In questo paese esistono bunker sotterranei e altre strutture in cui delle persone sono costrette a vivere. Noi vogliamo eliminarli!
1. Presa di coscienza: Nessuna persona dovrebbe per alcun motivo vivere sottoterra e non avere la possibilità di autodeterminarsi. Avvicinati ai centri, spezza l’isolamento, parla con le persone che ci vivono, conoscile, ascolta le loro storie: Arrabbiati!
2. Fai girare la voce: scrivi, invita, discuti con chiunque possa essere sensibile alla questione, organizza punti d’incontro; più si è più c’è possibilità di aumentare il raggio d’azione!
3. Trasforma la rabbia in azione: La solidarietà è un’arma potentissima! I bunker non si chiuderanno da soli e nessun* li chiuderà finché non ci si mette in gioco. Qualunque azione in solidarietà alle persone che stanno dentro sarà utile alla chiusura.
4. Un bunker vuoto è un bunker chiuso e ci sono già diverse esperienze in Svizzera che ce lo insegnano: trovare alloggi alternativi, rispettando le volontà delle persone recluse, potrebbe essere provvidenziale nella chiusura stessa. Ospitarle a casa propria è una possibilità, occupare alcune delle numerose case vuote in questo cantone è un’altra. Perché non provare?
5. Se c’è un bunker è perché c’è chi lo gestisce. Ci sono diverse aziende che lucrano sulla pelle dei/delle migranti come per esempio Croce Rossa, Caritas, ORS, Securitas. Non supportare, boicottare e mettere sotto pressione sono metodi sicuramente efficaci per scoraggiarle a continuare in questo business. (more…)