Traduzione italiana di enough!

È uscita la traduzione italiana dei primi tre numeri di enough!, giornale scritto da persone migranti in svizzera. Versione per la lettura quì. Per la stampa quì.

Dall’introduzione alla traduzione italiana:

La traduzione in italiano di enough! nasce dalla volontà di diffondere in italiano questo giornale. Abbiamo trovato interessante che ci fossero articoli scritti da persone che vivono sulla propria pelle l’esperienza della migrazione in svizzera e che lo scopo della pubblicazione fosse anche di diffondere notizie di atti di rivolta individuale o collettiva al fine di fomentare la solidarietà.

Nella versione originale di enough!, tutti gli articoli sono scritti in arabo e inglese, alcuni anche in francese. Per ragioni pratiche l’opuscolo che tieni tra le mani riporta solamente le traduzioni in italiano, ma se intendi diffondere il giornale in più lingue suggeriamo di distribuire anche la versione originale multilingue, cosicché questo giornale rimanga accessibile alle persone che parlano arabo e/o inglese. Le versioni scaricabili si trovano qui: https://frecciaspezzata.noblogs.org/testi/

In diversi articoli di enough! vengono menzionati i «campi federali». Queste strutture sono un sistema di «centri d’accoglienza federali» progettati dal governo svizzero sin dagli anni ’80 ma che stanno vedendo la luce negli ultimi anni: alcuni sono già in funzione, alcuni in costruzione, mentre altri ancora in stato di progettazione.

Sono sei le «regioni procedurali» sparse per la svizzera nelle quali dovrebbero venire aperti questi 16 lager federali, che saranno suddivisi in centri per l’accoglienza, centri di procedura e centri per l’espulsione. Nei primi due la permanenza prevista sarà di massimo 140 giorni, mentre sarà di 100 giorni nell’ultima tipologia di centri. Le aspettative della Confederazione da questo programma sono quelle di riuscire, entro queste tempistiche, di sbrigare il 60% di tutte le richieste di asilo (circa 5’000), cosa ritenuta possibile trasferendo la competenza sulle pratiche alla Confederazione e non piu’ ai Cantoni, e concentrando tutte le istanze coinvolte in un unico luogo, i lager federali.

In Ticino, nel febbraio 2017 è stata annunciata la costruzione di uno di questi campi federali, un «centro di registrazione e procedura», su un terreno di proprietà delle Ferrovie
Federali Svizzere situato nei comuni di Balerna e Novazzano, che dovrebbe
vedere a luce nel 2019.

Dal 2014 esiste a Zurigo un lager federale sperimentale (Juchhof) con una capacità di 300 persone. Lo scopo di questo lager sperimentale è di fornire indicazioni per come procedere nell’impostazione degli altri futuri lager federali. Inconvenienti, complicazioni, ecc… che possono sorgere potranno essere così analizzate per perfezionare il progetto. Questa fase sperimentale permette pure di testare strategie di gestione flessibili. La categorizzazione già in uso nei lager verso i/le richiedenti l’asilo potrà  compiere con i lager federali un ulteriore passo, con conseguenze dirette anche nelle infrastrutture. Due dei 16 lager federali previsti serviranno, infatti, a gestire i/le richiedenti asilo “difficili”, permettendo la loro incarcerazione e, nel caso, il loro totale isolamento.

Come tutti i campi di concentramento, i campi federali sono luoghi dove relegare ai margini della società, controllare e sfruttare esseri umani, al fine di tenere sotto controllo quelle persone migranti che in un modo o nell’altro riescono ad oltrepassare i confini elvetici. Approfondire la critica di questi luoghi non è lo scopo di questa breve introduzione, ma ci tenevamo a sottolineare che nessun campo, aperto o chiuso che sia,
dovrebbe esistere.

In questo opuscolo non troverai una traduzione integrale dei primi tre numeri di enough!, nella traduzione abbiamo tralasciato un paio di articoli che trattano di eventi/luoghi di incontro legati in modo specifico alla realtà zurighese.

Per finire, è importante sottolineare che alcune informazioni riportate nell’articolo Dopo essere entratx in territorio svizzero, sulla situazione ai confini svizzeri, sono valide per il momento in cui sono state scritte e in modo specifico per il confine nord della svizzera. Al confine meridionale invece la situazione è molto diversa e dall’estate del 2016 molte richieste d’asilo non vengono nemmeno prese in considerazione e le persone senza
documenti che tentano di varcare il confine alla stazione ferroviaria di Chiasso o altri valichi del Mendrisiotto vengono trattenute in fermo amministrativo ed espulse oltreconfine, da dove spesso vengono deportate negli Hotspot nel sud Italia.

Nota sul genere e linguaggio: in un’ottica antipatriarcale, nella traduzione italiana si è scelto di usare desinenze di genere il più neutre possibili, anche per il fatto che in lingua inglese (da cui sono tradotti gli articoli), il genere di una parola o di un soggetto spesso non viene specificato.

Contatti:
per la versione in arabo e inglese:
per la versione in italiano:
enough@immerda.ch
freccia@tracciabi.li

Fonti:
https://frecciaspezzata.noblogs.org/files/2016/09/Regime­Migratorio­
in­Svizzera.pdf
https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/asyl/beschleunigung/bunde
sasylunterkuenfte.html

primavera 2017

Email this to someonePrint this page
This entry was posted in Generale. Bookmark the permalink.