiedere prima. Ricordiamoci che i filmati e le fotografie di solito vengono utilizzati contro di te/noi dalla polizia.

– Se sai che il consumo di alcol o altre sostanze puo alterare il tuo comportamento, mettendo a repentanglio la tua sicurezza e quella di chi ti sta intorno, evita di farlo in corteo.

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5 giugno tutt* in strada: il Molino non si tocca!

Riceviamo e diffondiamo chiamata in varie lingue per il corteo di sabato 5 giugno a Lugano. Di seguito versione in italiano, francese, tedesco, castigliano, inglese. 

LE NOSTRE IDEE NON SI SGOMBERANO

Sabato 29 maggio con lo sgombero del CSOA Molino le autorità cantonali e comunali hanno mostrato il loro vero volto: militarizzazione della città con polizia antisommossa, droni, spray al pepe, manganellate (e
gruppetti di neo-fascisti evidentemente tollerate dall’alto). E poi ruspe e demolizione di una parte degli spazi del centro sociale con immagini che ricordano scenari di guerra.

La volontà è quella di mettere a tacere e spaventare ogni forma di auto-organizzazione dal basso impedendo ogni forma di espressione artistica, culturale e politica che non rientri nei rigidi schemi di chi vuole una città in cui regni una sola legge: quella del profitto capitalistico sopra ogni cosa.

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Comunicato piattaforma PIRATA

Riceviamo e pubblichiamo – 1 aprile 2021

Comunicato in solidarietà con il CSOA il Molino

Quando una tempesta colpisce un mulino alcunx vedono solo delle pale difendersi dal vento che si abbatte sulla struttura.
Nel frattempo al suo interno un meccanismo virtuoso utilizza quella forza per costruire qualcosa di realmente importante, un mondo diverso, possibile e necessario. Continua a leggere Comunicato piattaforma PIRATA

Licenza di uccidere per la polizia vodese

Fonte: renverse.co

Losanna, 31 marzo 2021: il poliziotto che ha ucciso Hervé perché era nero è stato assolto e riceve 35.000 franchi di risarcimento… Secondo la corte si è trattato di legittima difesa.

Riportiamo un testo ed una poesia del Collettivo Outrage, collettivo antirazzista politico e decoloniale, Dal sito del collettivo: Outrage collectif è un gruppo di azione e riflessione rivoluzionario svizzero – situato attualmente nella svizzera romanda – che lavora su tematiche legate alla razza. Nato nell’estate del 2017, ci siamo raggruppat* in maniera non-mista tra persone razzializzate negativamente dalla società etero-cis-bianca-patriarcale alfine di organizzarci in modo autonomo e di impegnarci nella nostra propria emancipazione. Maggiori info su: https://outragecollectif.noblogs.org

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Sab 20 marzo: Assemblea pubblica a difesa dell’autogestione

Riceviamo e diffondiamo:

Assemblea pubblica 20 marzo

ASSEMBLEA PUBBLICA in difesa dell’autogestione

Al fine di arginare l’espansione del contagio, ormai da un anno, in Ticino e in molti altri luoghi, stiamo assistendo a un susseguirsi di disposizioni e di misure di emergenza che fomentano ulteriore diseguaglianza tra chi opprime e chi subisce l’oppressione, forzando ancora di più il meccanismo di controllo e di gestione delle persone, dei corpi, degli spazi e dei territori. Ci pare evidente che la ragione di stato, unita a quella del profitto, abbiano prodotto e producano enormi problemi di salute, di violenza e di sfruttamento su intere popolazioni. Siamo convint* che per uscire da questa situazione sia urgente una ripresa dal basso dei principi di autogestione e di autodeterminazione e che le matrici di oppressione di questo sistema etero-patriarcale, razzista, ecocida e capitalista debbano tornare a essere rivelate dalle lotte e dai corpi che le agitano nello spazio della reciprocità. Pensiamo di poterci dare, anche in questa situazione di crisi sanitaria, le forme e le pratiche per poter tornare a riconoscerci sui sentieri del conflitto. Rifiutiamo con forza che questa situazione possa essere utilizzata per securizzare ulteriormente gli spazi cittadini e non, per estendere nuove forme di controllo e di isolamento, per deregolamentare ulteriormente la giornata lavorativa, per accrescere e nascondere la violenza razzista e patriarcale, per sgomberare gli spazi di autogestione e implementare le vecchie forme estrattiviste ed ecocide del sistema tecnoindustriale.

Non è nostra intenzione lasciarci portare nella divisione dei/delle buone responsabil* e dei/delle cattiv* distruttrici. Dell’autogestione buona e di quella cattiva. L’autogestione e l’autodeterminazione sono pratiche sperimentali in divenire – non esenti da errori e incompletezze certamente – che continueranno a inventarsi e a marcare le contraddizioni del sistema. Con la costante consapevolezza di ritenere la venerata “normalità” pre e post covid, un luogo inabitabile, putrido, ingiusto e discriminatorio.

– Oltre i riconoscimenti di facciata e le morali di partito: cosa pensiamo sia l’autogestione?

– Oltre le misure e le disposizioni: quali forme di visibilizzazione, sperimentazione, affermazione, lotta e conflitto scegliere autonomamente per abitare lo spazio pubblico?

– Oltre le forme di isolamento e negazione: come esprimere solidarietà e complicità con le persone che continuano a subire i sistemi di oppressione?

Foce del Cassarate
Sabato 20 marzo 2021, a partire dalle 14.00.

Ognun* sarà liber* di esprimersi e di autodeterminarsi negli spazi e nelle modalità di parola, nel rispetto delle sensibilità di ciascun*.

In caso di pioggia l’assemblea sarà spostata al centro sociale Il Molino.

CSOA Il Molino

 

 

Basilea – Barbara Steinemann, stai zitta!

Fonte: barrikade.info – 7 novembre 2020

Video

Dopo che una campagna per combattere le molestie sessuali è stata respinta dal Consiglio degli Stati, la consigliera nazionale dell’SVP (partito UDC) Barbara Steinemann ha dato voce alle reazioni della destra: sul giornale Berner Zeitung dichiara che il sessismo tra uomini e donne non esiste, ma è un problema tra svizzeri e stranieri. Solo gli uomini di certi paesi molesterebbero le donne.

Con tali dichiarazioni la politica dell’SVP usa strutture patriarcali per la sua politica di destra e stravolge i contesti per adattarli alla sua postura razzista.

Barbara, stai zitta! Il sessismo non ha origine!

Tra le fiamme e il ghiaccio: la catastrofe premeditata del campo di Lipa in Bosnia

30 dicembre 2020 di Collettivo Tilt – Fonte: nofrontierefvg.noblogs.org

Il 23 dicembre il campo di Lipa, vicino a Bihać, al confine nordoccidentale della Bosnia Erzegovina, è andato a fuoco. Da allora, i giornali italiani hanno cominciato a raccontare che in Bosnia è in atto una crisi umanitaria, come le attiviste e gli attivisti sul posto e al di qua del confine dicevano da anni.

Il 25 dicembre i gruppi No Name Kitchen, SOS Balkanroute, Medical Volunteers International, Blindspots e One Bridge To Idomeni pubblicavano questo comunicato:

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Ginevra – Don’t talk to the police!

Fonte: renverse.co – 14 dicembre 2020

Essendo la crisi sanitaria il preludio di una crisi sociale, il contesto ci è sembrato opportuno per la produzione di materiali che richiedono la costruzione di una cultura del silenzio. Ovunque, le proteste e la repressione cadono sulle masse. Inoltre, anche nei gruppi più “militanti”, quando vengono effettuati arresti, troppe persone decidono di parlare con la polizia. È quindi imperativo che ci si doti degli strumenti necessari alla nostra difesa collettiva.

Abbiamo quindi realizzato un opuscolo che ci ricorda perché è necessario mantenere il silenzio davanti alla polizia. Lo distribuiremo in occasione di manifestazioni e altri eventi politici, oltre che sul web. Vi incoraggiamo a condividerlo ampiamente. Troppe poche persone sono consapevoli del loro diritto di rimanere in silenzio.

Tacere davanti alla polizia significa proteggere i propri compagni. E’ per salvaguardare i vostri progetti politici. Ti sta proteggendo. Sta sabotando l’apparato repressivo borghese. E’ concedersi una difesa politica in seguito.

Opuscolo versione PDF(in francese)

#donttalktothepolice

Soccorso Rosso Ginevra

Lugano – Campus “Matrix”? Il Molino non si tocca!

Riceviamo e diffondiamo:

In riferimento al  Comunicato stampa del Municipio Scelto il progetto vincitore per la riqualifica dell’ex Macello leggi qui

Articolo pubblicato su www.rsi.ch

Il nuovo volto dell’ex Macello avrà la firma dello studio di architettura Durisch+Nolli Architetti Sagl (capofila) con sede a Massagno, congiuntamente al gruppo interdisciplinare di specialisti composto da Ingeni AG, Ifec Ingegneria SA e Westpol Landschaftarchitekten.

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