Fonte: renverse.co
Testo d’approfondimento sulla legge per le nuove misure di polizia contro in terrorismo in Svizzera
Il 13 giugno 2021, l’elettorato svizzero (almeno una parte di esso) voterà se adottare o meno la legge per le nuove “misure di polizia contro il terrorismo”, la LMPT. Questa legge, inizialmente adottata dal Consiglio federale nel maggio 2019, è stata da allora oggetto di un intenso dibattito sia a livello parlamentare che nella società civile, e il referendum contro di essa ha avuto un grande successo (in parte perché sostenuto da alcune componenti della destra). Tuttavia, nulla è certo, e mentre la sinistra sembra più o meno unanime sulla questione, il Consiglio federale, il Parlamento e tutta la destra e il centro chiedono di votare a favore delle nuove misure.
Per quanto ne sappiamo, la sinistra radicale extraparlamentare non ha ancora commentato molto il testo della legge. Questo perché la politica istituzionale non è il campo in cui preferiamo intervenire, ma anche, e forse soprattutto, perché non è facile immaginare come mobilitarsi oggi sul tema della sorveglianza e dei diritti politici, per quanto fondamentali essi siano. Ci è sembrato, tuttavia, che guardare da lontano l’adozione di questa legge fosse piuttosto irresponsabile e che alcune cose cruciali non fossero ancora state dette sull’argomento. Il testo che segue propone una lettura di questo progetto di legge come una continuazione delle misure islamofobiche, razziste e xenofobe prese in Svizzera e in Europa durante gli ultimi 20 anni e come un’estensione delle pratiche di sicurezza che minacciano sempre più il diritto di esprimersi politicamente al di fuori delle urne.
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