Ostica CONTROINFORMAZIONE DAL SUD DELLE ALPI – LOTTE ANTIRAZZISTE E ANTIFASCISTE

18/07/2019

Silenzi imbarazzanti

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 18:49

Riceviamo e pubblichiamo

di  Collettivo R-esistiamo

Quello preoccupante di Norman Gobbi che dopo le pesanti accuse lanciate al Collettivo R-esistiamo e ai così definiti «immigrazionisti», si è ben guardato – stranamente, vista la sua martellante presenza sui social – di rispondere al comunicato in cui viene smontato il suo farneticante intervento e gli vengono attribuiti legami vicini agli ambienti di estrema destra. Quello vago di Raffaele De Rosa che alla nostra richiesta d’incontro, non ha mai risposto, rimbalzando tutta la questione sui propri funzionari, probabilmente impossibilitati/e a trovare una risposta «politica» alla questione.

Quello imbarazzato e agitato dei funzionari del DSS che, per la seconda volta nel giro di pochi giorni, hanno annullato un incontro con il Collettivo in quanto, tra le varie scuse balbettate (nomi non forniti e mancanza delle tematiche, poi puntualmente inoltrate), «non si dicono in grado di rispondere alle nostre domande», in quanto la chiusura del bunker sarebbe una questione «politica»
e non «tecnica».

Quello sorprendente di Filippo Lombardi, che, dicendosi d’accordo con le politiche migratorie di Gobbi, si dimentica di chinarsi sulle condizioni in cui giacciono delle persone in un bunker, tralasciando gli alti silenzi imbarazzanti di tutta una classe politica. Silenzi che mascherano una pesante e vergognosa situazione di omissioni, mancanze, vendette e persecuzioni che dimostrano un vuoto istituzionale, una pochezza d’idee e una banalità disarmanti e il timore nell’assumersi delle responsabilità concrete di fronte a quella che sempre più, volenti o nolenti, sarà la situazione con la quale ci dovremo confrontare nei prossimi anni. (more…)

16/07/2019

Chiudiamo il bunker di Camorino

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 23:34

Riceviamo e diffondiamo:

Libera traduzione dell’articolo di Nora Strassmann apparso su la WOZ

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 20:09

Data pubbicazione: 11.7.2019

Articolo originale in tedesco

“Sotto terra si fa fatica a respirare”
Aria soffocante, nessuna luce naturale, non un centesimo, libertà di movimento molto limitata: chi è alloggiato nel bunker di Camorino si ribella a condizioni insostenibili.

A lato di un piccolo prato tra l’entrata autostradale e la centrale di Polizia, c’è una ringhiera di metallo che a mala pena si vede. Quello è il punto da cui, percorrendo uno stretto passaggio, si scende sottoterra. L’entrata del bunker non potrebbe essere più nascosta di così. Due agenti della Securitas pattugliano l’area desolata che è attorno e ci osservano da lontano. Non c’è nulla che possa far sentire benvenuti. L’alloggio per migranti, gestito dal Canton Ticino e fino a poco tempo fa anche dalla Croce Rossa, si trova sul territorio di Camorino, non lontano da Giubiasco e nel Comune di Bellinzona. Piano piano appaiono 4 uomini da sottoterra. Sono disposti a parlare. “Siamo esseri umani che sono stati portati in questo posto affinché ci si dimentichi di noi. Vorremmo vivere, ma mi sento come morto” dice Behranu Bikila*. Il 28-enne etiope è da quasi 4 anni in Svizzera.

I respinti
Lunedì 24 giugno più di 30 richiedenti l’asilo alloggiati a Camorino, praticamente tutti quelli che erano presenti a quel momento, hanno iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta per le condizioni di vita. Una foto di 12 di loro ha destato scalpore nei media ticinesi e nell’edizione svizzero-tedesca di “20 minuti”. Il giorno dopo il Cantone, in accordo con la Croce Rossa, ha trasferito tutte le persone in procedura d’asilo presso altri centri o in un appartamento in Ticino. Nel bunker sono rimasti 7 uomini, tutti respinti dalla Svizzera – i cui Paesi d’origine non hanno sottoscritto accordi di riammissione.
Youssef Farès vive da un anno a Camorino. Il 24-enne marocchino dice: “A causa dell’aria stantia, nel bunker si fa fatica a respirare”. L’acqua è giallastra e non bevibile. Da un anno è la società di sicurezza Securitas che sorveglia il bunker per conto del Cantone. Da circa 2 anni era la sezione ticinese della Croce Rossa che gestiva il centro e fino al 24 giugno era presente per garantire un minimo di assistenza, dice Farès. Dal primo giorno dello sciopero questo supporto è stato tolto, dato confermato anche dalla portavoce della Croce Rossa Ursula Luder. La Croce Rossa si occuperebbe dei richiedenti che sono in procedura d’asilo. Per i respinti a Camorino è il Cantone il solo responsabile.

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10/07/2019

UDC e neofascismo: influenza delle tesi fasciste in Yvan Perrin e Pierre Hainard

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 12:22

Fonte: renverse.co

Riportiamo un breve articolo che documenta i legami e le simpatie neofasciste di due politici di spicco dell’ UDC del Canton Neuchâtel. Come sempre più spesso accade, dietro la figura istituzionale e democratica di questi personaggi in giacca e cravatta si nasconde la stessa ideologia fascista dei gruppi considerati più “radicali”, garantendo a questi ultimi maggiore agibilità e banalizzando a livello pubblico il loro linguaggio ed il loro “pensiero”. A questo proposito a livello ticinese, è quasi banale citare la Lega dei Ticinesi ed il suo “giornale”, come pure le ultime uscite di Norman Gobbi sull’ “immigrazionismo”…


I due politici del Canton Neuchatel, molto presenti nel panorama politico locale, sono candidati per le elezioni federali del prossimo 20 ottobre. Cogliamo l’occasione per mettere in evidenza l’influenza delle tesi fasciste su questi due personaggi.

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09/07/2019

Torino – Sulla morte di Sahid nel CPR di corso Brunelleschi

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 21:39

fonte macerie

Morte naturale.

Piu che un’osservazione medica, questa valutazione iniziale del medico legale ha il sapore acre ed artefatto della sentenza.

Sahid da quello che raccontano i detenuti del Cpr torinese era dello Sri Lanka, cingalese, con problemi psichici che rendevano la sua detenzione ancora più insopportabile. Se ne lamentava, ma nessuno riusciva a capire cosa dicesse di preciso perché non parlava nessuna lingua che gli altri conoscessero; vedevano che veniva spostato dall’amministrazione del centro da un’area all’altra con continui sfottò: “occupatevene voi di questo qui!”.

Alla mercé.

Tutti dentro sapevano che le sue condizioni fisiche non erano adatte alla detenzione, non perché vi sia qualcuno più idoneo, ma perché formalmente anche in questi gironi d’inferno sono stabilite delle soglie di sopportabilità rispetto alle quali alcuni individui non dovrebbero finirci dentro, o al massimo essere liberati. Questo è avvenuto pochissime volte negli ultimi anni e persone allo stremo sono state tenute dentro, come Tomi qualche mese fa. (more…)

Carola e Francesca nel mare in tempesta

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 20:23

Fonte: parolesulconfine.com

Riceviamo e pubblichiamo un contributo scritto da compagne e compagni che hanno seguito, in questi anni, la lotta alle frontiere da Ventimilgia a Calais. Il testo affronta il fenomeno dell’eroizzazione della solidarietà bianca, che nelle ultime settimane ha investito la comandante della Sea Watch Carola Rackete. La costruzione dell’eroe/eroina, in questo come altri casi di sovraesposizione mediatica delle azioni intraprese da persone solidali, si accompagna immediatamente alla produzione di narrative diffamatorie, che distorcono la realtà restituendo un’interpretazione dei fatti piegata agli interessi della propaganda sovranista. Nel caso di Carola Rackete, per alimentare il polverone mediatico, la stampa italiana è riuscita a costruire un forzoso e inappropriato paragone con il caso di un’altra donna che, nel 2016, è finita a processo in Francia per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.  Ma Carola e Francesca non sono pupazzi a consumo delle testate giornalistiche, che, senza domandarne il consenso e diffondendo false informazioni, vorrebbero usarle per l’aumento di audience morbosa e click compulsivi. Mentre il circo massmediatico costruisce le sue favole, la nostra attenzione è rapita e portata altrove, lontano dalla scomoda verità di quello che succede alle persone lungo le rotte migratorie. (more…)

05/07/2019

Comunicato del Collettivo R-esistiamo

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 18:32

Riceviamo e pubblichiamo:

5 luglio 2019

Alcune precisioni in merito alle ultime accuse rivolte in questi giorni al Collettivo R-Esistiamo.

1. Ma… di quale violenza stiamo parlando?

Una breve ricostruzione dei fatti davanti al bunker di Camorino, di martedì 2 luglio.

Chiediamo: la dipendente del DSS (presumiamo ci si riferisca alla Signora Carmela Fiorini) citata nell’articolo di Ticinonews, nel quale un presunto poliziotto testimonia essere stata aggredita, quel giorno di fronte a un nostro presidio, si è fermata di sua spontanea volontà? Sì! La signora Fiorini ha abbassato il finestrino di sua spontanea volontà? Sì! Alla domanda: ma allora sto bunker si chiude o no? No! Non dipende da lei, è Berna che decide! Alla domanda: ma cosa ci faceva a Bormio con i soldi dei contribuenti: non ha risposto …. e, parecchio infastidita, ha immediatamente schiacciato il piede sul gas ignorando le persone presenti. In risposta sono arrivate due manate sull’auto. A cui ha fatto seguito un dito medio, spuntato dal finestrino della sua rombante Mercedes prontamente ripartita.

Di quale violenza stiamo parlando? Di una manata sul bolide della signora Fiorini o di quella perpetrata nei confronti di persone costrette a vivere sottoterra nella paura e nell’incertezza ??

Non son forse rispettabili agenti comunali e cantonali, legittimati dai propri superiori, a prendere le persone a calci e pugni? A ricattare e imbavagliare esseri umani per deportarli? Ad ammanettarli alle docce e umiliarli? Spaccando denti e costole in nome della legge quando va bene, o uccidendo in nome della “legittima difesa” quando va male? Non è forse violenza restare a guardare e non agire quando ogni settimana decine e decine di persone muoiono annegate nel Mediterraneo o nel tentativo di attraversare le frontiere della fortezza Europa in cerca di una vita migliore?

Appunto … ma di quale violenza stiamo parlando!

2. In risposta al social-intervento dell’on. Norman Gobbi. (more…)

04/07/2019

Collettivo R-esistiamo – CHI HA NOTIZIE DI JAMES?

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 18:45

Riceviamo e pubblichiamo:

CHI HA NOTIZIE DI JAMES? Storie di bunker, frontiere e ordinarie cattiverie.

James è un ragazzo nigeriano. Barba spessa, braccia robuste, voce non urlata che con calma spiega e argomenta. Occhi neri e profondi che fissano e parlano , tra un misto di tristezza, speranza e dignità. Diffondendo quella comune determinazione delle tante persone deportate nei bunker, chiuse in un carcere, deportate, espulse, rimandate – con le loro tante storie di sofferenze e umanità – nei loro paesi d’origine. Paesi abbandonati per le cause volutamente “dimenticate” e da noi – l’occidente e i suoi governi, l’occidente e le sue colonie, le sue guerre, i suoi saccheggi, i suoi grandi progetti devastatori – create e fomentate.

James era uno dei ragazzi entrati in sciopero della fame alla fine di giugno per denunciare le condizioni di detenzione nel bunker di Camorino. Per denunciare un sistema migratorio svizzero disumano, paternalista e violento: James, intervistato dalla televisione, parlava infatti di “peggiori condizioni” mai incontrate nel bunker e nei suoi dintorni, nella sua lunga odissea migratoria.

“In Svizzera perfino i cani sono trattati meglio”.

James, lunedì mattina primo luglio, è stato prelevato dalla polizia ticinese, portato alla SEM di Chiasso per accertamenti – così dicono – e da allora si sono perse le tracce.

James. Un nome, tanti nomi. Una delle tante storie di privazioni e soprusi con cui si confronta chi arriva nella Repubblica e Cantone del Ticino in questi tempi bui e devastati.

*

In quanto collettivo che solidarizza complice con le lotte e i gesti di rivolta di chi subisce sulla propria pelle le conseguenze della segregazione in Ticino, seguendo la situazione di questi ultimi giorni a Camorino, ci pare importante e necessario mantenere aggiornamenti costanti sul diario di bordo di questa rotta ribelle.

Una rotta che vogliamo possa condurre alla chiusura definitiva di un non-luogo quale è il bunker di Camorino, come all’apertura di tutti i porti di frontiera della fortezza Europa, al crollo dî ogni muro, di ogni logica di privazione, di respingimento e di deportazione. Fino all’abbattimento di ogni confine nazionale e delle sue economie di morte a vantaggio di politicanti razzisti, imprenditori della paura e profittatori del disumano.

Ricominciamo incessanti a riportare aggiornamenti freschi nella canicola opprimente di questi giorni e a proporre qualche considerazione, in merito a quanto è successo e sta succedendo a Camorino, dall’inizio dello sciopero della fame.

Tralasciamo qui, ma senza dimenticarcene, il rinnovato spargimento di discorsi di merda, da bar di merda (o fake-news che dir si voglia) senza un necessario fondamento, se non quello di dar forma a un’effettiva e reale violenza razzista, di classe e di genere, da parte di leghisti e affini e dei loro epigoni social, mediatico-giornalistici. (more…)

03/07/2019

Sciopero della fame al bunker di Camorino: solidarietà da Basilea

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 18:21

Riceviamo e diffondiamo:
L'immagine può contenere: una o più persone, folla, cielo e spazio all'apertoCompagne e compagni di Basilea (3 Rosen gegen Grenzen) in solidarietà con lo sciopero della fame delle persone costrette a vivere nel bunker di Camorino

CHIUDIAMO IL BUNKER DI CAMORINO!

BASTA DEPORTAZIONI!

01/07/2019

Stop deportations! Chiudiamo il bunker di Camorino ora!

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 23:15

Riceviamo e diffondiamo

 

 

 

 

 

 

 

Chiudere il bunker di Camorino subito!

Filed under: Generale — SUD DELLE ALPI ANTIFASCISTA @ 18:22

Presidio a Bellinzona martedì 2 luglio dalle 13:00 fino a fine pomeriggio sotto gli uffici del DSS in Piazza del governo a Bellinzona.

Dopo il primo presidio d’avvicinamento al Velotour avvenuto ieri al campo di Giubiasco, siamo stat* aggiornat* sulla situazione all’interno del bunker. Attualmente ci vivono 8 persone, sorvegliate da 4 securini.

Da giovedì 27.6 la Croce Rossa non gestisce più l’assistenza all’interno del bunker per cui non viene più assicurata alcuna (già in precedenza scadente) assistenza sanitaria. Le condizioni sono sempre disumane, durante il giorno viene distribuita una colazione, un panino e due bottigliette d’acqua da 0,5l e una cena fredda. Non viene dato alcun soldo, per cui durante tutto il giorno le persone non hanno possibilità né di spostamenti né di poter effettuare alcuna attività, né di beneficiare di alcuna struttura, né tantomeno di poter comprare nulla. Tutte le informazioni vengono comunicate soltanto in italiano, tranne quella dell’obbligo di uscire dal bunker dalle 9.00 alle 18.00 è stata tradotta tramite i traduttori elettronici da parte dei securini.

NOTIZIA DI STAMATTINA una delle persone presenti al presidio di ieri è stata arrestata, lasciando pensare che si voglia scoraggiare ogni forma di resistenza. Motivo in più per continuare con le proteste e non lasciare sole le persone in balia di questo atroce sistema migratorio.

Lo sciopero della fame avvenuto settimana scorsa ha permesso di ottenere lo spostamento dal bunker per la maggior parte delle persone che erano costrette a viverci.

E’ la dimostrazione che tramite importanti proteste si ottengono dei risultati che non bisogna mollare fino alla chiusura del bunker!

Chiamiamo quindi un presidio di protesta sotto gli uffici del DSS, principale responsabile dell’apertura del bunker! Facciamo sentire la nostra voce a fianco delle persone costrette a vivere sotto terra!

DALLE 13.00 FINO A TARDO POMERIGGIO! PASSA QUANDO VUOI OGNI PRESENZA SARÀ PREZIOSO!

FINO ALLA CHIUSURA DEL BUNKER! FINO A QUANDO OGNI PERSONA SARÀ LIBERA DI STARE O DI ANDARSENE DA QUESTO PAESE!

Collettivo R-esistiamo

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