Schmitten (FR): attacco incendiario contro Implenia.

Fonte: barrikade.info

Nella notte dal 14 al 15 gennaio, degli accendi-fuoco sono stati posizionati e accesi sugli pneumatici di un veicolo del costruttore Implenia a Schmitten (Canton Friborgo).

Ancora dei vandali di estrema sinistra”

Qualunque sia l’etichetta che vogliono accollarci, tentano unicamente di distrarci da quello che vogliamo veramente far passare. Siamo un gruppo di amici/che che ne hanno abbastanza di accettare passivamente i meccanismi di oppressione che governano e distruggono questo mondo. Discutiamo spesso di quello che ci disturba e di quello che siamo capaci di fare per opporci.

Ma dai! Si tratta solo di atti di vandalismo gratuito!”

Il fatto che abbiamo deciso di attaccare Implenia non è un caso. Implenia è una delle principali aziende che partecipano all’estensione della prigione per stranieri di “Bässlegut” a Basilea.

Non vogliamo più tollerare che delle imprese facciano dei soldi rinchiudendo ed espellendo della gente.

Ad ogni modo, siamo molto arrabbiati/e. Poco importa se abbiamo 15, 25, 45 o 75 anni, questo non cambia nulla al fatto che non possiamo né vogliamo vivere senza fare nulla, con questa rabbia nella pancia.

Come potremmo agire diversamente, se fossimo separati/e dai/dalle nostri/e amici/che e deportati/e (o come si dice nel gergo dei politici/che, “ricondotti/e alla frontiera”)?

Siamo arrabbiati/e contro tutti/e quelle e quelli che accettano e sostengono questa merda o che, come nel caso di Implenia, ci lucrano sopra.

Non vogliamo né rassegnarci, né conformarci alle norme o fare come se questa realtà non esistesse. Vogliamo esprimere la nostra rabbia e opporci attivamente alla dominazione.

Ma azioni come queste non portano a niente. Cosa state tentando di ottenere esattamente?”

Delle azioni dirette come questa sono uno dei numerosi mezzi per contrastare l’immagine pubblicitaria delle imprese prendendo di mira le loro auto, escavatori e cantieri. Se vengono sabotate in ogni momento ed in ogni luogo, presto non potranno più permettersi di sbattere il proprio logo e insegne dappertutto. Meno spazio pubbliciario=meno guadagni.

Inoltre le aziende sono costrette a spendere altri soldi per le riparazioni o l’acquisto di veicoli nuovi. Subiscono delle perdite di profitti, perché le auto, gli escavatori o altre macchine vengono a mancare.

Purtroppo nella società in generale non esiste quasi una critica al sistema carcerario e alla macchina delle espulsioni. I mass media si scagliano sulle notizie facendo del sensazionalismo ma non parlano di una critica di fondo. Ci piacerebbe porre fine a tutto ciò e far vedere che in più delle azioni dirette stanno succedendo molte cose importanti. Altre forme di azioni fanno altrettanto parte della resistenza contro questo mondo di oppressioni e non sono meno o più importanti. Forse la campagna mediatica costruita attorno a queste azioni dirette metterà un po’ più in luce il ventaglio delle azioni di resistenza, piccole e grandi, pacifiche o combattive.

Infine, speriamo ovviamente che le imprese che partecipano ai cantieri come quello di Bässlergut a Basilea, alla centrale di polizia a Zurigo, o ai campi federali o ad altre prigioni avranno paura per la loro immagine e i loro profitti e che perderanno gli appalti.

Ma qui stiamo bene, di cosa vi lamentate tutto il tempo?”

[…] Ma persino in questa “bella e perfetta” Svizzera, per molte persone è veramente una merda. Solo che spesso questa sofferenza è invisibile. Ad esempio, solo nel corso dell’ultimo anno, decine di persone sono morte in carcere, spesso dopo essersi auto-mutilate, il che è indicativo del grado di disperazione di questi/e prigionieri/e. Ecco una lista, sicuramente incompleta:

– Nel novembre scorso, una donna di 61 anni si suicida nella prigione regionale di Thun.

– Il 7 dicembre un uomo di 21 anni si suicida nella prigione regionale di Berna.

– In febbraio, due persone si suicidano nel carcere di Muttenz, vicono a Basilea.

– In giugno, un uomo di 29 anni si suicida nel carcere di Champ-Dollon a Ginevra.

– In luglio, un uomo si impicca nel carcere “La Croisée”, vicino ad Orbe.

– In settembre, un detenuto della prigione di Bochuz si rifiuta di tornare in cella dopo l’ora d’aria, sale sul tetto e minaccia di suicidarsi. In seguito viene immobilizzato dai secondini e messo in cella di isolamento, la devasta il giorno stesso.

– Il 24 ottobre, un uomo di 23 anni muore nel carcere della “Blecherette” di Losanna in circostanze sospette.

– Il 25 ottobre, un uomo di 61 anni viene trovato morto nel carcere della “Farera”, in Ticino.

Questa lista fa male e sicuramente non è completa. Ma mostra una continuità brutale e che è importante insorgere contro il sistema carcerario. Per esempio attaccando quelle e quelli che costruiscono queste prigioni.

Per un mondo sbarazzato il più possibile dalla dominazione e dall’oppressione!

Fonti: https://barrikade.info/Zundwurfel-fur-Implenia-735?lang=de

https://sansattendre.noblogs.org/post/2018/01/25/fribourg-suisse-attaque-incendiaire-dun-collabo-de-la-machine-a-expulser-et-a-enfermer/

 

 

 

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