Alcune precisazioni sul corteo di domenica 11 settembre 2016

L’idea di questo corteo è partita dalla volontà di creare un momento e speriamo in futuro un percorso di riflessione e condivisione sulla ripugnante situazione venutasi a creare tra Como e Chiasso. Proprio per questo la manifestazione vuole essere il più partecipata e inclusiva possibile. Pensiamo che sia importante rompere l’assordante silenzio sulla questione scendendo in strada e portando degli interventi e delle testimonianze in alcuni luoghi che hanno un ruolo determinante nell’esclusione, nella segregazione e nella deportazione dei/delle migranti ovvero il Centro di registrazione, la dogana e la stazione.
Per questa manifestazione non è stata richiesta l’autorizzazione. Crediamo infatti che sia assurdo chiedere il permesso per manifestare il nostro dissenso proprio a quelle istituzioni che, nell’apatia generale, hanno creato e continuano a perpetrare queste dinamiche razziste.
*Oggi come ieri vogliamo riappropriarci di un mondo divenuto sempre più arido e inospitale!*

 

*** In contemporanea con lo svolgimento del corteo ci sarà la giornata di SPORTISSIMA. Non sono quindi da escludere disagi riguardanti i posteggi.

La vera storia della Croce Rossa

La vera storia della Croce Rossa

Diritto e rovescio

7 giugno 2008. Un manipolo di antirazzisti, abilmente travestiti, riesce ad introdursi tra gli stands diTorino Comics proprio mentre è in corso la presentazione di The story of an Idea, il volume dedicato da Moebius alla storia della Croce Rossa. Mentre uno di loro prende il microfono dalle mani dell’oratore e ricorda allo scarsissimo pubblico le responsabilità dell’organizzazione umanitaria rispetto alla morte di Hassan, gli altri diffondono un fumetto che la storia della Croce Rossa la racconta per davvero. Poi, se ne vanno tutti indisturbati. E gli uomini del vicequestore Petronzi? Sempre a bordo della famosa Stilo Blu, sono arrivati anche questa volta con una mezzora di ritardo.

Ricostruzione di un rimpatrio forzato in Svizzera

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Quella che vedete è la ricostruzione di un rimpatrio forzato in Svizzera. Si tratta di una docufiction realizzata sulla base di testimonianze di persone che sono state espulse e di funzionari che hanno partecipato alle operazioni di rimpatrio forzato. Ma anche sui materiali di addestramento della polizia di frontiera svizzera, che prevedono 4 livelli di intervento a seconda della resistenza opposta dalla persona da espellere. Il livello 4 è il più brutale. Talmente brutale che il 17 marzo del 2010 il nigeriano Joseph Ndukaku Chiakwa è morto d’infarto mentre lo stavano legando alla sedia per portarlo su un aereo charter con cui dovevano partire altri 16 nigeriani da espellere. Joseph Chiakwa non è stato l’unica vittima delle espulsioni dalla Svizzera. Continue reading Ricostruzione di un rimpatrio forzato in Svizzera

Chisura della frontiera a Como-Chiasso

Aprire le frontiere subito! No borders, no deportations!

Aggiornamenti sulla situazine a Como-Chiasso a seguito della chiusura della frontiera e dei respingimenti vengono pubblicati a lato.

La politica europea di controllo contro i flussi migratori ha trasformato il mare mediterraneo in un’ecatombe per migliaia di migranti. Il controllo e la sorveglianza militare tanto del mediterraneo quanto di ogni altra frontiera esterna dell’occidente criminalizza o uccide le persone migranti: i/le più fortunati/e saranno condannati/e ad una vita e a dei lavori clandestini, i/le più sfortunati ad annegare in alto mare. Continue reading Chisura della frontiera a Como-Chiasso

Intimidazione fascista alla stazione di Como San Giovani e aggiornamenti sulla frontiera italo-svizzera.

18 luglio 2016

Nelle scorse settimane, alla stazione FS di Como San Giovanni, hanno iniziato ad accamparsi numerosi migranti che provano a passare il confine italo-svizzero ma vengono continuamente respinti.

Nella notte tra il 15 e il 16 luglio si è verificata un’intimidazione fascista.

Oltre ad una quarantina di migranti, erano presenti 5 solidali; verso le 2.00 da una macchina parcheggiata sono scesi tre soggetti, riconosciuti come appartenenti all’area dell’estrema destra comasca, che stavano appoggiati all’auto impugnando delle spranghe e rivolgevano ai presenti sguardi e gesti minacciosi. Continue reading Intimidazione fascista alla stazione di Como San Giovani e aggiornamenti sulla frontiera italo-svizzera.

Gobbi, la Lega e l’integrazine a colpi di pistola

Di seguito un’estratto dal Dossier “LA SOLIDARIETÀ NON SI PROCESSA – Dal Ticino alla Val Susa contro chi devasta vite e territori – Lugano ottobre 2014”

Dossier completo

5. Gobbi, la Lega e l’integrazione a colpi di pistola

Da ultimo gli adesivi incriminati. Li inseriamo per capire di che cosa stiamo parlando.

Qualsiasi persona di buon senso troverebbe ridicola la denuncia per aver attaccato degli adesivi! Se poi la denuncia arriva da ambienti che “festeggiano l’integrazione a colpi di pistola” dopo l’uccisione di due senegalesi a Firenze qualche anno fa (Mattinonline 13.12.2011) o che invitano a “bruciare i kompagni al falò del primo d’agosto”(Paolino Gobbi, fratello di Norman, ripreso da “il diavolo”), siamo al paradosso. Prima predicano, starnazzano, infieriscono e poi quando occupano posti di potere, ne abusano in scioltezza. L’arrivo in massa nel Municipio di Lugano ne è un esempio (moltiplicatore aumentato, licenziamenti, eventi a pagamento ecc.) e la presenza leghista in Continue reading Gobbi, la Lega e l’integrazine a colpi di pistola

La dignità non si sotterra

Il resoconto, alcune foto e i comunicati del presidio sul passo del Lucomagno di domenica 6 ottobre 2013.

Una sessantina di persone all’incirca tra i ragazzi del bunker e i solidali accorsi sotto un tiepido sole e tanto vento

Sapevano che ci aspettavano fuori col pranzo. Hanno provato a non farci uscire, obbligandoci a restare a tavola, quando normalmente se arrivi solo un po’ dopo mezzogiorno non mangi. Poi ci hanno messo dei giochi sui tavoli e ci hanno detto di giocare – a monopoli, alle carte – come si fa coi bambini per tenerli occupati. Allora abbiamo cominciato a rumoreggiare…”.Così raccontra William uscendo dal bunker sulla cima del passo del Lucomagno dove, come molti altri migranti, è stato mandato dopo aver domandato asilo alla Svizzera. Continue reading La dignità non si sotterra