Riceviamo e pubblichiamo – 13 aprile 2021

UN GIORNO VERRÀ
cronistoria a puntate di un tempo incerto, a mo’ di chiarezza
parte I
Lugano, 10 aprile 2021
A 102 anni dalla vigliacca imboscata che assassinò, il 10 aprile 1919, presso la fattoria di Chinameca, il guerrigliero-generale Emiliano Zapata. Gridando “Tierra y libertad!”.
Con la determinazione dei tramonti, che, ogni sera, non importa ciò che farai,
torneranno e faranno notte (Giulia Caminito, Un giorno verrà)
La storia dell’autogestione a Lugano è anche storia di incontri e di rapporti (trattative) con le istituzioni, fin dalle origini. Già dagli anni 70 avvennero degli incontri con l’obiettivo di trovare uno spazio da autogestire in completa autonomia. Chi già allora c’era ci racconta di come le cose non fossero fondamentalmente troppo diverse da adesso. Tante parole, tante promesse, un certo tentativo di riconoscere una sorta di autogestione, ma fatti zero. Si dovette ricorrere all’occupazione per arrivarne a una. Prima con l’irruzione da parte di Realtà Antagonista e del Collettivo Zapatista in una seduta del Consiglio comunale cittadino. Poi, poco dopo, durante i mondiali di ciclismo di Lugano – in seguito allo sgombero della festa di primavera del Tassino e la conseguente manifestazione di oltre 2’000 persone contro la repressione e per uno spazio autogestito, il 12 ottobre del 1996 – il tempo si fermò improvvisamente per un istante e lo stabile degli ex molini Bernasconi a Viganello fu occupato. Un subbuglio inatteso in città e un fermento mai visto fino ad allora andavano a contaminare un intero cantone. Un fiore che lento e paziente cresceva.
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