MATERIALI

Di seguito alcuni interessanti contributi radiofonici e video

  • Scatolanera.noblogs.org – Contenitore multimediale –  Capsule audio su migrazioni Clicca qui

  • Vertice di Malta. Muri, Blocchi, campi di concentramento Ascolta

7 febbraio 2017 – Fonte: RadioBlackout – Discussione con Alessandro Dal Lago


  • Como: un’estate alla frontiera – 13 ottobre 2016 – Fonte: Radiocane

Ascolta il contributo

Non pochi hanno ormai individuato nella cosiddetta “questione delle frontiere” il buco nero di un presente fatto di bombardamenti, saccheggio, sfruttamento e distruzione della vita, in ogni sua forma. Come affrontare l’esercito degli zombie che vorrebbero evitarne le ricadute, triturando tutto in un fango di campi profughi, Cara, Sprar e minchiate di ogni genere amministrate con bonomia poliziesco-planetaria e da ferree determinazioni politico-mediatiche, nessuno davvero lo sa. E spesso capita di navigare a vista.

L’estate scorsa a Como centinaia di migranti si sono accampati presso la stazione della città a causa dell’improvvisa riesumazione delle frontiere svizzere. In quel contesto, diversi compagni hanno deciso di intervenire, cercando di muoversi tra le maglie delle numerose difficoltà e contraddizioni di una simile situazione. Dalla voce di alcuni di loro la narrazione di questa estate comasca e qualche spunto di analisi.

Per saperne di più: http://yallahcomo.wordpress.com/


  • Dalla frontiera alla metropoli

22 novembre 2016 – Fonte: Macerie. Lo smantellamento delle tendopoli e degli enormi baraccati eretti a ridosso delle frontiere cosiddette “calde” sta giungendo come una secchiata di acqua gelida per migliaia di persone migranti che riponevano da molti mesi, se non anni, una strenua speranza nell’attraversamento della frontiera. Lo sgombero della jungle di Calais non fa eccezione, tuttavia tra le cataste di laminati e le tende sventrate molte persone si sono lasciate alle spalle questo delta di rottami per riversarsi nelle città, iniziando ad arrangiarsi dando vita anche ad accampamenti abusivi, come nel caso della stazione del metrò Stalingrad a Parigi. Proprio qui, facendo i conti con l’amarezza di dover ricalcolare in fretta le proprie aspettative perché costretti a restare, hanno deciso di provare a lottare: non più per la propria possibilità di movimento ma per soddisfare i primi bisogni di vita.

Dallo sgombero della jungle di Calais all’accampamento di Stalingrad, vi proponiamo qui un’intervista a un compagno di Parigi andata in onda a Macerie su Macerie, su Radio Blackout.

macerie @ Novembre 22, 2016


Quella che vedete è la ricostruzione di un rimpatrio forzato in Svizzera. Si tratta di una docufiction realizzata sulla base di testimonianze di persone che sono state espulse e di funzionari che hanno partecipato alle operazioni di rimpatrio forzato. Ma anche sui materiali di addestramento della polizia di frontiera svizzera, che prevedono 4 livelli di intervento a seconda della resistenza opposta dalla persona da espellere. Il livello 4 è il più brutale. Talmente brutale che il 17 marzo del 2010 il nigeriano Joseph Ndukaku Chiakwa è morto d’infarto mentre lo stavano legando alla sedia per portarlo su un aereo charter con cui dovevano partire altri 16 nigeriani da espellere. Joseph Chiakwa non è stato l’unica vittima delle espulsioni dalla Svizzera. Prima di lui, il 3 marzo del 1999 a morire fu il palestinese Khaled Abuzarif, soffocato. E ancora il primo maggio 2001 fu Samson Chukwu a morire anche lui soffocato mentre la polizia tentava di legarlo come un animale.
Perché questa è l’immagine che restituiscono queste pratiche. Non si vedono più uomini tra i loro simili. Si vedono alcuni uomini che trattano un loro simile come se fosse un animale, lo umiliano, lo dominano, lo legano, lo violentano. E mentre lo fanno ci accorgiamo che gli animali sono loro, quelli in divisa. E che l’uomo è l’altro. Quello che ha voluto viaggiare, spinto dalla più antica e nobile qualità dell’essere umano. La spirito della ricerca, la ricerca di se stesso nell’altro, la ricerca della libertà e dell’avventura.
Per maggiori informazioni rimandiamo al sito dei produttori del video, augenauf, [ http://www.augenauf.ch/index.php?opti… ] dove potete trovare materiale completo e aggiornato, in tedesco e inglese, sulla situazione svizzera.
Badate bene che si tratta di uomini che non hanno commesso nessun crimine se non quello di circolare liberamente sul pianeta.

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