Cosa sappiamo dei centri federali?


Riportiamo la traduzione di un articolo molto interessante che fa il punto della situazione sui campi federali nella Svizzera francese. Nonostante un approccio riformista alla questione dell’accoglienza, crediamo che costituisca un buon riassunto del malloppo Piano Settoriale Asilo, pubblicato dalla SEM nell’aprile 2017. Prima di questo articolo abbiamo cercato di fare un po’ il punto della situazione sul progetto del Centro federale previsto in Ticino.

Anche in Ticino è prevista l’apertura di un centro federale, e più precisamente in una zona a cavallo tra i comuni di Balerna e Novazzano, su un terreno di proprietà delle FFS.

Leggi l’articolo RISTRUTTURAZIONE ASILO E CENTRI FEDERALI (fonte: Renverse.co)

Ufficialmente si parla di una pianificazione fino al 2018 e di un inizio dei lavori di costruzione nel 2019, con un apertura prevista per il 2021. Il centro dovrebbe avere una capienza di 350 posti letto e 105 posti di lavoro per “l’espletamento delle fasi procedurali (registrazione, audizione, consulenza, ecc.)” oltre che per la sicurezza. Ma spulciando le informazioni contenute nel Piano Settoriale Asilo, e gli articoli apparsi sui media negli ultimi mesi, la situazione non sembra così chiara…

L’ufficializzazione della notizia dell’ubicazione del Centro federale ticinese, avvenuta durante la visita di Simonetta Sommaruga il 3 febbraio scorso, non ha mancato di suscitare parecchie critiche, in modo particolare dai/dalle politicx e cittadinx dei comuni direttamente interessati, che si sono focalizzati su aspetti tecnici relativi alla pianificazione del progetto. Per prima cosa, il nome ufficiale del nuovo centro federale, ossia Centro Federale d’asilo Pian Faloppia, è fuorviante, visto che il centro non sorgerà sul Pian Faloppia ma in zona Pasture, in una zona di proprietà delle FFS a ridosso dei binari.

Per il Pian Faloppia, nel documento Piano Federale Asilo (PSA) si legge che “i Comuni di Balerna e Novazzano hanno elaborato un Piano particolareggiato del Pian Faloppia (PRP), nell’intento di insediare anche altri commerci nonché ristoranti e alberghi. Il quartiere Pian Faloppia è delimitato, a nord, a ovest e a sud, dai binari delle FFS”. Nonostante il fatto che il progetto del nuovo centro federale non tocchi il Pian Faloppia, nel PSA si può leggere che “nel quadro del PRP, il Comune di Balerna prevede di sfruttare le zone edificabili esistenti erigendo un parco d’innovazione. In considerazione del desiderio espresso dal Comune di Balerna che il centro federale d’asilo non intralci la costruzione del parco d’innovazione, la SEM ha proposto quale ubicazione l’area qui definita”.

Oltre che superficiale, il documento dalla SEM porta a far parecchia confusione tra due progetti diversi. Da una parte si parla di un fantomatico “centro di innovazione”, che ricorda un progetto per cui Balerna si era candidata nel marzo del 2015 ma che poi la Confederazione ha affidato a Bienne, ma dall’altra, come scrive il Giornale del Popolo, “quando ci si riferisce al Pian Faloppia, perlomeno a Balerna, si parla invece di “parco tecnologico”, a sottolineare che si vorrebbe che il comparto sia riservato ad aziende ad alto valore aggiunto, tanto che i vincoli per potervisi insediare devono rispettare dei rigorosi paletti imposti dal PRP”. I parchi tecnologici sono quegli agglomerati di diverse aziende attive in vari ambiti del sistema tecno-scientifico (robotica, informatica, biotecnologie, ricerca biomedica, ecc) che si raggruppano su uno stesso terreno per motivi logistici e di sicurezza.

Inoltre, sempre secondo il PSA, “ l’area sud del Pian Faloppia è interessata dai futuri piani nel quadro del piano settoriale infrastruttura ferroviaria (PSIF). Immediatamente a ovest del previsto centro federale per richiedenti l’asilo è prevista l’entrata della galleria per la tratta ferroviaria Chiasso-Lugano, definita quale risultato intermedio conformemente al PSIF. Il perimetro è di proprietà delle FFS non è tuttavia toccato dal PSIF”. Viene automatico farsi qualche domanda sulla portata di questi progetti e le condizioni di vita di persone che, oltre alle mille restrizioni e coprifuoco della vita nei campi federali, dovranno vivere incastrate tra diversi mega-cantieri, ferrovia ed autostrada, con tutte le nocività e disturbi che ne derivano.

Per i motivi di carattere tecnico riportati sopra, ma sicuramente anche per le prevedibili pressioni xenfobe e reazionarie di una fascia cospicua della popolazione dei comuni interessati, i sindaci di Balerna e Novazzano contestano il progetto del Centro federale Pian Faloppia. Il cantone ha tempo fino a luglio 2017 per inoltrare a Berna tutte le osservazione giunte.

Resta da capire anche il futuro dell’attuale Centro di registrazione di Chiasso. Il 9 marzo 2017, il Municipio di Chiasso, in risposta ad un’interrogazione riguardo il futuro dell’attuale Centro di registrazione, situato tra la stazione ferroviaria e la dogana, ha dichiarato che: “l’attuale struttura del Centro di registrazione di Chiasso sarà adibito a Punto di primo contatto, ossia una struttura al cui interno verranno svolte le operazioni di registrazione dei richiedenti d’asilo accolti. La Segreteria di Stato della migrazione ha comunicato la necessità di implementare una soluzione transitoria, per la quale verrà istituito un gruppo di lavoro tecnico-operativo, per la cui costituzione si attendono ancora istruzioni circa la sua composizione”. Mentre nel PSA, si può leggere che “(…) la SEM continuerà ad utilizzare il proprio alloggio di Chiasso quale punto di primo contatto in collaborazione con il Corpo delle guardie di confine. L’ubicazione di Pian Faloppia consentirebbe pertanto di sfruttare le sinergie”.

E come funzionerà nello specifico il centro federale ticinese? A tal proposito la SEM non dice molto, sembra la risposta che darebbe un qualsiasi consiglio di amministrazione di una multinazionale ai propri azionisti: “l’ubicazione gode di un allacciamento ai trasporti pubblici confacente. Non occorrono pertanto pertinenti misure speciali. Sussiste una forte interconnessione aziendale con le infrastrutture della SEM in essere a Chiasso”.

Ironia della sorte, osservando la cartina ci si accorge che accanto al terreno dove la Confederazione vorrebbe costruire il Centro federale è situata la sede della Valcambi, una delle più grosse raffinerie d’oro del mondo, che nel 2015 ha importato tonnellate d’oro proveniente dalle miniere del Burkina Faso (come ha denunciato l’ONG Dichiarazione di Berna). Nelle miniere d’oro del Burkina Faso, si stima che dal 30% al 50% della manodopera sia costituita da bambini/e. A pochi chilometri di distanza dal Pian Faloppia sono presenti anche le note raffinerie PAMP a Castel San Pietro e la Argos Heraus a Mendrisio. Considerando che due terzi dell’oro mondiale transita dalla Svizzera e dal Ticino, la contraddizione tra un flusso di quantità esorbitanti di oro macchiato di sangue che travalica qualsiasi confine indisturbato e i flussi di persone che vengono fermate, controllate e smistate in centri di accoglienza e di espulsione, salta all’occhio in modo ancora più brutale, o perlomeno di chi ancora vuol vedere..

 

Fonti:

https://www.sem.admin.ch/dam/data/sem/asyl/beschleunigung/sachplanasyl/zsch-1_objektblatt-pian-faloppia-i.pdf

http://www.gdp.ch/ticino-e-regioni/mendrisiotto/centro-rifugiati-pian-faloppia-fuorviante-id165963.html

http://www.ticinonews.ch/ticino/388882/asilo-ldquoil-centro-di-chiasso-non-e-piu-adeguatordquo

http://www.ticinonews.ch/ticino/361275/asilanti-ecco-il-futuro-del-centro-di-chiasso

https://www.publiceye.ch/en/media/press-release/largest_swiss_refinery_purchases_gold_extracted_by_children/

https://www.publiceye.ch/it/campagne-e-azioni/unaminieradoro/

 

 

 

 

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