Tra contenimento e fughe, alcune riflessioni

Tratto da Macerie

Aggiornamento dal CPR di Torino – due settimane fa un gruppo di circa una ventina di ragazzi provenienti dalla Sicilia è stato trasferito in corso Brunelleschi. La maggior parte, principalmente di nazionalità tunisina e marocchina, è stata inserita nell’area blu. La rabbia e la disperazione di alcuni di loro ha avuto espressioni di autolesionismo, ci hanno raccontato di esser ricorsi a gesti estremi tentando di impiccarsi attraverso l’utilizzo di corde improvvisate e provocando l’intervento della celere all’interno dell’area. La settimana scorsa invece i giornali locali hanno riportato la notizia di disordini e di un tentativo di rivolta, la versione che promuovono le autorità racconta di un agente delle forze dell’ordine sia rimasto ferito “nel tentativo di riportare la calma e sedare gli animi”.

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Italia: Come la pandemia ha trasformato la vita dei lavoratori braccianti?

Fonte: enough is enough – Aggiornamenti da Saluzzo e dintorni

Per una cronaca delle mobilitazioni dei braccianti e di quanto poi accaduto nelle campe di Saluzzo nei mesi di giugno e di luglio si vedano invece gli allegati 1 e 2.

“Mancheranno 9000 lavoratori” , “A rischio i raccolti nelle campagne cuneesi” e “Il Pas non potrà aprire”. Con l’inizio della pandemia, i sindaci e i rappresentanti delle maggiori organizzazioni di produttori agricoli del saluzzese (Asprofrut, Ortofruit Italia, Jolly Fruit, Joinfruit, Rivoira, Solfrutta e Lagnasco Group) e le Associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia hanno ribadito che l’emergenza sanitaria avrebbe avuto forti ripercussioni sulla raccolta del distretto saluzzese, sia a livello economico che sanitario.

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Milano – Aggiornamenti dal CAS di via Corelli

Fonte: Punto di Rottura – Contro i Cpr

In occasione di alcuni volantinaggi davanti alla struttura per informare sulla sanatoria truffa e, soprattutto, sulla probabile imminente apertura del Cpr, abbiamo raccolto alcune informazioni. Prima di riportarle ricordiamo che il Cpr verrà riaperto nella stessa struttura in cui si trovava precedentemente il Cie, reso inagibile dalle rivolte e chiuso nel 2013. È situato dietro al Cas, separato da un cancello di acciaio e ora anche da un muro alto più o meno 4 metri. I lavori sono terminati, la ristrutturazione è avvenuta a opera del Genio militare e la gestione è stata appaltata alle cooperative Versoprobo di Vercelli e Luna di Vasto di Chieti.

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Berna – Solidarietà con “Stop isolation”

Fonte: barrikade.info – 2 agosto 2020

Da un mese a questa parte, i migranti rifugiati* manifestano contro le condizioni dei centri di rimpatrio con decisioni negative. Ieri abbiamo realizzato un graffito con la parola centrale “Stop Isolation” su un muro vicino alla Reitschule.

Mandiamo un saluto di solidarietà alla vostra lotta. Ecco un estratto della protesta: “Molti pensano che siamo criminali, ma non siamo in Svizzera per divertimento, ma perché non possiamo farci niente. Siamo qui da anni – alcuni di noi da decenni. Abbiamo perso molto tempo nella nostra vita. Smettete di discriminarci. Smettila di cercare di deportarci”.

 

 

Basilea – Fuoco alle prigioni, nazioni e frontiere

Testo tradotto – Fonte: barrikade.info

Nella notte del 1° agosto abbiamo fatto una passeggiata fino al carcere di deportazione Bässlergut.

Abbiamo salutato le persone imprigionate lì dentro con slogan, a cui hanno risposto a voce alta dalle finestre. Allo stesso tempo abbiamo dipinto il brutto blocco di cemento che molti escursionisti* osservano ogni giorno.

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Un uomo si dà fuoco davanti al Palazzo Federale…

Fonte: renvese.co

Due settimane fa le persone dei centri di rimpatrio di Berna hanno organizzato una prima manifestazione davanti alla Segreteria di stato della migrazione (SEM) per denunciare le condizioni all’interno dei centri di rimpatrio. Una settimana dopo, lunedì 20 luglio, hanno tenuto la loro seconda manifestazione davanti al Palazzo Federale. Lì, un uomo che era stato respinto dalla procedura di asilo si è dato fuoco. Secondo la stampa, la sua vita non era più in pericolo.

Berna | 24 luglio

Non conosciamo la storia che quest’uomo racconta di quello che ha fatto, quindi parleremo di quello che capiamo dalle informazioni che abbiamo.

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Ventimiglia – Estate 2020 al confine: un quadro della situazione

Parte 1 – Fonte: parolesulconfine.com

L’estate a Ventimiglia è un eterno ritorno, un film di cui si conosce perfettamente il brutto finale: qui si aspetta la nuova ordinanza, magari nuove leggi speciali, a stroncare ogni buona volontà. Qui si aspettano nuove morti, che si aggiungeranno alla ventina di vite già spezzate: altra polvere da buttare sotto al tappeto rosso su cui sfilano i ministri dell’interno e i vertici delle forze dell’ordine.

Luglio sta finendo e agosto, là davanti, promette di essere un ennesimo mese di circo e calvari.

(Parte 1. Qui la seconda parte. Qui la terza parte)

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Appello alla solidarietà con il collettivo Stop Isolation!

Fonte: barrikade.info – 19 luglio 2020

Asilo: persona si da fuoco a Berna (20 luglio)

Circa due settimane fa il gruppo “Stop Isolamento” ha protestato contro la situazione delle persone nei centri di rimpatrio. Più di 100 migranti rifugiati respinti hanno protestato, informato e fatto richieste al cantone.

Il Cantone di Berna è contrario a tutte le richieste del gruppo “Stop Isolamento”. Lo ha pubblicato in un comunicato stampa e in una lettera di risposta. Stop all’isolamento – un gruppo di persone con decisioni negative nel Cantone di Berna ha protestato la settimana scorsa e ha avanzato richieste concrete in una lettera al Cantone di Berna e alla Confederazione (1) permesso di soggiorno, (2) nessun isolamento nei campi di rimpatrio, (3) nessun controllo costante, multe e reclusione, (4) rispetto e dignità.

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Cena solidale messicana

CSOA IL MOLINO – Giovedi 16 luglio 2020

Dalle 19:30 buonissime enfrijoladas e nopal (tortilla con fagioli neri e insalata di cactus).

Cena a soli 5 chf. Tutto il ricavato andrà per sostenere il lavoro dei docenti che lavorano con famiglie migranti tsosil.

Centri per migranti: veri e propri lager dove la gente muore (seconda parte)

Lugano, domenica 5 luglio 2020 – Resoconto presidio e  versione aggiornata comunicato con testimonianze

Negli scorsi giorni nel bunker per richiedenti l’asilo a Camorino c’è stata una rissa, ennesima in questi giorni di caldo, durante la quale avvenuto un accoltellamento tra due persone. Giovedì 2 luglio, a Paradiso nel centro della Croce Rossa un ragazzo si è buttato dal quarto piano. Al momento non si hanno informazioni sullo stato di salute di questa persona.

Il forte stress psicologico, l’assenza di ogni forma di sostegno e le assurde condizioni presenti all’interno di queste strutture sono fonte di sofferenza e rabbia quotidiane. Gli episodi avvenuti in questi giorni rendono solo tristemente noto ciò che ogni giorno le persone detenute in queste strutture di apartheid devono subire. La drammaticità di questi gesti sono espressione della disperazione di persone private della propria libertà, in balia di ricatti e menzogne quotidiane, per il semplice «crimine» di non possedere un documento. Di vite controllate e recluse. Storie che non si vogliono raccontare perché scomode e apparentemente lontane dalla cronaca totalitaria delle sirene del Covid. Evidentemente, ancora una volta, la salute non è un diritto per tutt*. Non lo è per chi vive in un campo, non lo è per chi è detenuto in carcere e non lo è per chi non possiede una casa, un lavoro o un documento.

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Friborgo – Violenza nel campo d’asilo federale di Giffers

Testo tradotto // Fonte: barrikade.info – 22 giugno 2020

Sono state presentate tre denunce penali contro agenti di sicurezza incaricati dalla Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) a Chevrilles FR. Chevrilles è il nome francese di Giffers.

Hanno deciso di rompere l’assordante silenzio: Tre richiedenti l’asilo hanno presentato una denuncia contro le società di sicurezza incaricate dalla Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) nel campo di deportazione di Chevrilles (Giffers/La Gouglera) nel Canton Friburgo. I tre uomini affermano di essere stati vittime di violenze fisiche da parte di agenti di sicurezza. Sono stati trattati al pronto soccorso dell’ospedale di Friburgo, con fotografie e referti medici.

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Su come funziona la SEM (Segreteria di stato della migrazione)

Proponiamo la traduzione di un interessante articolo pubblicato l’8 aprile 2018 sul portale renverse.co

 “Un atteggiamento scettico nei confronti delle dichiarazioni dei richiedenti l’asilo è percepito come professionale”.

In Svizzera, l’accettazione di una domanda d’asilo si basa sull’analisi della “verosimiglianza” della storia del richiedente. Tuttavia, uno studio scientifico dimostra che dietro questo termine legale c’è un insieme di meccanismi inconsci da parte dei funzionari. Continue reading Su come funziona la SEM (Segreteria di stato della migrazione)