“Non c’è accoglienza se non ci sono i rimpatri” ovvero i nuovi-vecchi Cie

Fonte: Hurrya.noblogs.org

È dall’inizio dell’anno che la questione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) è tornata prepotentemente nelle dichiarazioni dei politici e a interessare la stampa mainstream e non, che non perde occasione per rilanciare le posizioni di questo o quel politico di qualsiasi partito.

L’attacco terroristico al mercatino di Natale avvenuto il 19 dicembre a Berlino, compiuto probabilmente da un cittadino tunisino che era sbarcato in Italia e aveva trascorso un periodo di reclusione nel CIE di Caltanissetta, è stata la miccia per riproporre (spandendo paura tra la popolazione per convincerla così ad accettare silente qualsiasi provvedimento sulla “sicurezza”) il tema dell’identificazione dei e delle migranti ma soprattutto della loro espulsione.

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Milano – Voci da un’insolita fortezza

fonte: RadioCane

Due voci raccontano di un’insolita occupazione milanese varata sulla spinta di alcuni immigrati – tra cui una vecchia amicizia della rivolta di Corelli del 2005 – che provano ad organizzarsi fuori dai circuiti ufficiali dell’accoglienza contando solo sulle proprie capacità e sulla solidarietà immediata che incontrano. Con questo “progetto” abbandonano la scuola, dismessa per amianto, di via Imbonati e occupano un altro edificio in via Fortezza firmando un comunicato collettivo con il nome “Ci siamo”. Non più solo un “nascondiglio”, ma non ancora “casa” o “luogo politico”, la nuova fortezza lentamente prende forma. Ma non è certo un castello da sogno e non bastano i buoni propositi a scacciare problemi e guai che, se non sono già in salotto, talvolta attendono appena fuori dall’uscio, minacciando di sfondarlo per consegnarti fogli di via, mandati di cattura e decreti di espulsione.
La prima voce è di un occupante di via Fortezza, la seconda di un compagno della rete solidale. Ascolta qui.

Vertice di Malta. Muri, blocchi, campi di concentramento

Fonte: Radio Blackout

Venerdì 3 febbraio a Malta si è svolto il vertice Ue sui migranti, con il chiaro obbiettivo di blindare il confine con la Libia, bloccando le partenze.In un’Europa divisa su tutto, l’unico accordo è sui muri, pattugliamenti, rastrellamenti, respingimenti. Nel Mediterraneo toccherà alla guardia costiera libica, pagata, attrezzata ed addestrata dall’Italia, il compito di bloccare i migranti. Al vertice l’UE ha appoggiato l’accordo sottoscritto il giorno precedente tra Italia e il governo di Al Sarraj.

L’accordo l’Italia – Libia prevede soldi in cambio di polizia, controlli e centri di detenzione in Libia. Sebbene il protocollo siglato confermi gli accordi sottoscritti negli anni precedenti e, in particolare quello del 2008 tra il governo italiano e quello libico,  oggi la Libia è divisa in almeno tre fazioni che rivendicano il potere e si spartiscono il paese. Continue reading Vertice di Malta. Muri, blocchi, campi di concentramento

I muri sopra, le crepe in basso (e a sinistra).

Febbraio 2017 – SupMoisés – SupGaleano

La tormenta sul nostro cammino.

Per noi, popoli originari zapatisti, la tormenta, la guerra, c’è da secoli. Arrivò nelle nostre terre con la menzogna della civilizzazione e della religione dominanti. Allora, la spada e la croce dissanguarono la nostra gente. Col passare del tempo, la spada si è modernizzata, e la croce è stata detronizzata dalla religione del capitale, ma si è continuato a chiedere il nostro sangue come offerta al nuovo dio: il denaro. Continue reading I muri sopra, le crepe in basso (e a sinistra).

Quando la polizia subisce i bunker, ridiamo…

(fonte:renverse.co)

Venerdì 13 gennaio 2017, la Radio Televisione Romanda ha riportato la notizia di una lettera di alcuni poliziotti della svizzera francese indirizzata allo Stato Maggiore della polizia ginevrina per lamentarsi delle condizioni di alloggio durante la visita dei capi di stato cinesi e turchi a Ginevra. In quell’occasione le autorità avevano mobilitato circa 300 agenti da tutto il paese, tra cui 35 ticinesi. Continue reading Quando la polizia subisce i bunker, ridiamo…

Il nuovo piano dell’Unione europea sull’immigrazione

Articolo ripreso dalla rivista “INTERNAZIONALE”

Il 26 gennaio si è aperto a Malta il vertice dei ministri dell’interno dell’Unione europea sull’immigrazione, in preparazione del summit che si svolgerà sempre alla Valletta il 3 febbraio proprio su questo tema. Il presidente della Commissione europea, insieme al commissario all’interno e all’immigrazione Dimitri Avramopoulos e alla rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Federica Mogherini, hanno anticipato il piano che sarà proposto dalla Commissione europea ai capi di stato e di governo la prossima settimana.

Leggi l’articolo: Piano unione europea contro migranti

Zurigo: Iniziativa contro Campi e Prigioni

No campi, no prigioni: weekend di informazione e discussioni

Una lotta offensiva contro questo mondo di campi e prigioni necessita di un linguaggio, che non si nasconda dietro frasi politiche e vada oltre le cerchie abituali. Un linguaggio, che esprima solidarietà con altre persone oppresse in maniera militante senza degradarle al ruolo di soggetti. Un linguaggio che non consista di sole parole, ma che sia comprensibile anche attraverso le azioni.

Sabotiamo i campi federali!- Venerdì 20 gennaio, alle 20.00

Nei nuovi campi federali si sta progettando di isolare, sfruttare, e infine deportare in modo più efficiente 5000 persone. In questa presentazione vogliamo fornire una panoramica dei piani dello stato svizzero e alcune idee su come intralciarli. Inoltre, ci concentreremo sullo sfruttamento sistematico nelle prigioni e sulle aziende che lucrano su di esso. Continue reading Zurigo: Iniziativa contro Campi e Prigioni

Resoconto della tre giorni contro le frontiere e i razzismi

Lugano, 24-25-26 novembre 2016

(le desinenze personali sono scritte in modo non convenzionale, riconoscendo l’esistenza di infiniti generi, in una prospettiva di decostruzione del linguaggio patriarcale)

La tre giorni è stata caratterizzata da una piccola mobilitazione e da due giorni di presentazioni e discussioni. I presupposti per l’organizzazione di queste giornate nascono dalla necessità di confronto e ricerca di nuovi spunti e idee che possano alimentare ulteriormente il percorso di lotta per la libertà di movimento delle persone, contro le frontiere e il sistema che le erige.

Pensiamo che questa lotta debba andare oltre il linguaggio dell’emergenza, poiché non si tratta di un problema temporaneo, ma di uno scenario futuro che si riproporrà con costanza. Essendo questo uno dei tanti aspetti caratterizzanti il sistema capitalista globale, riteniamo fondamentale riuscire a muoverci in un spettro d’azione e analisi più ampio. Continue reading Resoconto della tre giorni contro le frontiere e i razzismi

2016 – Cronologia e mappa interattiva di rivolte, fughe, proteste nei Centri di detenzione europei per migranti

Riportiamo quest’interessante articolo dal blog Hurriya

Anche in questo 2016 migliaia di persone hanno portato avanti dure lotte contro il sistema europeo di detenzione e deportazione: fuggendo, distruggendo le strutture, protestando contro la reclusione e le condizioni invivibili dei centri. Se molti di questi lager non sono più attivi, se migliaia di altre persone hanno evitato le deportazioni, se i rastrellamenti sono stati ridotti per mancanza di luoghi dove recludere le persone, lo si deve a queste lotte, condotte in prima persona da chi non si rassegna ai nuovi campi di concentramento europei. Continue reading 2016 – Cronologia e mappa interattiva di rivolte, fughe, proteste nei Centri di detenzione europei per migranti

Nulla di nuovo sul fronte occidentale

(fonte: YallahComo)

Como, 15 dicembre 2016

È giunto anche per me il momento di cimentarmi con quello che, grazie alla dedizione di questura e prefettura, sembra ormai essere il filone letterario più affermato del comasco: le arringhe difensive contro le ingiustizie dei (pre)potenti. Difficile sarà tenere il passo con i fulgidi esempi che mi hanno preceduto, considerato che la noia non fa audience e il pubblico esige novità, ma il copione va ripetendosi in modo tristemente identico… Continue reading Nulla di nuovo sul fronte occidentale

Basilea: la dogana e le FFS perdono qualche vetrina.

macphee_nofence525Traduzione di un comunicato diffuso su vari siti:

Basilea: la dogana e le FFS perdono qualche vetrina.

Alla stazione di St-Johann, una decina di vetrate dell’edificio della dogana devono essere sostituite (vetri distrutti). La parte restante deve essere pulita a causa delle scritte «Stop deportation! Smash the state!». Anche i vetri del distributore di biglietti delle FFS sono stati distrutti. Le FFS partecipano attivamente alle espulsioni. Le loro installazioni e le loro strutture (distributori, veicoli, edifici, treni, ecc) si trovano ovunque in svizzera.

Attacchiamo lo stato repressivo, le sue frontiere ed i suoi collaboratori!

***Saluti solidali distruttori***

[Traduzione di un comunicato uscito in tedesco su linksunten il 3 dicembre 2016.]

Opuscolo “HANNO ANCHE UN CUORE” pensieri contro l’indifferenza, la banalità e il razzismo

HANNO ANCHE UN CUORE
Si ringraziano le autrici e gli autori dei testi. Non abbiamo chiesto il permesso di utilizzarli perché, in quanto materiale pubblico, riteniamo importante poterli diffondere e riprodurli – citando comunque sempre autori/trici e fonti – al di là delle leggi su copyright e diritti. La citazione sul retro è tratta dal Discorso sul colonialismo pronunciato nel 1955 dallo scrittore martinicano Aimé Césaire. L’immagine è invece opera di Emory Douglas, artista afroamericano e già Ministro della Cultura del Black Panthers Party alla fine degli anni ‘60. Premunirsi contro la stupidità. L’opuscolo vuole essere un contributo alla diffusione di idee che possano smontare la costruzione di muri e frontiere. Continue reading Opuscolo “HANNO ANCHE UN CUORE” pensieri contro l’indifferenza, la banalità e il razzismo

L’era del cinghiale nero 2.0 – Dossier di coControinformazione sul fascismo istituzionale in Ticin

L’ERA DEL CINGHIALE NERO 2.0 (stampabile)

L’ERA DEL CINGHIALE NERO 2.0 (lettura)

Da Territori liberati, Cantone del Ticino, II edizione aggiornata, novembre 2016. Diffondi e fotocopia dove e quando vuoi. Un’inchiesta collettiva condotta tra la Svizzera italiana e il nord Italia sui legami esistenti tra l’estrema destra insubrica. Passando dall’amicizia tra il consigliere di Stato ticinese Norman Vais Gobbi e l’ex missino varesotto Andrea Mascetti, alle ambigue università estive in cima al San Gottardo, partecipate da gruppi fascisti norvegesi. Raccontando dei soldi pubblici ticinesi concessi a Terra Insubre e dei corsi di vela organizzati sul lago Maggiore da ex-esponenti di spicco della destra cantonale. Insomma un piccolo viaggio per capire alcune delle derive attuali di chiusura e d’esclusione presenti nel territorio ticinese, corredato da retroscena imbarazzanti, loschi affari e strane intimità. E in lontananza si ode, inquietante e abulico, il ritorno dell’uomo-cinghiale in Ticino. Non perdiamolo di vista….

15/16/17/18 dicembre: 4 giorni contro le frontiere a Saronno

15400325_10154203645850835_433879554921617357_nPubblichiamo qui due testi su deportazioni e seconda accoglienza (qui la versione stampabile dei testi, qui quella del manifesto)

DEPORTAZIONI Dalle frontiere ai CIE, i vari Stati europei mettono in campo nuove forme di spostamento e controllo delle persone che vogliono ridurre a merce-migrante.

Da un lato le espulsioni e i rimpatri, frutto di oculati accordi politici ed economici tra Stati, dall’altro il continuo e ripetuto spostamento dai territori di frontiera, verso i vari centri hotspot del sud Italia, ulteriore luogo di differenziazione e smistamento di chi viaggia senza passaporto. Continue reading 15/16/17/18 dicembre: 4 giorni contro le frontiere a Saronno

24/25/26 novembre 2016: Tre giorni di incontri e disussioni

3 giorni di incontri e discussioni contro ogni frontiera e tutti i razzismi

L’estate è finita, e con l’arrivo del freddo il numero di persone che tenta di varcare il confine meridionale della Svizzera diminuisce, con una conseguente minore attenzione mediatica sulla questione. I campi auto-organizzati vengono sgomberati, le/i migranti vengono distribuitx come merce nei vari lager e la repressione cerca di scoraggiare le/i compagnx solidali tramite le sue numerose misure restrittive.

Le frontiere sono però tutt’ora presenti, la devastazione e i saccheggi nelle terre a sud del mondo continuano, le guerre sono ancora fomentate dai paesi occidentali e i loro business, le persone non considerate degne di poter varcare i confini ed attraversare i paesi della fortezza Europa vengono perseguitate e deportate. Continue reading 24/25/26 novembre 2016: Tre giorni di incontri e disussioni

Bex (Canton Vaud): quando la polizia uccide…

jean-paul-gaultier-vintage-blue-fight-racism-print-maxi-dress-product-1-17844163-4-072147797-normalDi seguito la traduzione di un comunicato pubblicato sul sito di contro-informazione renversé.co dopo l’uccisione di Hervé Mandundu da parte di un caporale della polizia del Chablais nel Canton Vaud, la sera del 6 novembre 2016.

Non si è parlato di una pallottola, né di due, ma ben tre che hanno ucciso Hervé Mandundu, la notte da domenica 6 novembre a lunedì 7 novembre. Ebbene sì, la polizia ha ucciso Hervé… 27 anni, padre e figlio, fratello e amico, parente e conoscente Continue reading Bex (Canton Vaud): quando la polizia uccide…

Chevrilles (FR): sabotaggio del centro federale di migrazione in costruzione

Traduzione del comunicato pubblicato su Indymedia Schweiz:

nobordersNel 2017, un nuovo campo federale per migranti verrà inaugurato a Chevrilles (Giffers in tedesco), nel canton Friborgo. In questo posto, le autorità vogliono tenere imprigionate delle persone al fine di ricondurle alla frontiera in modo veloce e lontano da sguardi indiscreti.

Condanniamo questa violenza razzista che in questo posto prenderà di mira le persone illegali. Questo è il motivo per cui abbiamo Continue reading Chevrilles (FR): sabotaggio del centro federale di migrazione in costruzione

Como – Da qui non ce ne andiamo!

FOGLIO DI VIA – art. 2 del D. Lgs.159/2011

reprimere“Qualora le persone indicate nell’articolo precedente  siano pericolose per la sicurezza pubblica o per la pubblica moralità e si trovino fuori dei luoghi di residenza, il questore può rimandarvele con provvedimento motivato e con foglio di via obbligatorio, inibendo loro di ritornare, senza preventiva autorizzazione ovvero per un periodo non superiore a tre anni, nel comune dal quale sono state allontanate. Il contravventore è punito con l’arresto da uno a sei mesi”. Continue reading Como – Da qui non ce ne andiamo!

Como: un’estate alla frontiera

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Fonte: Radiocane

Non pochi hanno ormai individuato nella cosiddetta “questione delle frontiere” il buco nero di un presente fatto di bombardamenti, saccheggio, sfruttamento e distruzione della vita, in ogni sua forma. Come affrontare l’esercito degli zombie che vorrebbero evitarne le ricadute, triturando tutto in un fango di campi profughi, Cara, Sprar e minchiate di ogni genere amministrate con bonomia poliziesco-planetaria e da ferree determinazioni politico-mediatiche, nessuno davvero lo sa. E spesso capita di navigare a vista. Continue reading Como: un’estate alla frontiera