Dal bunker di Camorino: Ci è rimasto solo il respiro, non abbiamo nient’altro.
Una delle persone recluse nel bunker di Camorino.
Riceviamo e diffondiamo:
Nelle ultime settimane, in seguito allo sgombero e demolizione di parte del centro sociale il Molino, da più parti si sono alzate voci di sdegno e denuncia della svolta sempre più autoritaria delle forze di polizia e delle autorità cantonali a cui fanno capo.
Sull’onda sovranista e razzista che sta travolgendo diversi paesi d’Europa e non solo, anche in Ticino sembra che il potere si sia tolto la maschera democratica e agisca con la mano di ferro quando lo ritiene necessario.
In realtà, lo sdegno suscitato dall’agire dello Stato la notte di sabato 29 maggio a Lugano, non deve farci dimenticare che in questo paese c’è chi la violenza della polizia e delle istituzioni rossocrociate la vive sulla propria pelle ogni giorno, da quando ha varcato il confine entrando nel limbo dei cosiddetti centri di asilo federali e cantonali.
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