Gennaio 2020 / Antirep Ticino – Nuovo piccolo manuale di autodifesa legale

 

 

 

PICCOLO MANUALE DI AUTODIFESA LEGALE

Consigli per affrontare al meglio l’apparato repressivo dello Stato

I TUOI DIRITTI Se ricevi una citazione di polizia accertati del mittente e in quale veste vieni convocata/o: se imputata/o, PIF (persona informata sui fatti) o testimone.

Imputato/a: ti puoi avvalere del diritto di non rispondere.

PIF: anche in questo caso ti puoi avvalere del diritto di non rispondere.

Testimone: Se vieni chiamata/o in veste di testimone potrebbe voler dire che la polizia non ti ritiene direttamente coinvolta/o in un determinato fatto ma che con le tue risposte potresti fornire loro delle informazioni utili alle indagini.

Stai attenta/o: come testimone sei obbligato a rispondere, ma ti puoi limitare a risposte vaghe come “non ricordo” o “non saprei”

È senza dubbio il miglior approccio per evitare di finire in una posizione scomoda.

Se ritieni che le domande poste rischiano di far aprire una procedura nei tuoi confronti o nei confronti di un tuo familiare è un tuo diritto NON RISPONDERE.

Se la citazione di polizia non ti viene inviata per raccomandata puoi non presentarti. Convocazioni o intimazioni telefoniche non hanno valore ufficiale, richiedi sempre che la comunicazione sia scritta.

Durante un interrogatorio ti puoi sempre avvalere del diritto di non rispondere.

Ad ogni domanda puoi rispondere: “Non rispondo” / “non ho nulla da dichiarare”.

Ogni cosa che dici può essere usata contro di te o altre persone.

La strategia del tacere è sempre pagante.

Ci penserà poi eventualmente il tuo avvocato, che conosce meglio i tranelli degli sbirri, a difenderti. In molti casi le persone sospettate vengono condannate unicamente “grazie” alle dichiarazioni fatte durante il primo interrogatorio.

Leggi sempre il verbale e se il contenuto non corrisponde alle tue dichiarazioni chiedi di modificarlo o fallo tu stesso a mano. Se non lo fanno rifiutati di firmarlo (puoi rifiutarti di firmarlo in ogni caso).

Impronte digitali e foto

Durante l’interrogatorio, non dare il tuo consenso alla polizia a procedere all’acquisizione delle tue impronte digitali, o ad eseguire foto segnaletiche. Esigi comunque una decisione del Procuratore pubblico e non firmare nessun documento.

Il test del DNA può essere eseguito solamente con l’autorizzazione del Procuratore pubblico. Una volta ottenuto il via libera la polizia può procedere anche con l’utilizzo della forza.

Se prima dell’interrogatorio sei stato/a sottoposto/a a una perquisizione e ti sono stati tolti degli effetti personali (es. laptop, agenda, cellulare) esigi che gli vengano posti

i sigilli.

Annotati il numero di matricola dell’agente o il nome dell’agente che ti ha interrogato.Questo numero è spesso indicato in fondo al verbale.

L’approccio dello sbirro buono e quello cattivo è ricorrente.

Non fidarti di nessuno, è solo una strategia per stabilire un contatto ed in seguito estorcerti delle informazioni.

Consiglio: Appena puoi scrivi un resoconto personale e dettagliato a partire da quando sei stata/o fermata/o fino al tuo rilascio.

Perquisizione a domicilio

Per procedere alla perquisizione della tua abitazione la polizia deve essere in possesso di un mandato firmato dal magistrato.

Se la polizia non dispone di un mandato scritto, non dare il tuo consenso e opponiti chiaramente. Senza mandato la polizia non può mai entrare in casa tua.

Durante un’eventuale perquisizione è un tuo diritto essere presente. La polizia può procedere al sequestro di materiali e/o oggetti presenti nella tua abitazione o spazio.

Evita di tenere sul tuo pc o altri dispositivi materiali compromettenti.

Salva i dati sensibili su una memoria esterna, cripta il pc e i tuoi dati con programmi adeguati e mettili dove solo tu sai.

Fatti furba/o!

LA POLIZIA TI VUOLE CONTROLLARE O PORTARE IN CENTRALE

Controllo documenti

Non farti coinvolgere in discussioni con la polizia e non farti intimidire!

La polizia deve informare sulle ragioni del fermo, anche se in genere non lo fa. Esigi lo stesso di conoscere il motivo del fermo/controllo. Gli agenti di polizia sono obbligati a fornire il proprio nome e cognome! Chiedi agli agenti di identificarsi!

Alla polizia devi fornire solamente i seguenti dati personali: nome, cognome, data di nascita. Nient’altro! In alternativa puoi fornire il documento senza dire niente.

Se non puoi o non vuoi provare la tua identità sii cosciente che potresti essere

condotta/o in centrale per verificarla.

La perquisizione personale dovrebbe limitarsi ai casi in cui ci sono sospetti fondati, ma nella pratica verrà fatta quasi in ogni caso. RICORDA: In caso di perquisizi-

one le donne si occupano delle donne e gli uomini degli uomini! Le perquisizioni anali e vaginali devono venir eseguite da un medico!

Perquisizione auto:

Se al momento del controllo non sei sul veicolo ma ti viene chiesto di indicare dove si trova la tua auto, moto o scooter sappi che non hai nessun obbligo di collaborare. La polizia in questo caso non può perquisire il tuo mezzo.

Importante: Questi consigli valgono anche se vieni fermata/o durante un’azione individuale, non pubblica, come attacchinaggi, scritte,ecc..

PRIMA DI UNA MANIFESTAZIONE O AZIONE PUBBLICA

Se lo possiedi, porta con te un documento valido, un minimo di soldi e ql per scrivere.

Porta con te lo stretto necessario per la manifestazione e dei vestiti di ricambio. Non portare con te agende, appunti, indirizzi o elenchi telefonici.

Evita di portare droghe e alcool. Portarli mette a rischio te stesso e gli altri. Inoltre evita di portare cani o altri animali.

Informati sulle possibili armi usate dagli sbirri e su come poterti difendere (gas lacrimogeni, spray urticanti, idranti ecc..).

MENTRE PARTECIPI A UNA MANIFESTAZIONE O AZIONE PUBBLICA

Spesso all’interno di queste situazioni sono presenti agenti di polizia in borghese.

Non urlare i nomi di persone che come te stanno partecipando alla manifestazione.

Evita di fornire informazioni alla polizia e mettere in pericolo gli/le altri/e, inventa dei nomi fasulli.

Non realizzare fotografie o registrazioni video di persone o azioni. Documentare è importante ma ricorda che tutto il materiale che stai registrando o immortalando potrebbe finire nelle mani sbagliate. Rifletti su quello che fai quando utilizzi dispositivi audio-video.

Non ti allontanare dalla manifestazione! Sia all’andata che al ritorno cerca di rimanere in gruppo. Se una volta terminato il momento di piazza decidi di rimanere ricordati di tenere gli occhi e le orecchie aperte.

DOPO AVER AVUTO A CHE FARE CON LA POLIZIA

Se vieni ferita/o in modo grave fatti visitare il prima possibile da un medico e richiedi un certificato.

Se ti ferisci durante una manifestazione e non vieni fermato/a o identificato/a: ricordati che

la polizia di solito mette sotto controllo gli ospedali più vicini, quindi se la tua situazione non è grave, valuta se andare in un ospedale

o da un medico di un’altra città oppure

aspetta il giorno dopo, se non vuoi rischiare di essere identificato/a.

LA SOLIDARIETÀ PRIMA DI TUTTO

Prendersi cura l’uno/a dell’altro/a prima, durante e dopo la manifestazione o azione pubblica.La repressione può avere non solo conseguenze fisiche e legali, ma anche psicologiche.

Sii cosciente che gli sbirri non esitano a usare la minaccia, l’inganno e anche la violenza per incutere timore.

Ogni cosa che dirai potrà essere usata contro di te. Non cadere nei loro tranelli.

Con questo opuscolo vogliamo fornire alcuni strumenti per difendersi dalla repressione senza inutili paranoie, con la consapevolezza che con la giusta determinazione e un po’ di coraggio la nostra passione per la libertà è più forte di ogni autorità.

Per informazioni, supporto, solidarietà, mettiti in contatto con il Collettivo ANTIREP TICINO (Svizzera) scrivendo a os.tic.a@tracciabi.li

STAI TRANQUILLA/O, SE TI PRENDONO NON RIMARRAI SOLA/O!