Presidio in difesa del Rojava

Comunità curda e comunità siriaca residenti in Ticino

Comitato ticinese per la ricostruzione di Kobane

Da oltre una settimana i carri armati e gli aerei turchi stanno attaccando il Rojava e l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord-Est, causando centinaia di vittime, migliaia di feriti e centinaia di migliaia di sfollati. La guerra di Erdogan mira cancellare i risultati di democratizzazione raggiunti dai popoli curdi, siriaci, arabi e le altre etnie che vivono insieme pacificamente nel nordest della Siria da diversi anni.

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12 ottobre – Manifestazione a Bellinzona: Fermiamo la guerra, fermiamo Erdogan!

Riceviamo e diffondiamo:

Fermiamo la guerra, fermiamo Erdogan!

Da quando è stata istituita l’autogestione democratica autonoma nella Siria settentrionale e orientale (Rojava), il confine tra la Turchia e la Siria settentrionale/orientale è stato protetto e le azioni armate contro la Turchia non hanno avuto origine da questo territorio.

È evidente che l’accusa dello Stato turco delle minacce ai suoi confini con la Siria settentrionale/orientale è una menzogna. Nei colloqui mediati dall’amministrazione statunitense tra l’autogestione democratica autonoma della Siria settentrionale/orientale e lo Stato turco, l’autogestione e le forze democratiche siriane (SDF)

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IL SANGUE DELLE CIMICI – Autodeterminazione, dominio, razza e colonialità

Houssan, la mattina, esce spesso in bicicletta. Presto perché “dentro, dormire, è un inferno. Perché dentro fa caldo. Perché dentro siamo in tanti, manca l’aria e ci sono quelle maledette bestie che si attaccano ovunque”. Houssan si annoia a non fare niente. Ed è stanco di non fare niente. È da febbraio che la sua vita, in Ticino, gira in tondo. Bicicletta, la mattina, a girare per le vie di comuni e paesini, per spezzare il tempo e per combattere l’isolamento obbligato. Pochi soldi in tasca, manco bastano per un pacchetto di sigarette. “Almeno fumassi”, dice sorridendo in un buon italiano. Leggi tutto…

Alcune informazioni sui centri per migranti in Ticino

Fonte: Pagina Facebook Collettivo R-esistiamo

Settembre 2019

Centro a Paradiso, in Via Barzaghi, gestito dalla Croce Rossa. Lì sono alloggiate famiglie e minorenni non accompagnati. Il palazzo è fatiscente ma forse in realtà è il luogo più vivibile visto che è collocato in un quartiere abitato e collegato con i mezzi pubblici. Guardando meglio ovviamente sorgono comunque delle domande. Ci si chiede per esempio perché nel giardinetto pubblico sotto il palazzo, nel ricco comune di Paradiso, sia stata data priorità a un WC per cani invece di mettere un’altalena e/o uno scivolo visto che ci sono parecchi bambini lì…Spesso però le persone migranti ci dicono che più del luogo e dell’edificio, quello che è essenziale per loro è di poter ricominciare a vivere e di poterlo fare con un po’ di serenità. Serenità data da un Continue reading Alcune informazioni sui centri per migranti in Ticino

Agosto in frontiera: report sulle violenze della polizia francese

Fonte: www.parolesulconfine.co

Pubblichiamo l’ultimo resoconto estivo del collettivo Kesha Niya sugli episodi di violenza e abuso di potere commessi dalla polizia francese alla frontiera tra Ventimiglia e Mentone. Dopo i report e le testimonianze pubblicate a maggiogiugno e luglio, anche ad agosto non si sono visti miglioramenti rispetto all’esercizio arbitrario di ferocia gratuita che le guardie di frontiera infliggono alle persone non desiderate sul suolo francese. Anzi, a seguito di un modesto incremento, nell’ultimo mese, del numero di Continue reading Agosto in frontiera: report sulle violenze della polizia francese

Riflessioni in forma di chiamata alla mobilitazione, in vista del corteo del 14 settembre a Lugano: RIPRENDIAMOCI LE CITTÀ!

CITTÀ SOTTO VETRO.

Ovvero: scegliere di frantumare il presente, per poter liberare il futuro.

la denuncia di ciò che al presente viene chiamato ragione  è il più grande servigio che la ragione possa prestare

Max Horkheimer

Pare che dalla sala da pranzo del centro per richiedenti l’asilo di Cadro si veda un bel bosco.

E’ il bosco, ombreggiato e lussureggiante al di là del fiume Cassarate, dove il percorso vita che sale dal piano della Stampa arriva nei pressi del canile, affiancando un campo per persone migranti. Persone costrette ad “abitare” la parte piu’ discosta della “grande Lugano”, un quartiere di rifugi per animali, discariche di inerti, fabbriche e carceri. Continue reading Riflessioni in forma di chiamata alla mobilitazione, in vista del corteo del 14 settembre a Lugano: RIPRENDIAMOCI LE CITTÀ!

Un patron suisse finance la distribution d’un label néonazi

Fonte: Renverse.co – La semaine passée une enquête du « Tages-Anzeiger » et de « Rundschau » de la SFR a révélé que Peter Patrik Roth, propriétaire de la fabrique de matelas bernoise Roviva Roth & Cie AG, a investi 50’000 francs suisses dans le label de vêtements néo-nazi russe « White Rex ». White Rex est une marque néo-nazie de produits d’arts martiaux fondée par le célèbre néo-nazi russe Denis Nikitin dont Roth a fait la connaissance en Russie.

Da Foggia a Rosarno solo la lotta puo’ fermare la repressione

Fonte: hurriya.noblogs.org

9 settembre 2019 – Questa mattina si terranno due udienze contro alcune compagne che da anni si organizzano e lottano insieme alle persone che vivono e lavorano nei numerosi ghetti disseminati nelle campagne di questo paese.

A Palmi (RC) verrà emessa la sentenza contro due compagne accusate di aver aiutato una persona a sfuggire dall’identificazione e, per una di loro, di averlo fatto con l’uso della forza contro un carabiniere, in riferimento alla giornata di lotta del 22 marzo 2017 a San Ferdinando. Continue reading Da Foggia a Rosarno solo la lotta puo’ fermare la repressione

Video comunicato “Città sotto vetro”. Lancio Corteo RIPRENDIAMOCI LE CITTA’ del 14 settembre 2019

GUARDA I VIDEO!

Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 14 settembre abbiamo deciso di ricalpestare collettivamente le strade di questo territorio, cominciando da quelle di Lugano, esclusiva e sedicente capitale di una città-ticino sempre più ostaggio di speculazione e razzismo. Lo faremo con un corteo allargato, partecipato e rivendicativo, nel quale tutte e tutti potranno trovare il proprio spazio e che non andrà a interferire con altre manifestazioni previste quel giorno.

Per questo non ci limiteremo a portare in strada la sola questione “ex macello”, appiattita e banalizzata dal “nulla che avanza” dei progetti municipali1.

Perché le città che vogliamo sono quelle abitate da pratiche e culture autogestite, dall’autodeterminazione dei corpi, dei generi, degli ecosistemi, dei popoli in resistenza. Nelle quali si riconosce la libertà di muoversi, attraversare e di poter restare, per ognuno e ognuna!

Attraverseremo quei quartieri che la “grande lugano” vorrebbe trasformare o che sta già trasformando in non luoghi, securizzati, elitari e puramente rivolti al consumo.

Concluderemo la nostra giornata in una delle ultime piazze di quartiere che si ostina a rimanere tale, nonostante le retate di polizia nei luoghi di ritrovo e i cantieri della devastazione edilizia.

Sabato 14 settembre – Corteo – Riprendiamoci le città

Partenza 13:30 – Cinestar lato fiume – Arrivo con cena popolare e spettacoli in piazza Molino Nuovo.

1 XM24 una storia infinita contro il nulla che avanza. L’immaginabile resistente contro la volontà di sgombero dell’ennesimo spazio sociale di libertà. Alle compagne e ai compagni XM di Bologna tutta la nostra complicità e solidarietà!

Video lancio corteo RIPRENDIAMOCI LE CITTA’ parte 1

Video lancio corteo RIPRENDIAMOCI LE CITTA’ parte 2

Video lancio corteo RIPRENDIAMOCI LE CITTA’ parte 3

Sabato 7 settembre 2019 – Pranzo anarchico

Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 7 settembre 2019, dalle ore 11.30
al Parco artistico e botanico Wilhelm Schwerzmann presso Casa Rea, via Mondacce 14, Minusio.

Anche quest’anno vi invitiamo a partecipare all’ormai classico momento conviviale tra amici, libertari ed anarchici, a beneficio del Circolo.

Il costo del pranzo è di fr. 20.- (bibite escluse), per bambine/i è gratuito.

Scuola Aurea proporrà un’animazione per bambine/i e informerà sullo
stato del progetto.

Un breve gioco a quiz sulla “Canzone di protesta” renderà giustizia alle
specifiche competenze di ognuno. Continue reading Sabato 7 settembre 2019 – Pranzo anarchico

Invito a contributi per la manif del 14 settembre, “Riprendiamoci le città”!

Riceviamo e pubblichiamo:

Invito a contributi per la manifestazione del 14 settembre, “Riprendiamoci le città”!

Versione PDF dell’invito qui

Buongiorno a tuttx!

Approfittiamo di queste righe per ricordarvi il corteo del 14 settembre – giorno nel quale abbiamodeciso di ri-camminare collettivamente le strade di questo territorio, a partire da quelle di Lugano – e per proporre a tuttx voi un’idea di coraggioso sostegno.

Un corteo che immaginiamo allargato, partecipato e rivendicativo. Non solo sulla questione “spazioMolino”, ma in generale nel lungo e contorto spettro delle autodeterminazioni, delle autogestioni, delle libertà, delle autonomie. Laggiù in basso a sinistra, dove batte il cuore!

Una sorta di big clash tra città-territori che vorremmo, frente a città-territori imposti che non vogliamo più. E che non abbiamo mai voluto.

Quello che ci muove è infatti la convinzione che lo spazio appiattito e omologato della grande lugano e della città cantone contenga già territori altri NON fatti da quelle stesse persone che lo vogliono unico, separato, impaurito, saccheggiato, elitario, leghista, ciellino.

Vi lanciamo quindi una prima proposta:individualmente o collettivamente vi invitiamo ascrivere,disegnare, fotografare, narrare la città che si vuole rispetto a quella che non si vuole. E a raccontare i motivi e le emozioni per cui quel giorno deciderete di scendere in piazza.

Vi chiediamo poi di diffondere – coi mezzi che ritenete adeguati (social, lettere ai giornali, comunicatistampa, volantini, registrazioni, flyer, scritte, murales, ecc., ecc.) – i vostri contributi e di inviarcene una copia, entro il 3 settembre, a molino@inventati.org o a “CSOA il Molino, viale cassarate 8,6900 Lugano”, per poter infine realizzare un opuscolo da diffondere il giorno del corteo.

Raccontarsi come beffardo gesto di sfida, di tenera immaginazione, di determinato rifiuto del presente. Continue reading Invito a contributi per la manif del 14 settembre, “Riprendiamoci le città”!

Sabato 14.9 – RIPRENDIAMOCI LE CITTÀ // Corteo a Lugano (Cinestar, lato fiume)

Riceviamo e pubblichiamo:

Manifesto tradotto in: ted/fra/eng/farsi/arabo

Le città che vogliamo

Per la libera diffusione di pratiche e culture autogestite, l’autodeterminazione dei copri, dei generi, degli ecosistemi, dei popoli in resistenza.

Per la libertà di movimento: di poter attraversare e di poter restare, per ognuno e ognuna!

Contro la città che sta in alto

dei padroni, degli speculatori, dei razzisti, degli imprenditori della paura, dei securitari e dello stato di polizia, dei sessisti e degli omofobi! Continue reading Sabato 14.9 – RIPRENDIAMOCI LE CITTÀ // Corteo a Lugano (Cinestar, lato fiume)

UN’ESTATE AL MALE – una mattinata in frontiera

(Ventimiglia, 9 agosto 2019)

“Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma le persone per le quali non c’è più differenza tra realtà e finzione, tra il vero e il falso.”
[Hannah Arendt, La banalità del male]

Questo scritto è frutto di tre sguardi che hanno esperienze e conoscenze differenti rispetto alla frontiera fra Ventimiglia e Mentone. Per qualcuna è luogo quotidiano di presenza e resistenza, qualcun’altra ha potuto attraversare più volte a distanza di tempo gli spazi segnati dal dispositivo di controllo del confine, per qualcuna altra ancora questo è stato invece il primo incontro diretto con la frontiera alta di ponte S.Luigi e con ill meccanismo di respingimento delle persone indesiderate dalla Francia.

Il pullman che ci porta in frontiera è dell’RT (Compagnia Riviera Trasporti) la stessa che portava le persone negli aereoporti per essere deportate, e che continua a portarle negli hotspot del Meridione. Ma questa è una piccola navetta carica di “onestx cittadinx” che sale nella ridente località di Grimaldi, ultimo paesino prima della frontiera alta, a cui siamo dirette.
Neanche il tempo di attraversare il lato francese che veniamo fermate per un “ordinario controllo di documenti”. Probabilmente ci stavamo guardando intorno in modo stra-ordinario.
Ci ritroviamo nell’ufficio di polizia della P.A.F.(Police Aux Frontiéres), vediamo il desk dove ci sono un sacco di guardie, da quella minacciosa, all’ultimo arrivato, passando per l’umorista, il poliglotta,il graduato ecc. Un clima da gita, grandi battute, saluti e scherzi.Dietro di loro una lavagna sulla quale sono scritte tre categorie: internatx, uscitx e trattenutx. Le persone in questa tabella sono numeri fluttuanti, cancellati e aggiornati continuamente man mano che le persone vengono respinte al confine italiano, lasciando il posto a quelle che nel frattempo vengono trattenute quotidianamente nelle retate sui treni. Ad un certo punto arriva uno sbirro che ci da un caloroso Bonjour. Si risente del fatto che non rispondiamo al saluto. Ci dice di sorridere, mostrare i denti. Ci dicono di sorridere perchè siamo carine, noi non veniamo gasate con gli spray, non ci sequestrano e rompono i cellulari, non ci rubano i documenti ne ci tagliano le suole delle scarpe. Solo una molestia da bar, niente di diverso da quello a cui anche compagni di scuola, autobus e squat ci hanno abituate a reagire. Nulla in confronto alle molestie e violenze che chi detiene l’autorità e tutela l'”ordine” mette in atto continuamente con chi viaggia o comunque con qualsiasi persona abbia la possibilità di soverchiare. Continue reading UN’ESTATE AL MALE – una mattinata in frontiera

Giorno X: nessuna guerra in Siria del Nord

Fonte: riseup4rojava.org

Come Comune internazionalista di Rojava e campagna internazionale RISEUP4ROJAVA chiediamo una mobilitazione mondiale contro l’invasione turca nella Siria settentrionale:

NO WAR ON NORTHERN SYRIA!

Nel giorno X in piazza!

Sette anni fa in Rojava ebbe inizio una rivoluzione che avrebbe cambiato radicalmente la vita di milioni di persone. Le curde e i curdi si liberarono della dittatura del regime di Assad e iniziarono a organizzarsi in modo autonomo in consigli, comuni e cooperative. Soprattutto l’organizzazione autonoma delle donne è diventata forza motrice della rivoluzione sociale. Nell’ambito della lotta contro Stato Islamico è cresciuto un progetto multi-etnico e multireligioso di carattere unico, che oggi garantisce la convivenza pacifica di milioni di curde e curdi, arabe e arabi, cristiane e cristiani. La Federazione Democratica Siria del Nord e dell’Est è un modello per la visione di un Medio Oriente pacifico e democratico e per questo è sempre stata una spina nel fianco sia per le potenze regionali sia per gli Stati imperialisti.

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Ginevra: altri due mesi di carcere per l’attivista antispecista Matthias

Fonte: renverse.co

Matthias* (nome fittizio) è un attivista antispecista accusato di danneggiamenti che si trova in detenzione preventiva dalla fine di novembre 2018 a Champ-Dollon, Canton Ginevra. Avrebbe potuto essere rilasciato il 5 agosto, ma in data 29 luglio, il Ministero pubblico ha decretato un prolungamento di due mesi della carcerazione preventiva, invocando un rischio di recidiva.

Prolungamento della detenzione

La decisione del Tribunale delle misure coercitive è stata emessa il 5 agosto: prolungamento confermato, sotto pretesto che l’indagato faccia parte del movimento antispecista. Diversi collettivi di solidarietà hanno indetto una mobilitazione di sostegno il 7 agosto davanti al Palazzo di Giustizia di Ginevra.

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Silenzi imbarazzanti

Riceviamo e pubblichiamo

di  Collettivo R-esistiamo

Quello preoccupante di Norman Gobbi che dopo le pesanti accuse lanciate al Collettivo R-esistiamo e ai così definiti «immigrazionisti», si è ben guardato – stranamente, vista la sua martellante presenza sui social – di rispondere al comunicato in cui viene smontato il suo farneticante intervento e gli vengono attribuiti legami vicini agli ambienti di estrema destra. Quello vago di Raffaele De Rosa che alla nostra richiesta d’incontro, non ha mai risposto, rimbalzando tutta la questione sui propri funzionari, probabilmente impossibilitati/e a trovare una risposta «politica» alla questione.

Quello imbarazzato e agitato dei funzionari del DSS che, per la seconda volta nel giro di pochi giorni, hanno annullato un incontro con il Collettivo in quanto, tra le varie scuse balbettate (nomi non forniti e mancanza delle tematiche, poi puntualmente inoltrate), «non si dicono in grado di rispondere alle nostre domande», in quanto la chiusura del bunker sarebbe una questione «politica»
e non «tecnica».

Quello sorprendente di Filippo Lombardi, che, dicendosi d’accordo con le politiche migratorie di Gobbi, si dimentica di chinarsi sulle condizioni in cui giacciono delle persone in un bunker, tralasciando gli alti silenzi imbarazzanti di tutta una classe politica. Silenzi che mascherano una pesante e vergognosa situazione di omissioni, mancanze, vendette e persecuzioni che dimostrano un vuoto istituzionale, una pochezza d’idee e una banalità disarmanti e il timore nell’assumersi delle responsabilità concrete di fronte a quella che sempre più, volenti o nolenti, sarà la situazione con la quale ci dovremo confrontare nei prossimi anni. Continue reading Silenzi imbarazzanti