La legge che crea i terroristi

Fonte: Area7.ch – di Avvocato Costantino Castelli

La nuova legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (Mpt) in votazione il 13 giugno si fonda sull’illusione di scongiurare azioni terroristiche imponendo a delle persone di doversi presentare regolarmente in polizia per dei colloqui, vietandogli di accedere a determinate aree, di recarsi all’estero o astringendole a una residenza coatta al domicilio per un certo periodo. Sono propositi velleitari.

Ammesso che le nostre autorità di polizia riescano, sulla base di criteri che restano perlopiù imperscrutabili, a individuare una persona effettivamente propensa a mettere in atto azioni terroristiche, è molto difficile credere che misure del genere possano efficacemente vanificarne gli intenti. Chi ha in mente di far saltare in aria un supermercato o di accoltellare i passanti per strada, non credo si faccia un cruccio a violare un obbligo di firma o a infrangere il divieto di uscire di casa.

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Le morti invisibili delle persone immigrate in Italia

29 aprile 2021 – Fonte: hurriya.noblogs.org

Le morti e le violenze sistematiche subite dalle persone immigrate in Italia spesso rimangono ignote. Un esempio emblematico è quanto successo negli ultimi giorni.

Il 25 aprile 2021 i media senegalesi  diffondono la notizia della morte di Mame Dikone Samb, avvenuta in Italia. Secondo quanto riportato da questi articoli, pubblicati a caratteri cubitali sulle prime pagine dei quotidiani locali, Mame Dikone Samb, 56 anni, nata a Ngor in Senegal e residente da diversi anni in Italia con i suoi figli a Castelli Calepio in provincia di Bergamo, sarebbe morta in seguito all’intervento dei Carabinieri, dopo un diverbio avvenuto negli uffici di una banca di Grumello del Monte (BG).

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Il razzismo destrogira la Svizzera come il nazismo ha distrutto l’Europa…

Riceviamo e pubblichiamo

I partiti razzisti in particolare stanno vivendo un periodo di totalitarismo simile a quello attualmente in corso nei paesi del terzo mondo…
Lo stato di negazione domina ancora l’atmosfera di pacifica convivenza in Ticino, e dietro a ciò stanno i partiti razzisti, che frammentano la realtà sociale e politica che hanno prodotto e la spingono alla ribalta. Un’anomalia che dovrebbe restare estranea alla moderna società democratica, che presto la supererà tornando una terra di diversità etnica e culturale, non un luogo di odio e discorsi razzisti come vuole la cricca borradoriana. La democrazia e i diritti umani sono saldamente radicati in Ticino e non sarà facile scavalcare tutto questo patrimonio di cui l’umanità è orgogliosa, che è la realizzazione di valori come la convivenza e l’accettazione dell’altro.

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Basilea – Attacco all’auto dei fascisti turchi

Fonte: barrikade.info

Nella notte del 22.04 abbiamo danneggiato l’auto di Orhan Kücüktasci, un fascista turco, a Basilea. È un sostenitore di Erdogan e mostra sulla sua auto il simbolo dei servizi segreti dell’impero ottomano. Questo simbolo rappresenta le idee fasciste. Nessun passo verso il fascismo! Berxwedane Jîyan ê!  Di seguito il video

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Contro il sistema dei lager – Fight securitas!

Riceviamo e diffondiamo

CONTRO IL SISTEMA DEI LAGER

I casi di violenza* avvenuti nel centro d’asilo federale di Basilea e resi pubblici nel maggio 2020,  hanno creato un’ondata d’indignazione di breve durata. I fatti sono ben presto stati dimenticati, mentre la violenza è proseguita e le istituzioni responsabili non hanno adottato nessuna misura energica per porvi freno. Al contrario: agenti Securitas colpevoli degli abusi hano ripreso il loro posto, i rapporti sugli incidenti sono stati archiviati e le vittime rischiano a loro volta di essere incriminati se solo tentano di farsi valere a livello giuridico.

 La nuova documentazione del gruppo 3 Rosen gegen Grenzen* (tre rose contro i confini) riporta tra altre notizie un’intervista su un nuovo caso di violenza occorso nel suddetto lager basilese: nel novembre 2020 agenti Securitas hanno picchiato una persona fino a farle perdere conoscenza, tanto che dovette essere rianimata dal medico. Un  testimone riferisce* che, oltre ai pestaggi a sfondo razzista, gli agenti Securitas compiono pure abusi di carattere sessuale. Non si tratta affatto di casi isolati, come risulta dai resoconti di innumerevoli atti di violenza avvenuti negli ultimi anni, ed il fatto che ciò è prassi consueta anche in altri lager svizzeri.

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Comunicato CSOA il Molino – 1 parte

Riceviamo e pubblichiamo – 13 aprile 2021

UN GIORNO VERRÀ

cronistoria a puntate di un tempo incerto, a mo’ di chiarezza

parte I

Lugano, 10 aprile 2021

A 102 anni dalla vigliacca imboscata che assassinò, il 10 aprile 1919, presso la fattoria di Chinameca, il guerrigliero-generale Emiliano Zapata. Gridando “Tierra y libertad!”.

Con la determinazione dei tramonti, che, ogni sera, non importa ciò che farai,

torneranno e faranno notte (Giulia Caminito, Un giorno verrà)

La storia dell’autogestione a Lugano è anche storia di incontri e di rapporti (trattative) con le istituzioni, fin dalle origini. Già dagli anni 70 avvennero degli incontri con l’obiettivo di trovare uno spazio da autogestire in completa autonomia. Chi già allora c’era ci racconta di come le cose non fossero fondamentalmente troppo diverse da adesso. Tante parole, tante promesse, un certo tentativo di riconoscere una sorta di autogestione, ma fatti zero. Si dovette ricorrere all’occupazione per arrivarne a una. Prima con l’irruzione da parte di Realtà Antagonista e del Collettivo Zapatista in una seduta del Consiglio comunale cittadino. Poi, poco dopo, durante i mondiali di ciclismo di Lugano – in seguito allo sgombero della festa di primavera del Tassino e la conseguente manifestazione di oltre 2’000 persone contro la repressione e per uno spazio autogestito, il 12 ottobre del 1996 – il tempo si fermò improvvisamente per un istante e lo stabile degli ex molini Bernasconi a Viganello fu occupato. Un subbuglio inatteso in città e un fermento mai visto fino ad allora andavano a contaminare un intero cantone. Un fiore che lento e paziente cresceva.

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Comunicato piattaforma PIRATA

Riceviamo e pubblichiamo – 1 aprile 2021

Comunicato in solidarietà con il CSOA il Molino

Quando una tempesta colpisce un mulino alcunx vedono solo delle pale difendersi dal vento che si abbatte sulla struttura.
Nel frattempo al suo interno un meccanismo virtuoso utilizza quella forza per costruire qualcosa di realmente importante, un mondo diverso, possibile e necessario. Continue reading Comunicato piattaforma PIRATA

Il CSOA, l’asino Juha e i Venti giorni

Riceviamo e pubblichiamo

Autore: Ismail Hamza

Questa decisione mi ha ricordato la storia di “Juha” e l’asino..

C’era una volta un uomo di nome Juha. Un giorno con suo figlio decisero di viaggiare in un paese lontano. Il mezzo di trasporto a quel tempo era l’asino. Lui e suo figlio lo cavalcarono e dopo una breve passeggiata entrarono in un villaggio e la loro gente disse: che spietati sono, cavalcano insieme su un asino senza compassione per le condizioni di questo povero asino! Quando Juha sentì queste parole, decise di cavalcare l’asino con suo figlio, in maniera alternata. Juha fu il primo. Cavalcò e suo figlio scese, guidando l’asino. Entrarono in un altro villaggio e quando videro Juha che cavalcava l’asino e suo figlio che camminava a piedi, dissero: che padre ingiusto, cavalca e lascia il figlio esausto! Così Juha scese e lasciò cavalcare suo figlio. Dopo una piccola passeggiata, entrarono in un terzo villaggio. Quando la gente del villaggio vide il figlio che cavalcava un asino e il padre che camminava, dissero: che figlio sterile, poteva camminare e lasciare che suo padre cavalcasse! Allora figlio e padre scesero dall’asino, lo guidarono e camminarono assieme. Entrarono in un nuovo villaggio e la gente disse: che sciocchi! E perché hanno comprato l’asino se volevano camminare e lasciare che l’asino camminasse senza che nessuno lo cavalcasse?

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LafargeHolcim sabota il pianeta, noi sabotiamo LafargeHolcim!

Il commando di Chico Mendes ha visitato la cava di ghiaia LafargeHolcim a Bière. Sul posto sono stati sabotati diversi veicoli da costruzione (escavatori, pick-up, camion e altri).

6 aprile – Comunicato

L’evacuazione dello Zad de la colline non è la fine di una lotta ma l’inizio. Di fronte alla solita collusione tra le forze politiche tradizionali e il grande capitale, devono essere impiegati altri mezzi di resistenza. LafargeHolcim sta distruggendo la collina di Mormont e partecipa alla distruzione della natura su scala internazionale. Questo gruppo, che genera un fatturato di più di 27 miliardi di franchi svizzeri, non si fermerà davanti a nulla per accumulare profitti. Collaborano persino con lo Stato Islamico in Siria per continuare le loro attività.

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Mercato autogestito al CSOA il Molino

Sabato 10.04.2021 > Mercatino autogestito al CSOA il Molino //

A 102 anni dalla morte del compañero Emiliano Zapata, al grido di terra e libertà!

Dalle 13:00 una giornata all’insegna delle autoproduzioni, della condivisione e del libero scambio.

Musica, cibo e socialità

Durante la giornata aggiornamenti su:
– situazione del Csoa Molino attualmente sotto sgombero
– il viaggio per la vita in Europa delle zapatiste.

Porta la tua bancarella scrivi entro l’8 aprile a molino@inventati.org

CONTRO SGOMBERO E REPRESSIONE❗️

Licenza di uccidere per la polizia vodese

Fonte: renverse.co

Losanna, 31 marzo 2021: il poliziotto che ha ucciso Hervé perché era nero è stato assolto e riceve 35.000 franchi di risarcimento… Secondo la corte si è trattato di legittima difesa.

Riportiamo un testo ed una poesia del Collettivo Outrage, collettivo antirazzista politico e decoloniale, Dal sito del collettivo: Outrage collectif è un gruppo di azione e riflessione rivoluzionario svizzero – situato attualmente nella svizzera romanda – che lavora su tematiche legate alla razza. Nato nell’estate del 2017, ci siamo raggruppat* in maniera non-mista tra persone razzializzate negativamente dalla società etero-cis-bianca-patriarcale alfine di organizzarci in modo autonomo e di impegnarci nella nostra propria emancipazione. Maggiori info su: https://outragecollectif.noblogs.org

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CICP – Comunicato stampa in solidarietà con il Csoa il Molino

Riceviamo e diffondiamo:

Parigi, Francia – 31 marzo 2021

/Comunicato CICP (vai al sito)

Il Centro Sociale Occupato e Autogestito Il Molino di Lugano [1] è un luogo occupato da persone che rivendicano il proprio diritto all’autogestione e all’autodeterminazione inventare pratiche e di mettere in luce le  contraddizioni, le disuguaglianze e le discriminazioni proprie del sistema neoliberale. È un luogo di incontri, organizzazione, dibattiti, azioni, cultura, che si trova ancora una volta minacciato di essere sgomberato in seguito a una manifestazione contro il patriarcato, il razzismo e l’islamofobia organizzata per l’8 marzo, giornata internazionale dei diritti della donna [2] e [3]. Un incontro non autorizzato e tuttavia necessario. Come se manifestare, esprimersi non fosse visto come un’urgenza in questo periodo ma come qualcosa da reprimere!

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Losanna – Manifestazione a sostegno della ZAD de la Colline

Fonte: renverse.co – Losanna, 17 marzo 2021

Contro lo sgombero, tutt* a Losanna il 26 marzo per sostenere la ZAD e mostrare ai politici che non permetteremo alle multinazionali di cementificare l’intero pianeta senza resistere!

Dall’ottobre 2020, gli/le attivist* occupano la collina di Mormont a Eclépens 8 (che la multinazionale Holcim vuole distruggere per estrarre più cemento) e hanno costruito un piccolo villaggio di capanne, chiamato Zone à Défendre (ZAD) de la Colline.

Il calcestruzzo è estremamente inquinante, e il governo non ha alcun piano per ridurne l’uso: al contrario, sta espandendo le cave! Alla fine di marzo, la polizia evacuerà la ZAD per permettere l’espansione della miniera, che è il luogo più inquinante del Canton Vaud!

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Sab 20 marzo: Assemblea pubblica a difesa dell’autogestione

Riceviamo e diffondiamo:

Assemblea pubblica 20 marzo

ASSEMBLEA PUBBLICA in difesa dell’autogestione

Al fine di arginare l’espansione del contagio, ormai da un anno, in Ticino e in molti altri luoghi, stiamo assistendo a un susseguirsi di disposizioni e di misure di emergenza che fomentano ulteriore diseguaglianza tra chi opprime e chi subisce l’oppressione, forzando ancora di più il meccanismo di controllo e di gestione delle persone, dei corpi, degli spazi e dei territori. Ci pare evidente che la ragione di stato, unita a quella del profitto, abbiano prodotto e producano enormi problemi di salute, di violenza e di sfruttamento su intere popolazioni. Siamo convint* che per uscire da questa situazione sia urgente una ripresa dal basso dei principi di autogestione e di autodeterminazione e che le matrici di oppressione di questo sistema etero-patriarcale, razzista, ecocida e capitalista debbano tornare a essere rivelate dalle lotte e dai corpi che le agitano nello spazio della reciprocità. Pensiamo di poterci dare, anche in questa situazione di crisi sanitaria, le forme e le pratiche per poter tornare a riconoscerci sui sentieri del conflitto. Rifiutiamo con forza che questa situazione possa essere utilizzata per securizzare ulteriormente gli spazi cittadini e non, per estendere nuove forme di controllo e di isolamento, per deregolamentare ulteriormente la giornata lavorativa, per accrescere e nascondere la violenza razzista e patriarcale, per sgomberare gli spazi di autogestione e implementare le vecchie forme estrattiviste ed ecocide del sistema tecnoindustriale.

Non è nostra intenzione lasciarci portare nella divisione dei/delle buone responsabil* e dei/delle cattiv* distruttrici. Dell’autogestione buona e di quella cattiva. L’autogestione e l’autodeterminazione sono pratiche sperimentali in divenire – non esenti da errori e incompletezze certamente – che continueranno a inventarsi e a marcare le contraddizioni del sistema. Con la costante consapevolezza di ritenere la venerata “normalità” pre e post covid, un luogo inabitabile, putrido, ingiusto e discriminatorio.

– Oltre i riconoscimenti di facciata e le morali di partito: cosa pensiamo sia l’autogestione?

– Oltre le misure e le disposizioni: quali forme di visibilizzazione, sperimentazione, affermazione, lotta e conflitto scegliere autonomamente per abitare lo spazio pubblico?

– Oltre le forme di isolamento e negazione: come esprimere solidarietà e complicità con le persone che continuano a subire i sistemi di oppressione?

Foce del Cassarate
Sabato 20 marzo 2021, a partire dalle 14.00.

Ognun* sarà liber* di esprimersi e di autodeterminarsi negli spazi e nelle modalità di parola, nel rispetto delle sensibilità di ciascun*.

In caso di pioggia l’assemblea sarà spostata al centro sociale Il Molino.

CSOA Il Molino

 

 

8 marzo – Comunicato Movimento delle donne curde d’Europa

E’ tempo di difendere le donne libere e la società libera contro il femminicidio!

Dall’Asia all’Africa, dall’Europa alle Americhe, in tutto il mondo, le donne stanno resistendo agli attacchi fisici, culturali, sociali, politici ed economici della civiltà capitalista e patriarcale. Il militarismo, il nazionalismo, il fondamentalismo religioso, il sessismo e le dottrine scientifiche positiviste condannano le donne e le persone di tutto il mondo a una vita di violenza, espropriazione e mancanza di libertà. Questi assalti ai corpi, alle vite e ai pensieri delle donne sono parte di uno sforzo globale per minare e distruggere le storiche conquiste collettive delle donne negli ultimi decenni. La lotta di liberazione delle donne, che simboleggia una delle posizioni più radicali dei movimenti globali per la democrazia, l’uguaglianza, la giustizia e la libertà, è sotto attacco da parte delle stesse forze che stanno distruggendo il pianeta, incitando alla guerra e diffondendo quotidianamente sfruttamento e violenza.

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Per un’azione antifascista. Corteo per Dax il 16.03 a Milano

Diffondiamo:

PER UN’AZIONE ANTIFASCISTA Il 16 marzo 2003 Dax è stato assassinato dai fascisti in via Brioschi. Ricordiamo questa data perché non vogliamo dimenticare che i fascisti esistono ancora e ancora si organizzano. L’emergenza Covid19 ha incrinato la fiducia nel futuro e ha reso molte persone più povere. Il fascismo si nutre delle paure e cresce nelle incertezze. In questo periodo i gruppi organizzati di estrema destra, si sono inseriti nel malcontento generalizzato e hanno trovato terreno fertile per la loro propaganda. Già a giugno, li abbiamo visti tra i gilet arancioni parlare della volontà del popolo sovrano contro Conte e i DPCM e fare proprie istanze antiprogressiste come quella contro i vaccini o la rete 5g. Li abbiamo visti anche tra ristoratori e negozianti, a soffiare sul loro malcontento. A settembre, per la prima volta a Milano, un gruppo di giovani fascisti di Blocco Studentesco, occupano uno stabile in centro a China Town. Chiamano lo spazio 1984, sfruttano l’immaginario di un ribellismo giovanile e antistatale e culturalmente saccheggiano, fino a fare proprio lo slogan dedicato a George Floyd sull’impossibilità di respirare.

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I rovesci materiali del mondo digitale

Testo apparso, con il titolo Les ordis ne naissent pas dans les choux, all’interno del dossier A.C.A.B. (All Computers Are Bastards), a cui è stato dedicato il numero 151 del giornale francese CQFD (“Ce qu’il faut dire”), febbraio 2017.

Le macchine sofisticate che ci circondano sono fabbricate a partire da materiali che bisogna andare a estrarre dalle viscere della Terra con processi industriali i quali necessitano di molti metalli pesanti e di prodotti chimici, tutti molti tossici, così come di quantità considerevoli di petrolio e d’acqua. È necessario allo stesso tempo un macchinario tecnologico molto elaborato. Per esempio, la fabbricazione di un tablet o di uno smartphone abbisogna di 62 metalli diversi e di molta plastica.

Chi dice informatica, dice estrattivismo

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